Incidente di Njonoska: il più grave in Russia dopo Chernobyl. L’esplosione rilevata dalle stazioni di monitoraggio della Norvegia.

PREMESSA:

Il titolo non è assolutamente sensazionalistico o irragionevolemnte allarmistico: “Incidente di Njonoska: il più grave in Russia dopo Chernobyl. L’esplosione rilevata dalle stazioni di monitoraggio della Norvegia”. Il titolo si riferisce all’esplosione, come viene subito esplicitato dal riferimento alle stazioni di monitoraggio in Norvegia. L’esplosione non va confusa con il rilascio di radionuclidi: infatti l’esplosione atomica (la seconda, appunto, per portata in Russia dopo Chernobyl) non è direttamente correlata alla portata del rilascio dei radionuclidi. Questo dipende dalla quantità e qualità dei radionuclidi rilasciati, ovvero presenti nel “contenitore”

– Il titolo lancia, però, volutamente, un messaggio con sfumature allarmistiche, ovvero undirizzato alla consapevolezza e alla presa di coscienza:

  1. l’esplosione avviene subito dopo che il governo statunitense, il 2 di agosto 2019, ha annunciato il suo ritiro formale dal trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), cioè l’accordo che nel 1987 mise al bando qualsiasi missile balistico e da crociera basato a terra con gittata compresa tra i 500 e i 5.500 chilometri. L’annuncio non è arrivato di sorpresa, perché da tempo Stati Uniti e NATO accusavano la Russia di avere violato il trattato: al governo russo era stato dato un ultimatum – entro il 2 agosto avrebbe dovuto distruggere alcuni missili – che la Russia però ha deciso di ignorare.
  2. Nel corso dell’esplosione sono stati rilasciati effettivamente dei radionuclidi, sconosciuti per qualità e quantità. In Norvegia dopo alcuni giorni le stazioni di monitoraggio hanno rilevato un leggero incremento dello iodio radioattivo; c’è da notare, però che al momento della dispersione dei radionuclidi, i venti spingevano in direzione della Siberia per cui il fallout è avvenuto, presumibilmente, in quella vasta aerea. Inoltre, che vi sia stata dispersione radioattiva è confermato dall’improvviso ricovero a Mosca dei soccorritori delle vittime dell’esplosione di Njonoska presso un centro specialistico e che gli esami effettuati in uno di essi abbiano rilevato la presenza di Cesio 137. In secondo luogo (scusandomi per il gioco di parole) “minimizzare” l’effetto di un possibile rilascio “minimo” di isotopi radioattivi è non tenere conto che, oltre alla qualità e la quantità degli stessi, va valutata la contaminazione interna (ricaduta dei radionuclidi sul terreno e interessamento della catena alimentare) e l’effetto “cumulo” (senza, poi, dimenticare sia l’effetto all’esposizione nel tempo alle basse dosi di radiazione e sia il concetto che non esiste una soglia minima per i radionuclidi, ma essa è zero. E’ un artifizio scientifico quello dei limiti ammissibili in quanto confacenti alla lobby nucleare e, in secondo luogo, per rendere “accettabile” la contaminazione che ormai riguarda tutto il pianeta per i fallout passati, recenti, presenti e futuri. In Europa – parola degli scienziati nuclearisti dell’Euratom – almeno il 10% dei cibi che introduciamo nel nostro organismo è contaminato dagli isotopi). La ricaduta di questa nuvola radioattiva (qualsiasi ne sia stata la portata) è avvenuta principalmente nella regione di Arkhangelsk già toccata da un non indifferente retaggio nucleare: la preoccupazione dei residenti è più che legittima anche in presenza di un fallout minimo (in ogni caso meglio peccare di prudenza che di omissione) e l’informazione deve essere garantita, soprattutto per il tipo di radionuclidi liberati (alfa, beta, gamma?). Ricordo che per determinare i rischi per la salute e l’ambiente, non si può essere soddisfatti delle registrazioni della dose; è indispensabile conoscere la natura dei radionuclidi utilizzati, l’attività totale presente nel missile e le concentrazioni di aria che le persone presenti nelle diverse aree colpite hanno respirato. Occorre inoltre garantire che nessuno sia stato in grado di consumare alimenti contaminati da depositi radioattivi su suoli e acqua. I radionuclidi selezionati come