L’anniversario di Chernobyl nelle zone radioattive

TRADUZIONI SENZA COMMENTI A CURA DELLA REDAZIONE DI PROGETTOHUMUS – MONDOinCAMMINO

MINSK: Il ricordo dei liquidatori di Chernobyl
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.belapan.by

I liquidatori di Chernobyl hanno organizzato una cerimonia, vicino ad una chiesa a Minsk, in occasione del trentesimo anniversario del disastro nucleare.

All’evento hanno partecipato ex-lavoratori presso la centrale, che hanno contribuito alle operazioni di pulizia post-incidente, provenienti da Bielorussia, Russia e Ucrainaa.

Alcuni di loro hanno raccontato le loro esperienze.
“Eravamo giovani. Avevo 21 anni. Avevo appena finito una scuola per diventare sergente quando ci hanno portato nella zona di esclusione di Chernobyl. Non avevamo la minima idea di cosa fosse la radioattività e di cosa ci stava succedendo. Il luogo brulicava di gente, tutti erano occupati a fare qualcosa. La nostra funzione era quella di pattugliare la zona e di mantenere l’ordine. Eravamo troppo giovani per capire”; dice Leanid Ivin.

“Ho visto villaggi abbandonati, vuoti. Era estate, faceva caldo, spruzzavamo acqua sulle strade, sostituivamo recinzioni, rimuovevamo i tetti di paglia delle case. Tutto ciò veniva distrutto e bruciato. Quando stavamo andando via, nel 1988, iniziavano a radere al suolo i villaggi abbandonati. Accedevano incendi dolosi che bruciavano il terreno e riportavano in aria le radiazioni. Non era permesso raccogliere funghi, bacche, pescare e fare una nuotata nel fiume. Ma tante persone ignoravano i divieti”; dice Leanid Trutsko.
“Abbiamo visto tante cose orribili. La situazione era simile alla fine di una guerra”; dice Alyaksandr Yasinski.

“Mi addolora vedere che i miei compagni sono stati dimenticati. Oggi tante cose sono state tolte ai liquidatori. Abbiamo bisogno che i nostri diritti vengano riconosciuti tutti i giorni e non solamente oggi. Abbiamo bisogno di attenzioni non di raduni pomposi. Dietro queste cerimonie solenne ci sono persone normali che non vengono più ricordate, come se non fossero mai vissute”; ha concluso Leanid Ivin. >>>GUARDA IL VIDEO DA BELAPAN.BY

Il giorno degli eroi dimenticati
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.charter97.org

Di Natalia Radzina, caporedattore di charter97.org

Il 26 aprile è il giorno dell’eroica azione di migliaia di soldati, vigili del fuoco, ufficiali del Ministero delle Emergenze a cui è stato affidato il compito di spegnere il reattore n.4 distrutto.

Mio padre era tra queste persone: un militare di un reggimento di elicotteristi dell’unità 64683 di Kobryn. Tre, furono gli equipaggi di MI6 che vennero messi in volo, in quella notte ed inviati a Chernobyl senza alcuna spiegazione adeguata.

Sette giorni nell’inferno. La settimana trascorsa presso la centrale nucleare. I piloti dei velivoli scaricavano piombo sul reattore. Si svegliavano alle cinque del mattino e terminavano il servizio a mezzanotte. A loro vennero date solo maschere antigas ed alcune tute per la protezione da agenti chimici (che nessuno indossava a causa del calore), per schermarli dalle radiazioni. A questi uomini veniva consigliato di lavarsi in maniera accurata e di bere vino. “Ci hanno lasciati là quando già brillavamo nel buio”; mio padre amaramente scherzava.

Dopo trent’anni solo poche persone tra quei giovani del reggimento di Kobryn sono sopravvissute. Qualcuno morì qualche anno dopo a causa delle conseguenze dell’esposizione alla radioattività, altri nel corso del tempo. Ma poche di quelle persone raggiunsero i sessant’anni di vita.

Questa gente non ottenne alcuna gratificazione né in vita, né post-mortem. Le loro famiglie non ricevono alcuna assistenza e coloro che sono sopravvissuti sono stati privati di quasi tutti i benefici già qualche anno fa.
Le autorità sono impegnate con il risanamento e la bonifica dei terreni che rimarranno comunque contaminati per centinaia di anni e si rifiutano di riconoscere il legame tra l’esposizione alle radiazioni ed il numero mostruosamente alto di pazienti affetti da cancro.

