Il Progetto Agronomico in Italia

Lo Stage degli agronomi Bielorussi

Lo stage degli agronomi bielorussi in Italia, svoltosi dal 16 febbraio all’8 aprile 2002, ha potuto aver luogo grazie alla disinteressata ed intelligente collaborazione del C.I.S.A. Mario Neri di Imola ed al diretto interessamento del dr. Luciano Trentini del Servizio Produzione Vegetali della Reg. Emilia Romagna e dei dottori Ugo Palara e Paolo Pasotti. L’importanza dell’evento è stata suggellata da una visita, il 26-02-02, dell’ambasciatore di Belarus in Italia, dr.ssa Natalia Drozd, al centro di Imola ed alla città di Solarolo (Ra) che, a sua volta, ha dato un grosso contributo ospitando gli agronomi. Il programma dello stage e la relazione finale sono a testimonianza del lavoro e degli sforzi realizzati.

Il programma dello stage

Programma settimanale di attività per “stage” da svolgere presso il CISA Mario Neri nel periodo febbraio – marzo.

1° settimana: ricerca bibliografica sulle tecniche di produzione fuori-suolo (sia su substrato che in floating-system) con particolare riferimento all’attività svolta in Emilia- Romagna dal 1996 o in altre Regioni (Veneto, Marche, ecc.) in cui sono attivi progetti di Ricerca e Sperimentazione realizzati in collaborazione con il CRPV (Centro Ricerche Produzioni Vegetali) di Cesena.

2° settimana: visita ad alcune aziende agricole che operano in floating-system per la coltivazione di lattuga, lattughino da taglio, rucola, valeriana e basilico.

3° settimana: visita al Centro Sperimentale di Po di Tramontana a Rosolina ( Rovigo). Possibilità di visionare impianti fuori-suolo in Floating-system su basilico, lattughino, rucola e valeriana e su substrato in ciclo aperto e chiuso su pomodoro e peperone. In questa occasione verranno approfonditi anche gli aspetti inerenti ai diversi tipi di substrato in commercio, alla composizione delle soluzioni nutritive e ai costi ed ai sistemi di gestione e controllo degli impianti (idrocomputer, gocciolatori, sistemi di allarme, ecc.);
Verifica sull’impostazione delle prove di coltivazione in floating -system al CISA Mario Neri di Imola (preparazione delle vasche, acquisto delle piantine, predisposizione dei pannelli in polistirolo, trapianto, ecc.) 

4 e 5° settimana: attività in Azienda per seguire praticamente le prime fasi dell’impianto

5 e 6° settimana: allestimento delle prove fuori-suolo su substrato (messa in opera delle lastre di cocco, grodan ed altri substrati in valutazione), sistemazione delle linee di irrigazione, saturazione dei substrati, tagli per i drenaggi, preparazione delle soluzioni madre, trapianti ed avvio degli impianti.
Approfondimento degli aspetti relativi alla gestione ed alla manutenzione dell’idrocomputer per la fertirrigazione.

Altri possibili luoghi di visita o apprendimento
CIV Ferrara : produzione fuori-suolo ;
ISF Forlì e Az.Martorano V : produzione fragola fuori-suolo
Ditte di produzione sistemi elettronici di controllo della fertirrigazione

Il programma potrà subire variazioni dovute all’andamento stagionale o ad eventuali ritardi nell’allestimento delle prove.

Relazione riassuntiva sullo stage per l’apprendimento delle tecniche di coltivazione fuori-suolo

Lo stage finalizzato all’apprendimento delle tecniche di coltivazione fuori-suolo si è svolto presso il CISA (Centro Interprovinciale di Sperimentazione Agroambientale) Mario Neri di Imola nel periodo compreso tra il 18 febbraio ed il 5 aprile 2002.
Il programma di lavoro è stato suddiviso in diverse fasi:

A) Ricerca bibliografica
E’ stato effettuato un lavoro di ricerca bibliografica e traduzione di materiale divulgativo reperito su Internet, riviste tecniche, testi e manuali specializzati, nonché pubblicazioni riguardanti l’attività di sperimentazione sul “fuori – suolo” svolta a partire dal 1996 in Emilia-Romagna e Veneto su colture orticole. In particolare si è cercato di approfondire gli aspetti inerenti l’impiantistica delle diverse tecniche di coltivazione in idroponica (su substrato, “in floating system”, in aeroponica, ecc.), le problematiche legate alle carenze nutritive delle piante (sintomatologia, rimedi curativi, ecc.) e le caratteristiche dei principali concimi utilizzati in idroponica.

Problematiche e suggerimenti relativi alla fase A:
Per approfondire in maniera esaustiva alcuni aspetti della coltura idroponica si suggerisce di proseguire l’attività di traduzione di manuali tecnici anche dopo il termine dello stage di studio. Per lo svolgimento del lavoro in Bielorussia si ritiene infatti particolarmente importante la traduzione del manuale di funzionamento dell’idrocomputer per la fertirrigazione e del volume “Principi tecnico-agronomici della fertirrigazione e del fuori-suolo”, pubblicazione in grado di fornire indicazioni pratiche e mirate sull’azione ed i meccanismi di assorbimento dei principi nutritivi da parte delle piante, sulle caratteristiche delle acque di irrigazione e dei substrati di coltivazione, sulle esigenze delle colture nelle diverse fasi fenologiche e sui rapporti di somministrazione degli elementi nutritivi.