fonti di energia sono emettitori di radiazioni molto potenti. Questo è in particolare il caso del plutonio 238 e del polonio 210, che sono emettitori di alfa altamente radiotossici non appena vengono incorporati, in particolare se inalati. Va anche notato che i radionuclidi usati più spesso hanno emissioni gamma a bassa intensità: bassa emissione gamma per americio 241; molto basso per plutonio 238, isotopi 142 e 144 di cerio; zero per polonio 210 e stronzio 90. Se uno di questi radionuclidi viene disperso da un’esplosione, l’impatto sul livello di radiazione gamma ambientale misurato dai sensori (e le centraline, si sa, misurano sprattutto questa) sarà limitato o addirittura nullo e l’aria respirata dalla popolazione potrebbe essere altamente contaminata senza provocare un allarme. In questo contesto, una moltiplicazione per 20 del rumore di fondo ambientale può corrispondere, se confermato, a una contaminazione dell’aria estremamente elevata.
  3. La reticenza, le contraddizioni, i silenzi, la disinformazione della autorità russe rispecchiano lo stesso copione tenuto per Chernobyl. Non illudiamoci che sia solo un copione russo, ma le bugie del nucleare riguardano tutte le potenze che ne fanno uso (vi consiglio, al proposito, il mio libro “Il naso lungo di Chernobyl”). Ma non solo: esse sono frutto di un trattato del 28 maggio 1959 (la legge truffa WHA12-40  ) che costringe l’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ad avere l’autorizzazione dell’AIEA (Agenzia Internazionale Energia Atomica) per pubblicare i dati sanitari conseguenti agli incidenti nucleari. Per tale ragione molti dati sono stati secretati o minimizzati. E, a tuttora, questo regolamento non è stato abolito.
  4. Non so se ci avete fatto caso, ma dopo ogni incidente nucleare (almeno che la portata non abbia reso inevitabile un lungo coinvolgimento dei media), la politica di minimizzazione coincide con un silenzio assoluto che mette tutte le coscienze e gli individui in pace. Solo dopo un discreto lasso di tempo la notizia può essere ripresa, ma quando già la gente ha tolto dall’evento quella vigilanza che l’emotività avrebbe portato. Così è stato per la fuga del Rutenio 106 del 2017 di cui solo poco fa è stata individuata la provenienza (Mayak): notizia importante, ma ormai “datata” per l’opinione pubblica e quindi non più generante apprensione e degna della dovuta attenzione.
  5. Le vicende inerenti il nucleare vanno osservate a 360 gradi, come nel caso di Njonoska perchè più preoccupante della fuga radioattiva è la subdola corsa verso il riarmo, verso un nuovo sistema missilistico definito, ironia della sorte, “Skif” di cui potete leggere nell’articolo della Novaya Gazeta riportato di seguito nell’aggiornamento del 18/08/2019. Ci sono, però, nella quotidianità, tanti piccoli episodi che passano inosservati e che potrebbero avere conseguente devastanti. Che ne dite di marinai drogati su un sommergibile a propulsione nucleare? È accaduto che in un sommergibile con 16 testate nucleare nucleari di Sua Maestà Britannica tre marinai sono stato scoperti, nella prima metà di agosto dell’anno in corso, con un cospicuo quantitativo di cocaina (senza parlare dei sette sommergibilisti britannici del sottomarino nucleare HMS Talent  sospesi nell’aprile scorso per uso di sostanze stupefacenti e dei novi congedati dal sommergibile nucleare HMS Vigilant nel mese di ottobre 2017 per lo stesso motivo…e così via). L’errore umano è sempre dietro l’angolo, va considerato attentamente e deve indirizzare le scelte quando è in gioco l’uso del nucleare dagli effetti così devastanti: infatti, per ogni tecnologia che riguarda il nucleare, non va presa in considerazione la probabilità del rischio, ma l’accettazione dello stesso. Vi accontentereste, per esempio, di una centrale nucleare sicura al 98%? Probabilità di incidente quasi irrisoria, ma penso proprio di no, perché in caso di incidente, quel 2% di probabilità può essere di una portata inimmaginabile. Sarebbe dunque accettabile? Qualcuno potrebbe pensare il contrario, ma allora si tratterebbe di uno sprovveduto o di un imbecille o, peggio ancora, di un criminale.