A proposito… sapete perché il 26 aprile 1986 c’erano solamente tre elicotteri che provenivano da Kobryn? Perché il resto era in Afghanisstan. Una volta sentii questa frase da mio padre: “Sono stato sfortunato. Avrebbero potuto mandarmi in Afghanistan, ma mi hanno inviato a Chernobyl”.

E dopo 30 anni siamo anche fortunati di continuare a vivere, anche se la nostra “esecuzione” è solo rinviata al domani.

Lukashenko: Il popolo bielorusso ha mostrato vero eroismo nell’affrontare le conseguenze di Chernobyl
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.belta.by

Yelsk – 26 aprile: “Il popolo bielorusso si è comportato eroicamente quando si è trattato di affrontare le conseguenze del disastro di Chernobyl”. Così si è espresso il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, nel corso di un concerto “Revival”  dedicato al trentesimo anniversario dell’incidente.
“In quei giorni abbiamo dovuto lavorare su molti fronti contemporaneamente: eliminare le conseguenze del disastro, ripristinare la governabilità del Paese, salvare le industrie, aziende agricole e migliorare la protezione sociale della popolazione. Numerosi esperti hanno detto che, oggi, uno Stato crollerebbe sotto un fardello così pesante. Prevedevano caos e degenerazione per noi.
Tuttavia, di fronte a questa calamità nazionale, abbiamo mostrato eroismo, come è successo tante volte nella storia. Noi non ci siamo arresi. Abbiamo trovato la forza di stare calmi ed abbiamo vinto”; ha dichiarato il Presidente.

Secondo il capo dello Stato, il danno che Chernobyl ha arrecato all’economia bielorussa è stimato in circa 235 miliardi di dollari. Fino ad oggi, le spese del Paese, volte a superare l’eredità del disastro, hanno superato i 22 miliardi di dollari. Nello steso tempo, il Presidente ha sottolineato che tale importo non include altri costi e tutte le risorse umane impiegate. Così la cifra potrebbe superare i 30 miliardi di dollari.

“L’assistenza della Comunità Internazionale è stata pari all’1-2% delle nostre spese. E’ un peccato che l’Occidente ha preferito metterci sanzioni e utilizzare il denaro per finanziare la nostra opposizione. Questo va contro allo spirito dei valori dell’umanesimo così tanto la loro predicati.
Tanto più che i bielorussi sono diventati ostaggi di questa catastrofe… che non è accaduta per colpa nostra”. Ha detto Lukashenko.

A causa della contaminazione radioattiva enormi territori avrebbero dovuto rimanere abbandonati. Quasi 140.000 persone sono state reinsediate. 264.000 ettari di terreni agricoli sono diventati velenosi. Più del 20% delle foreste bielorusse sono state contaminate.
“Grazie a Dio abbiamo avuto abbastanza coraggio di non entrare in panico. In caso contrario, avremmo avuto grandi territori abbandonati, oggi”; ha aggiunto.

Lukashenko ha detto che il disastro di Chenobyl è un dolore comune per le nazioni “sorelle”: la Belarus, l’Ucraina e la Russia, i cui rappresentanti erano riuniti a Yelsk.
“Credo che in questo giorno memorabile, in questa terra della regione di Gomel, sia importante quanto mai unire i nostri sforzi. Abbiamo bisogno di un impegno congiunto per lasciarci il passato “nero” dietro di noi ed inaugurare un domani felice per porre fine anche alle divergenze ed al conflitto nell’Europa orientale”; ha concluso il leader bielorusso.

Bielorussia: I terreni contaminati potrebbero essere risanati solo nel 2400
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.charter97.org

Il Presidente Lukashenko, insite sul fatto che, le zone colpite dal disastro di Chernobyl, debbano essere coltivate e popolate nel minor  tempo possibile.

“La Bielorussia ha fatto bene a prendere la strada della riabilitazione delle zone colpite dal disastro di Chernobyl”, ha dichiarato il presidente bielorusso durante la visita del 26 aprile nella regione di Gomel.
I terreni contaminati da Chernobyl devono essere popolati e coltivati secondo il suo decreto.
“Oggi quasi nessuna di queste terre, qui nella provincia di Yelsk, è rimasta incolta. Anche il terreno più difficile è stato arato!.
Prendiamo Dobryn per esempio: ci sono 50 bambini nella scuola materna del villaggio e molti altri sono pronti a venire a frequentarla … Quindi ci sono prospettive… c’è vita”. Ha detto Lukashenko.