B) Visite dimostrative
Sono state visitate diverse strutture produttive e sperimentali operanti nel settore delle colture idroponiche.
Per quanto riguarda il “floating system” (colture galleggianti), in particolare, si è avuta la possibilità di approfondire gli aspetti impiantistici ed agronomici legati alla produzione di valeriana, basilico, lattughino e rucola ( Az. Callegari Sandro a Granarolo – Bologna).
Difficoltà maggiori sono sorte per quel che riguarda la coltivazione su substrato in quanto per questo tipo di tecnica nell’Italia centro settentrionale gli impianti vengono solitamente realizzati, in serra a fredda, a partire dall’ultima decade di marzo; vi è stata comunque la possibilità di essere ospitati
presso il Centro Regionale Ortofloricolo di Po di Tramontana a Rosolina ( Rovigo), realtà con la quale da tempo il CRPV di Cesena ed il CISA Mario Neri di Imola collaborano nel settore dell’orticoltura e delle sementi.

Problematiche e suggerimenti relativi alla fase B
1) L’epoca troppo anticipata dello stage non ha consentito il completo approfondimento delle tematiche relative alla coltivazione “fuori-suolo” su substrato.
Per questo motivo è eventualmente auspicabile, compatibilmente con le disponibilità organizzative finanziarie del Progetto, prevedere una ulteriore visita agli impianti nel periodo di piena produzione delle colture (indicativamente nei mesi di giugno o luglio); basterebbe in tal caso un periodo di 7-8 giorni. 
2) In fase di discussione è emersa la difficoltà di reperire in Bielorussia in maniera continuativa concimi minerali idonei ad essere impiegati nella coltivazione “fuori-suolo” ; tali concimi devono infatti presentare un titolo di unità fertilizzante noto ed ottima solubilità in acqua.
3) Durante lo stage, in accordo con i coordinatori del Progetto Humus, sono stati quindi organizzati incontri tecnici ad aziende produttrici di concimi ( ad es. CIFO S.p.A di San Giorgio di Piano) per valutare la possibilità di eventuali collaborazioni future con la Bielorussia. Prima di avviare qualsiasi tipo di operazione commerciale, si consiglia comunque di effettuare analisi di laboratorio sui concimi attualmente reperibili in Bielorussia per valutarne titolo, solubilità ed eventuale possibilità di impiego nel “fuori-suolo”. Il CISA Mario Neri per facilitare la preparazione delle soluzioni nutritive ha predisposto un foglio elettronico (facilmente “trasferibile” in Bielorussia) che consente di ottenere i giusti dosaggi dei concimi nella “soluzione madre” partendo da una semplice analisi dell’acqua di irrigazione.
4) Per agevolare l’avvio dell’attività ed un tempestivo scambio di informazioni, documenti fotografici, tabelle e risultati ed assicurare continuità nell’assistenza tecnica sarebbe opportuno provvedere all’installazione in Bielorussia di adeguati supporti informatici (Internet, E.mail, ecc.). L’impiego di un Personal Computer potrebbe facilitare inizialmente anche le operazioni di programmazione dell’idrocomputer per la fertirrigazione.

C) Esercitazioni pratiche sulla gestione degli impianti
In questa terza fase dello stage sono stati affrontati in maniera specifica gli aspetti gestionali dell’impianto.
Si è provveduto quindi a simulare la programmazione di vari modelli di idrocomputer (tra cui anche l’MCL Ceo , il modello spedito in Bielorussia) valutando la tempistica degli interventi agronomici (messa in posa delle lastre di cocco, saturazione dei substrati, realizzazione dei fori di percolazione, analisi del drenato in eccesso, ecc.) e delle soluzioni impiantistiche più convenienti.

Problematiche e suggerimenti relativi alla fase C
I problemi maggiori nascono nella fase di installazione dell’idrocomputer di fertirrigazione. In questa delicata operazione sarà infatti necessaria l’assistenza di un esperto in impianti elettrici (montaggio di elettrovalvole, cablaggio dei cavi, ecc.) ed idraulici (montaggio filtri, prese acqua e soluzioni nutritive, messa in opera di collettori e gocciolatori, ecc.). La ditta Spagnol Automazioni di Vidor (Treviso) (www.spagnolaut.com) è in grado, con l’ausilio di un traduttore, di fornire tutte le informazioni e l’assistenza inerenti alla programmazione e all’attivazione degli strumenti per la fertirrigazione.
Per le problematiche legate ai substrati di coltivazione potrebbero essere utilmente consultati i siti www.ageon.it e www.polyplants.it, mentre per quel che riguarda linee per l’irrigazione, gocciolatori e materiali plastici www.lucchiniidromeccanica.it
Per dare continuità e ulteriore supporto tecnico all’iniziativa, ma anche al fine di valutare collegialmente i risultati fin qui raggiunti, siamo disponibili ad un incontro con i coordinatori del Progetto per esaminare più in dettaglio quanto sopra riportato.

Imola, 11/04/2002
P.Pasotti – U.Palara 
CISA-Mario Neri

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