Nota: è indifferente la pronuncia di Njonoska o Njonoksa, come la scrittura di Nenoska o Nenoksa (il villaggio è identificabile con entrambi i nomi).

Massimo Bonfatti, presidente dell’ODV Mondo in Cammino

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A distanza di pochi giorni, esperti e analisti in tutto il mondo stanno ancora cercando di capire cosa sia successo esattamente giovedì 8 agosto 2019 alle ore 7,59 in una base militare russa nella regione di Arkhangelsk, nel nord della Russia, sulle coste del Mar Bianco. L’agenzia atomica russa ha ammesso in maniera piuttosto criptica che cinque scienziati sono morti in seguito a un incidente nucleare, ma l’annuncio è arrivato dopo due giorni di smentite e non è stato seguito da nessuna informazione sulle cause e la portata dell’incidente. L’esplosione, peraltro, è avvenuta meno di una settimana dopo lo smantellamento di un altro pezzo del sistema di trattati nazionali fra Stati Uniti e Russia per il controllo degli arsenali nucleari.

Stesso copione come per Chernobyl: le informazioni ufficiali sull’incidente, sono molto scarne e sono cambiate nel giro di due giorni.

L’incidente è avvenuto al largo delle coste di Njonoksa, circa 470 chilometri a est in linea d’aria dal confine con la Finlandia, non è chiaro se su una piattaforma o una nave. Poche ore dopo il ministero della Difesa russo ha informato che due persone erano morte e sei erano state ferite in un’esplosione accidentale causata da una perdita di carburante. Nelle stesse ore però il comune di Severodvinsk, situato 50 chilometri a est, aveva pubblicato sul proprio sito un rapporto secondo cui due rilevatori di radiazioni avevano raggiunto un picco. Il rapporto è stato successivamente rimosso dal sito, ma nel frattempo gli abitanti di diverse città vicine si erano affrettati a fare scorta di iodio, una sostanza che neutralizza in parte gli effetti delle radiazioni.

Due giorni dopo l’agenzia atomica russa ha diffuso un comunicato in cui dichiarava che l’esplosione era avvenuta a causa di «una fonte isotopica per un missile a carburante liquido». Il New York Times ha fatto notare che «malgrado la confusa scelta di parole, è stata l’ammissione che l’incidente aveva avuto una natura nucleare». In pratica un missile -senza testata nucleare, ma con a bordo il reattore nucleare – sarebbe precipitato in acqua e il personale presente sulla chiatta dove è avvenuto il lancio avrebbe operato per recuperalo. Utilizzando una gru il missile sarebbe stato recuperato, ma una volta a bordo della chiatta il combustibile liquido – dimetildrazina asimmetrica, un composto dell’azoto – ha preso fuoco e poi è detonato, distruggendo il missile e il reattore nucleare che vi è contenuto.

La portata dell’incidente non è stata chiarita: alcuni giornali russi hanno parlato di un picco di radiazioni pari a 200 volte i livelli normali, mentre Greenpeace ha parlato di livelli 20 volte più alti registrati nella città di Severodvinsk, dopo avere analizzato dati interni del governo russo. Al momento dell’incidente il vento spirava verso nord, poi ha girato verso est, quindi verso la Siberia. I radionuclidi potrebbero essersi propagati in quella direzione.  Lo stesso giorno dell’incidente, 9 agosto, le emittenti televisive moscovite hanno lanciato un allarme sull’arrivo di un certo vento/uragano nella capitale: ” È previsto un forte vento. Cercate ripato in edifici robusti. Non cercate riparo, non parcheggiate sotto alberi o strutture instabili. Siate vigili e cauti. Telefono emergenza è 01. 101″.  Tutti i parchi cittadini di Mosca sono stati chiusi il 9 agosto. Molti moscoviti hanno interpretato l’avvertimento come un modo astuto per sopprimere la partecipazione alle proteste politiche in programma per quel giorno. L’avvertimento meteorologico ha, invece, iniziato ad avere senso solo dopo che sono emerse le notizie dell’incidente e quando le persone hanno iniziato a vedere l’avviso meteorologico come dettato dalla paura di un pennacchio radioattivo in avvicinamento rilasciato a Njonoska.

Nel frattempo i morti sono diventati sette, fra cui cinque scienziati che il capo di una divisione dell’agenzia atomica russa ha definito «eroi nazionali». Le vittime erano dipendenti del Centro nucleare federale russo RFNC-VNIIEF.  I morti sono Aleksey Nikolaevich Vyushin, Evgeny Yuryevich Korataev, Vyacheslav Yuryevich Lipshev, Sergey Evgenyevich Pichugin, Vladislav Nikolaevich Yanovsky.

Martedì 13 agosto l’agenzia di stampa Tass ha riferito che i medici che hanno curato le vittime dell’incidente sono stati inviati a Mosca per esami medici. Allo stesso tempo, i medici che hanno lavorato sul luogo dell’esplosione hanno firmato l’obbligo di non divulgare alcuna informazione su questo incidente, ha riferito ancora l’agenzia di stampa statale russa TASS, citando una fonte nelle strutture mediche di Arkhangelsk.

Si sospetta che l’esplosione abbia coinvolto un prototipo di missile che la Russia chiama 9M730 Burevestnick, e la NATO SSC-X-9 Skyfall. È un missile a propulsione nucleare su cui la Russia sta lavorando da alcuni anni: nel 2018 Putin ne ha persino parlato nel suo comizio di fine anno.

La colonna di fuoco e fumi dopo l’esplosione

Il Burevestnick/Skyfall è un tipo di missile che le agenzie di intelligence statunitensi temono molto. Da tempo infatti le principali potenze al mondo stanno cercando di superare la tecnologia che alimenta i missili terra-aria, che in estrema sintesi funzionano ancora a combustibile, cosa che li rende lenti e prevedibili. Un missile a propulsione nucleare, invece, si muoverebbe molto più velocemente (fino a cinque volte la velocità del suono, dicono i russi), potrebbe colpire qualsiasi punto del pianeta e soprattutto renderebbe inefficaci gli attuali sistemi di difesa missilistici degli Stati Uniti e della NATO.