Tuttiva, secondo il sito web charter97.org ci sono decine di contro-argomentazioni alle teorie di Lukashenko in materia di sicurezza e sviluppo delle terre contaminate, anche sugli stessi siti governativi dedicati ai temi riguardanti il disastro di Chernobyl.

Ad esempio, il sito ufficiale Chernobyl.gov.by informa sul problema dell’accumulo di elementi pericolosi nel terreno.
“100 anni dopo l’incidente di Chernobyl, nel 2086, l’attività contaminante dei suoli dei territori radioattivi in Bielorussia sarà di 2.4 volte superiore a quella del periodo iniziale post-disastro”; riporta una relazione sulle conseguenze di Chernobyl.

La diminuzione dell’attività gamma del suolo è prevista solo dopo il 2400.
Tuttavia il presidente sembra anticipare il parere degli specialisti nel settore:
“In cinque anni, nonostante tutti i problemi e le difficoltà, potremmo finalmente risolvere tutte le questioni del sud del nostro Paese e per queste terre dimenticare la tragedia”.

Pe quanto riguarda le soluzioni relative all’utilizzo dei terreni contaminati, le conclusioni dei ricercatori sono negative:
“La crisi economica ha messo le zone contaminate in condizioni socio-finanziarie particolarmente difficili. Le caratteristiche comuni della crisi si fanno sentire nettamente in quei territori: calo della produzione, deflusso della popolazione da queste zone, bassi consumi, bassa qualità di vita e nececessità continua di servizi sociali ed assistenza sanitaria.
“Non vi è auto-guarigione delle zone colpite, né è possibile il ripristino delle infrastrutture là ubicate, in tali circostanze”; dice la relazione degli esperti.

Il Presidente bielorusso ringrazia ufficialmente i liquidatori di Chernobyl
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.belta.by

Il 28 Aprile, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha firmato il decreto esecutivo n.66 per ringraziare ufficialmente i liquidatori di Chernobyl per il loro personale contributo alle associazioni o enti che si occupano del risanamento delle zone colpite dal disastro e per elargire un contributo alle organizzazioni che lavorano per offrire supporto ai giovani e implementano progetti socio-culturali nei territori colpiti dalla catastrofe.

Il presidente ha ufficialmente ringraziato i liquidatori di Chernobyl Viktor Zaitsev, Vladimir Koryakov, Alexander Kuzmenko, Anatoly Kuzmenkov, Mikhail Shakov, Alexander Sharendo e Ivan Shmakov.

Sono stati anche ringraziati il rappresentante dell’Unione dei Giovani Bielorussi (BRSM), Yekaterina Dalidovich, l’amministratore dell’ospedale n.10 di Minsk, Viktor Isachkin, la professoressa di Oncologia Infantile presso l’Accademia Medica bielorussia, Tatyana Kozarezova.

Putin: Chernobyl è una seria lezione per l’umanità
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.tass.ru

Il 26 aprile ha segnato il trentesimo anniversario del disastro alle centrale nucleare di Chernobyl, che causò la distruzione del reattore n.4 dell’impianto e la diffusione di materiale radioattivo in atmosfera.

Il disastro di Cernobyl è stato “una importante lezione per tutto il genere umano”: lo ha dichiarato Vladimir Putin in una nota pubblicata sul sito internet ufficiale del Cremlino ricordando che ha ancora “serie ripercussioni sia sull’ambiente sia sulla salute dell’uomo”.
Il presidente russo ha quindi sottolineato come “le dimensioni della tragedia sarebbero potute essere incommensurabilmente maggiori se non fosse stato per il coraggio senza precedenti e la dedizione dei vigili del fuoco, del personale militare, degli esperti e dei sanitari che hanno compiuto onorevolmente i loro doveri professionali e civili” anche sacrificando “le proprie vite per salvare quelle degli altri”.

Il comunicato dice anche che “giustamente dobbiamo considerare i partecipanti nella liquidazione delle conseguenze di questa terribile catastrofe come eroi reali e ci inchiniamo alla sacra memoria di chi di loro ha perso la vita.
Naturalmente non dobbiamo dimenticare i veterani-liquidatori del disastro e dare sostegno alle loro famiglie”, ha detto il Presidente.

Clark: La Bielorussia ha fatto molto per mitigare le conseguenze di Chernobyl
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.belta.by

MINSK: La Bielorussia ed il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) hanno fatto molto per il risanamento delle regioni colpite dal disastro di Chernobyl.
Questa la dichiarazione del Segretario Generale per l’UNDP, Helen Clark, durante il suo intervento nella Conferenza Internazionale svoltasi a Minsk in occasione del trentesimo anniversario dell’incidente nucleare.