Già nel febbraio del 2018 gli organi di informazione russi avevano diffuso un video che sembrava mostrare il Burevestnick/Skyfall in aria, suggerendo che fosse già funzionante. In realtà il video è stato giudicato un falso. Fra febbraio e novembre del 2018 il missile è stato lanciato in via sperimentale per quattro volte, hanno raccontato alcune fonti a CNBC, e ogni test si è concluso con un fallimento.

L’ipotesi di un nuovo test del missile Burevestnick/Skyfall è rafforzata anche da alcuni immagini satellitari diffuse dalla società americana Planet Labs. Nella giornata dell’8 agosto, il satellite ha ripreso una nave militare russa specializzata nel trasporto di sostanze nucleari al largo di Njonoksa. La stessa nave era stata avvistata durante un altro dei test del missile Burevestnick/Skyfall.

Il Burevestnick/Skyfall, però, non è un missile come gli altri: monta una tecnologia che non è mai stata sperimentata con successo e che altri paesi hanno già abbandonato. «Il tentativo di sviluppare missili a propulsione nucleare che riescano ad arrivare ovunque è folle», ha raccontato al New York Times Ankit Panda, un analista esperto di armi nucleari. «Non è chiaro se qualche burocrate russo sia riuscito a convincere una leadership poco informata che sia una buona idea: gli Stati Uniti avevano sperimentato questa tecnologia, avevano scoperto rapidamente i suoi limiti e rischi, e l’hanno abbandonata con buone ragioni». Lasciare alla Russia la possibilità di testare armi del genere, insomma, comporta sia il rischio che la sviluppi con successo e che abbia una nuova potente arma e sia che gli incidenti avvenuti durante i test abbiano conseguenze gravi e indesiderate.

A sostegno del fatto che si sia trattato della prova di un missile la constatazione che sia stato emesso un NOTAM (NOTice to Air Men), avviso ai naviganti aerei (vedi immagine), relativo ad un tratto di spazio aereo lungo le coste dell’isola artica della Novaya Zemlya, che coincide con la probabile traiettoria del missile. Il NOTAM era valido dalle 5 del mattino dell’8 agosto e per i due giorni successivi. Ma il Burevestnik non è mai arrivato così lontano.

Nel frattempo il governo russo ha chiuso una delle baie del Mar Bianco, «rafforzando le congetture di una contaminazione dell’acqua o di un’operazione di ricerca» per recuperare il missile. In queste acque è stato interdetto la pesca e il nuoto per almeno un mese.

Che l’esplosione sia stata “potentissima”, pur non essendo l’esplosione di una bomba atomica (anche se ha rilasciato radioattività) è stata rilevata dalla rete delle stazioni di monitoraggio del CTBTO di Vienna (così come è successo per quella convenzionale avvenuta il 5 agosto nel poligono di Acinsk in Siberia ). Il CTBTO è il trattato internazionale firmato da 184 paesi (mancano però India, Nord Corea e Pakistan) e ratificato da 168 (fra i quali le potenze nucleari Gran Bretagna, Francia, Russia ma non, tra gli altri, potenze nucleari come Usa e Cina, paesi con l’atomica come Israele, e paesi con competenze nucleari come Iran, Egitto) che dal 1996 vieta i test nucleari da parte di chicchessia e dispone di una rete di monitoraggio per scoprirli. 

“Confermiamo – dicono dagli uffici di Vienna – che un evento coincidente con l’esplosione dell’8 agosto a Nyonoska è stato registrato da 4 nostre stazioni di rilevamento: tre stazioni di rilevamento sismico e una infrasound che registra le onde ultrabasse non udibili all’orecchio umano che si diffondono in caso di forti esplosioni”.

La stazione di rilevamento infrasound si trova a Baradfuss (Tromso), in Norvegia, quindi a circa 1.030 chilometri in linea d’aria dal luogo dell’esplosione, quelle sismiche più vicine si trovano a Lahti in Finlandia, Krasjok in Norvegia e alle isole Svalbard in Norvegia. Questo significa che l’esplosione è stata potente. Dato cheha rilasciato radioattività – a Severodivisnk le stazioni di rilevamento hanno mostrato per alcune decine di minuti valori fino a 20 volte il fondo normale – questa si è presumibilmente dispersa fino ad alta quota, per poi essere stata trasportata anche molto lontano. Sapere quali radionuclidi sono stati rilasciati e in quale quantità sarebbe utile, ma trattandosi di informazioni top secret in quanto permetterebbero di capire meglio la tecnologia del missile Burevestnik, è assai improbabile che vengano rese note. 

L’agenzia russa per l’energia nucleare Rosatom da parte sua riconosce la natura nucleare dell’incidente, ma minimizza. I responsabili del centro nucleare RFNC-VNIIEF- di proprietà di Rosatom  e con sede a Sarov – dove lavoravano le 5 vittime civili, ieri hanno commentato ufficialmente l’emergenza sulla piattaforma offshore vicino a Njonoksa intervenendo ad una trasmissione del canale 16 di Sarov. Hanno detto che una commissione statale sta indagando sull’incidente e che nella regione di Severodvinsk si è verificato un balzo delle radiazioni:  ma che le cifre, l’8 agosto,  sono salite solo di due volte, ma che successivamente si sarebbero normalizzate. “Una nostra squadra era sul posto – ha affermato Alexander Konstantinovich Chernyshev, vice consigliere scientifico dell’istituto –  ha stabilito che, sì, l’aumento del fondo di radiazione è stato di due volte e non è durato più di un’ora. Né i nostri esperti né esperti esterni hanno registrato alcuna contaminazione radioattiva residua”. C’è da credergli? 

Intanto per il 14 agosto è stata prevista l’evacuazione dei 450 abitanti di Njonoska, ridotta poi a sole due ore, dalle 5,00 alle 7,00. Un portavoce del governo ha detto che un treno speciale sarebbe stato inviato per trasportare via i residenti dal villaggio. Mistero nel mistero: l’evacuazione a breve termine è stata prevista a tutela della salute degli abitanti di Njonoska o si tratta di un diversivo legato al recupero dei materiali utilizzati nel test dell’otto agosto? Infine anche questo dubbio scompare: pare che anche l’evacuazione a breve termine sia stata annullata. Di fronte ai segreti, alla ridda di voi e contraddizioni, pare più una mossa dell’ultimo momento da parte delle autorità per fare prevalere l’equazione: niente evacuazione, niente pericolo, tutto notmale!

Secondo gli ambientalisti, Roshydromet ha riferito che la dose di radiazioni gamma il giorno del disastro era anormale: è aumentata di 4-16 volte. Tuttavia, il dipartimento “ha registrato un aumento del livello non solo di gamma ma anche di radiazioni beta, non solo a Severodvinsk (8 agosto), ma anche ad Arkhangelsk sotto forma di precipitazioni (il livello è aumentato il 9 agosto, i valori sono rimasti aumentati 10 e 11 -th) “, i media e il pubblico non sono stati informati.

Intanto Greenpeace Russia fa presente che non ha ancora ricevuto da Roshydromet e Rospotrebnadzor una spiegazione del perché le informazioni sulla contaminazione radioattiva siano state fornite in modo selettivo.  Infatti, secondo gli ambientalisti, Roshydromet aveva riferito che la dose di radiazioni gamma il giorno del disastro era anormale: aumentata di 4-16 volte. Tuttavia, il dipartimento “aveva registrato un aumento del livello non solo di gamma ma anche di radiazioni beta, non solo a Severodvinsk (8 agosto), ma anche ad Arkhangelsk sotto forma di precipitazioni (il livello è aumentato il 9 agosto, i valori sono rimasti aumentati 10 e 11 -th)”  “Nasconderlo alle persone è semplicemente impensabile”, hanno detto gli esperti dell’organizzazione.

AGGIORNAMENTO 14 AGOSTO 2019

Scienziato della RAS: i settentrionali hanno il diritto di chiedere informazioni sull’esplosione a Njonoska

Un’analisi isotopica del rilascio di radiazioni deve essere resa pubblica in modo da comprendere tutti i rischi e le minacce. Lo ha riferito a News29 il capo del laboratorio del complesso radioisotopico dell’Istituto per la ricerca nucleare dell’Accademia delle scienze russa, Boris Zhuykov.

Lo scienziato Boris Zhuykov

È passata quasi una settimana dalla tragedia nel campo di addestramento vicino al villaggio di Njonoska nella regione di Arkhangelsk; tuttavia, il vuoto di informazione che si è sviluppato intorno all’emergenza ha generato molte voci e speculazioni. Per chiarire la situazione intorno all’incidente, i giornalisti di News29 hanno sentito Boris Zhuikov, capo del laboratorio del complesso radioisotopico dell’Istituto per la ricerca nucleare dell’Accademia delle scienze russa. Secondo lo scienziato, ad oggi, non ci sono ancora dati necessari per capire chiaramente cosa è successo, quindi bisogna fare affidamento sulle scarse informazioni del Ministero della Difesa e della State Corporation Rosatom.

Esperti del Ministero della Difesa e Rosatom hanno affermato che l’incidente ha provocato la distruzione di un missile liquido, che includeva generatori di radioisotopi. Secondo Boris Zhuykov, questa affermazione è dubbia, poiché non è chiaro il motivo per cui il razzo abbia bisogno di tali generatori: “Tali dispositivi sono usati, di regola, nei veicoli spaziali e nell’estremo nord, perché possono lavorare a lungo, centinaia di giorni e alcuni per anni, fornendo una capacità relativamente bassa di elettricità generata. Il razzo, d’altra parte, ha funzionato per un tempo piuttosto breve, quindi non è chiaro perché lì vengano utilizzati RTG (generatori termoelettrici di radioisotopi) “, osserva lo scienziato.