Da “situazione di emergenza” a “riabilitazione” e “sviluppo sostenibile” nei territori contaminati, questi gli argomenti trattati dall’ufficiale.
“Prima di tutto stiamo assistendo le persone vittime del disastro, garantendo loro elevati standard di vita. Forniamo loro posti di lavoro in queste regioni. Inoltre è importante fornire informazioni complete sullo stato dell’ambiente, sulla sicurezza dei prodotti alimentari e sulla saluta della popolazione.
Abbiamo fatto molto… La gente inizia a fare ritorno in queste zone (ovvero aree colpite dal disastro di Chernobyl). Oggi capiscono molto bene la situazione.

Secondo la Clark ci sarà continuità di collaborazione fra l’UNDP ed il governo bielorusso. “Siamo convinti che sarà una collaborazione efficace anche in futuro”.
Si è partiti da un piccolo “concept” di aiuti umanitari fino all’assistenza ed ad attività di risanamento su larga scala delle regioni colpite da Chernobyl. Tuttavia questo lavoro sarebbe impossibile senza l’aiuto efficace ed attivo dei funzionari bielorussi”; ha Lei concluso.

Ucraina: Poroshenko fa visita alle centrale nucleare di Chernobyl e “attacca” la Russia
Traduzione di ProgettoHumus da YouTube

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha visitato la centrale nucleare di Chernobyl, nella giornata di Martedì, data che segna il trentesimo anniversario della catastrofe nucleare.

Poroshenko ha posato una corona di fiori presso il monumento agli “Eroi di Chernobyl” che si trova vicino al reattore n.4 distrutto della centrale. Successivamente si è recato sul sito di costruzione del nuovo sarcofago che è in fase di completamento e che dovrebbe proteggere l’ambiente circostante dalla fuoriuscita di radiazioni.
Nel corso del suo intervento il Presidente ha dichiarato: “Chernobyl è diventata un catalizzatore per il crollo dell’Unione Sovietica, in una cereta misura ha facilitato la formazione di forze antimperialiste in Ucraina e ci ha portato più vicino all’indipendenza. Nello stesso tempo ha dato vita ad una forte opposizione nei confronti dell’energia nucleare. Chernobyl ha cambiato la società ed ha convinto il governo di quel tempo ad abbandonare gli armamenti nucleari.
Il rifiuto del Cremlino all’indipendenza dell’Ucraina, la mancanza di garanzie di sicurezza per un Ucraina senza armi nucleari e una negligenza nel Memorandum di Budapest, sono i fattori che hanno provocato l’attacco della Russia nei confronti del nostro Stato”.

Il ricordo dell’incidente di Chernobyl a Minsk (Bielorussia)
Foto: http://www.belapan.by

Una cerimonia commemorativa, organizzata dal governo, si è tenuta nella giornata di ieri nei pressi della “Cappella di Chernobyl”, a Minsk, nel giorno del trentesimo anniversario del disastro.
All’evento hanno partecipato circa 1.000 persone, tra cui i rappresentanti dell’Amministrazione presidenziale, il Comitato esecutivo della città e le organizzazioni non governative.
Il metropolita Pavel, Esarca patriarcale della Chiesa ortodossa russa in Bielorussia, ha guidato un momento di preghiera per le vittime del disastro di Chernobyl.

A Minsk, “la marcia di Chernobyl”
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.charter97.org

I rappresentanti dell’opposizione e della società civile bielorussa hanno organizzato ieri la tradizionale “Marcia di Chernobyl”.
All’evento hanno partecipato circa 2.000 persone che hanno sfilato fino al “Parco dell’Amicizia” con le bandiere bianco-rosso-bianco (simbolo della Bielorussia democratica) e dell’Unione Europea.
I principali slogan e messaggi della manifestazione sono stati: “Chernobyl non è finita – la catastrofe continua”; “No alla centrale nucleare ad Ostrovets”; “Chernobyl – 30 anni di bugie da parte del Cremlino e del presidente Lukashenko” e “Il denaro pubblico è stato speso per la centrale atomica e tolto dai salari”.

I partecipanti alla manifestazione si sono espressi negativamente ai piani di risanamento e ripopolamento dei territori contaminati, chiedendo alle autorità di fermare la costruzione della centrale nucleare bielorussa, a fornire informazioni veritiere sulle conseguenze del disastro di Chernobyl ed a garantire un sistema accessibile di controllo radiologico per i cittadini.

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