I RTG usano diversi radionuclidi. Alcuni di essi – beta e gamma attivi stronzio-90, cesio-137, cerio-144, prometio-147 non sono così pericolosi come i radionuclidi alfa-attivi (plutonio-238, curio-244, polonio-210). Inoltre, questi isotopi alfa-attivi hanno radiazioni gamma molto deboli e quindi non sono molto evidenti con i dosimetri convenzionali. Ecco perché è di fondamentale importanza comprendere esattamente quali radionuclidi sono stati utilizzati in questi RTG, se fossero realmente generatori termoelettrici di radioisotopi. “Se fossero pericolosi radionuclidi alfa-attivi, dopo l’incidente potrebbero entrare nel corpo umano, questa potrebbe essere una minaccia. In questo caso, non ha senso consumare farmaci contenenti iodio, poiché vengono utilizzati per rimuovere lo iodio-131 radioattivo dal corpo, e in questi generatori non c’è iodio. Appare in altri processi, con un reattore nucleare in funzione”, ha concluso Boris Zhuykov.

L’idea dell’utilizzo dy RTG sembra molto strana per lo scienziato, ma, d’altra parte, ha il diritto di esistere.

Un’altra versione che sembra più plausibile: un reattore nucleare di piccole dimensioni è stato utilizzato in un razzo che esplode. Tali reattori stanno solo lavorando nella città chiusa di Sarov, da dove provenivano gli scienziati morti. “Questi reattori sono utilizzati per scopi diversi, in particolare, c’è uno sviluppo per ricevere radionuclidi medici e alcuni reattori sono stati sviluppati dall’Istituto Kurchatov per programmi spaziali. Possono fornire una potenza sufficientemente grande utilizzata per spingere il razzo “, afferma Boris Zhuykov. Durante il funzionamento di un tale reattore, si forma effettivamente iodio-131 molto volatile, così come altri radionuclidi del reattore. Lo scienziato rassicura: non c’è motivo di andare in panico anche in questo caso, poiché la capacità di tali dispositivi è decine, centinaia di migliaia di volte inferiore al reattore RBMK, che è esploso a Chernobyl. “In primo luogo, ciò che deve essere fatto è determinare la composizione isotopica in questo scoppio che si è verificato. Questo può essere fatto usando spettrometri gamma e alfa standard. Tutto ciò non è così complicato, ed è necessario richiedere i servizi appropriati per fornire la composizione e l’attività dei radionuclidi nel rilascio, perché senza questo è difficile valutare con precisione quanto sia pericoloso per le persone “, afferma lo scienziato.

D’altra parte, non sorprende che le informazioni su quali radionuclidi sono stati lanciati durante l’emergenza non siano state divulgate, perché diventerebbe più chiaro quale tipo di dispositivo è stato utilizzato per testare un nuovo tipo di arma. Tuttavia, secondo lo scienziato, in conformità con l’articolo 237 del codice penale della Federazione Russa, i residenti dovrebbero insistere nell’avere tali informazioni, perché la salute della popolazione può dipendere da questo.

AGGIORNAMENTO 15 AGOSTO 2019

Il centro di ricerca francese CRIIRAD (con cui Mondo in Cammino collabora) denuncia: “Un aumento del fondo di venti volte potrebbe indicare una contaminazione molto elevata”. E’ essenziale conoscere il tipo di materiale nucleare usato.

Area contaminata (Ansa)
Area contaminata (Ansa)

Il CRIIRAD ha pubblicato un interessante rapporto preliminare sull’incidente di Nyonoska nel quale si chiede con urgenza di fare chiarezza. “In queste condizioni una moltiplicazione per 20 del rumore di fondo radioattivo ambientale – scrive il CRIIRAD – può corrispondere, se confermata, a una contaminazione dell’aria estremamente elevata. Le autorità devono specificare la natura della sorgente radioattiva usata nel missile esploso. E’impossibile fare dichiarazioni rassicuranti sull’assenza di rischi senza informazioni sulla natura e l’intensità della contaminazione. A oggi, ad esempio, non non sono stati pubblicati i risultati sull’attività del volume d’aria nel sito di prova o nei comuni limitrofi”.

“Secondo il capo del dipartimento della protezione civile dell’amministrazione Severodvinsk, Valentin Magomedov – osserva il CRIIRAD – il livello di radiazione è salito a 2 microsievert all’ora per 30 minuti, un aumento di 20 volte rispetto al livello ambientale abituale; secondo Greenpeace Russia, questo aumento è confermato dai dati del Ministero delle situazioni di emergenza. Per le autorità, questi livelli di esposizione non hanno conseguenze per la salute. Se ci limitiamoall’esposizione esternal’impatto sulla salute è davvero molto limitato (almeno alcune decine di chilometri dal luogo dell’esplosione), ma che dire della contaminazione interna?”.

“Per determinare i rischi per la salute e per l’ambiente – spiega infatti il centro di ricerca francese – non è sufficiente prendere semplicemente le letture della dose; è essenziale conoscere la natura dei radionuclidi utilizzati, l’attività totale presente nel missile e le concentrazioni nell’aria che le persone nelle varie zone colpite hanno respirato. Occorre inoltre garantire che nessuno sia stato in grado di consumare alimenti contaminati da depositi radioattivi sul suolo e sull’acqua. I radionuclidi selezionati come fonti di energia sono emettitori di radiazioni molto potenti. Ciò vale in particolare per il plutonio 238 e il polonio 2107che sono emettitori alfa altamente radiotossici quando ingeriti, soprattutto se inalati. Si noti inoltre che i radionuclidi più frequentemente utilizzati hanno emissioni gamma a bassa intensità: bassa emissione gamma per l’americio 241; molto bassa per il plutonio 238, gli isotopi di cerio 142 e 144; zero per il polonio 210 e lo stronzio 908. Se uno di questi radionuclidi viene disperso da un’esplosione, l’impatto sul livello di radiazione gamma ambientale misurata dai sensori rimarrà limitato o addirittura inesistente e l’aria respirata dalla popolazione potrebbe essere altamente contaminata senza provocare un allarme (le misurazioni delle centraline di solito si limitano a misurare i raggi gamma)”. 

Come si è detto non sappiamo che tipo di fonte radioattiva – se un mini reattore o un RTG – sia stata installata a bordo del missile caduto. Ma se anche non fosse una versione “mini” di un reattore classico non ci sarebbe da stare allegri. Il plutonio-238 utilizzato in molti RTG – per esempio installati su navicelle spaziali –  ha un tempo di dimezzamento di 87,74 anni, rispetto ai 24.110 anni di dimezzamento del plutonio-239 utilizzato nelle armi nucleari e nei reattori ed è un emettitore alfa e ha basse emissioni gamma. Quindi, a meno di concentrazioni fortissime, passerebbe quasi indenne ad una centralina gamma.  

Una conseguenza del tempo di dimezzamento più breve è che il plutonio-238 è circa 275 volte più radioattivo del plutonio-239 (cioè 17,3 curies (640 GBq)/g rispetto a 0,063 curies (2,3 GBq)/g): 3,6 kg di plutonio-238 subisce lo stesso numero di decadimenti radioattivi al secondo di 1 tonnellata di plutonio-239. Poiché la morbilità dei due isotopi in termini di radioattività assorbita è quasi esattamente la stessa, il plutonio-238 è circa 275 volte più tossico in peso del plutonio-239. Ma non si sa cosa ci fosse nel missile, se plutonio 238, uranio 235, stronzio 90 o cosa. 

“E’ essenziale conoscere la natura dei radionuclidi interessati e devono essere fornite informazioni sull’ubicazione della piattaforma di prova – prosegue il CRIIRAD – e sulle condizioni in cui il materiale radioattivo è disperso dall’esplosione. I detriti più pesanti sono caduti vicino al sito dell’esplosione, ma una parte di essa potrebbe essere stata vaporizzata e trasportata su lunghe distanze. Devono essere effettuati controlli per determinare le aree di impatto e, se necessario, effettuare le seguenti operazioni decontaminazione. La natura e i risultati dei controlli devono essere resi pubblici. Nel frattempo, le misure per la precauzione devono essere applicate alla produzione alimentare locale. La Western Arctic Ports Authority ha indicato che la navigazione sarà vietata per un mese nella baia di Dvina Bay, ma si tratta di più probabile che questa decisione sia motivata dal segreto commerciale, non dalla protezione delle persone”.

In altre parole serve la trasparenza. Una parola assai sgradita, nella Russia di Putin come già nell’Unione Sovietica.  

LA VERSIONE MILITARE RUSSA SULLE CAUSE DELL’INCIDENTE

L’esplosione di Njonoska non è collegata ai lavori sul missile Burevestnik,  hanno affermato ad Izvestia fonti del Ministero della Difesa della Federazione Russa: si è verificata un’emergenza durante i test per un nuovo sistema di acceleratore a propellente liquido con “batterie nucleari”, rappresentante nuove fonti di energia isotopica. Le caratteristiche e gli scopi dell’acceleratore non vengono divulgati a causa della segretezza del lavoro.

Secondo alcuni esperti, le cosiddette “batterie nucleari” sono un ulteriore sviluppo di generatori termoelettrici di radionuclidi (RTG), sviluppati e utilizzati ai tempi dell’Unione Sovietica. Sono stati creati presso il Centro nucleare federale russo “All-Russian Research Institute of Experimental Physics” (RFNC-VNIIEF)  con sede a Sarov. Il centro scientifico è anche coinvolto nello sviluppo di fonti energetiche di piccole dimensioni che utilizzano materiali radioattivi.  Queste “batterie” semplificherebbero notevolmente la manutenzione riducendo il costo dell’uso di motori a razzo a propellente liquido (LRE).  In essi, il combustibile e l’agente ossidante sono separati l’uno dall’altro e vengono forzatamente alimentati nella camera di combustione. Lì si mescolano: la microesplosione e la combustione iniziano con il rilascio di una grande quantità di calore. Nonostante il fallimento dell’esperimeto, i test – come riporta Izvestia – continueranno

Nella contea di Finnmark (in Norvegia) registrato aumento di iodio radioattivo dopo l’esplosione a Njonoska

Nella stazione di rilevamento norvegese di Svanhovd, al confine con la Russia (nella contea settentrionale di Finnmark), è stato registrato un maggiore background radioattivo nei campioni prelevati il ​​9-12 agosto. 

AGGIORNAMENTO 16 AGOSTO 2019

Piccoli indizi: il governo della regione di Arkhangelsk acquista 1.200 maschere filtranti per 6 milioni di rubli.

Guarda un po!!! Ad aprile l’amministrazione di Arkhangelsk ha rifiutato di acquistare 26 set di maschere antigas filtranti per 96 mila rubli (13o7 euro).

 Il 13 agosto l’amministrazione ha deliberato l’avviso per un’asta pubblica per l’acquisto di 1.200 maschere filtranti per 6 milioni di rubli (81.700 euro).

C’entrerà qualcosa l’incidente di Njonoska? I casi sono due: o l’esplosione di Njonoska sta creando veramente problemi o, più semplicemente Njonoska è un serio avvertimento di quanto fiducia ci sia nella prosecuzione dei test e delle attività del poligono militare. Allarmante, comunque, in tutti e due i casi.

Quali conseguenze per la salute possono avere le vittime dell’esplosione?

https://newsnn.ru/ 16/08/2019 ore 16:20

È passata più di una settimana dall’incidente alla base militare vicino a Severodvinsk. Fino ad ora, le informazioni sull’incidente sono state secretate: né la fonte dell’emissione di radiazioni, né i suoi volumi sono noti. Gli esperti suggeriscono che le vittime colpite potrebbero ricevere una grande dose di radiazioni, sono possibili conseguenze fatali.

L’esplosione è avvenuta l’8 agosto nel villaggio di Njonoskaa, situato nella baia di Dvina vicino a Severodvinsk, nella regione di Arkhangelsk. La tragedia è avvenuta presso la base navale, che per molti anni è stata utilizzata per testare missili balistici per sottomarini nucleari.

Secondo i dati ufficiali del Ministero della Difesa della Federazione Russa, dopo il lavoro svolto dagli scienziati nucleari, il combustibile per missili ha preso fuoco ed è seguita una detonazione. La società statale Rosatom notò che a seguito dell’esplosione, i corpi delle persone furono gettati in mare.

Foto: news.yandex.ru/story

L’incidente è stato commentato dallo sceneggiatore della serie di Chernobyl, Craig Meisin. Ha scritto sul suo Twitter che la portata delle tragedie varia, ma il “ritardo nel riconoscere la verità” è lo stesso. Meizin ha osservato che sono trascorsi 33 anni dall’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, ma le autorità non hanno ancora imparato le lezioni.

Le informazioni ufficiali sulla tragedia rimangono chiuse.

C’è stata emissione di radiazioni?

Dopo l’esplosione, le informazioni sull’eccesso del livello di radiazione sono state pubblicate sul sito dell’amministrazione Severodvinsk, ma in seguito sono state cancellate. Secondo i funzionari, ciò è dipeso da un malfunzionamento tecnico.

Secondo i dati della Direzione principale del Ministero delle Emergenze per la regione di Arkhangelsk, a Severodvinsk, situata a 30 km dal villaggio di Njonoska, il giorno della tragedia, è stato registrato un salto nella radiazione di fondo fino a 2 μSv / h.: 20 volte superiore alla norma. Un tale aumento può essere un indicatore della presenza nell’aria di radionuclidi a emissione alfa e beta, che sono pericolosi per la salute umana per irradiazione interna. A questa conclusione è arrivata Greenpeace Russia.

Kommersant scrisse che fare il bagno e pescare in tutta la baia di Dvina, che sfocia nel Mar Bianco, è proibito per un mese, dal momento che è stato trovato combustibile per razzi altamente tossico. Anche Dvina Bay è stata chiusa al nuoto libero.

E le vittime?

A seguito della tragedia, cinque dipendenti dell’FSUE RFNC-VNIIEF (centro nucleare di Sarov) sono morti: Vladislav Yanovsky (71 anni), Alexey Vyushin (43 anni), Sergey Pichugin (46 anni), Yevgeny Korataev (50 anni) e Vyacheslav Lipshev (40 anni) . A loro, postuno, è stato assegnato assegnato l’Ordine del Coraggio . Nell’agosto 2020, l’amministrazione di Sarov prevede di aprire un monumento in onore delle vittime.

Secondo le informazioni ufficiali, altri tre sono rimasti feriti. Tuttavia, i media hanno scritto circa 15 ricoverati in ospedale, sei dei quali avevano esposizione alle radiazioni. Il canale di Telegram Baza ha pubblicato i nomi di questi ultimi: Igor Berezin , Sergey Plaksin , Alexey Perepelkin , Dmitry Abalin , Alexander Manyusin e Sergey Grishin .

La direzione del centro nucleare ha dichiarato che solo tre sono rimasti feriti. Per lo più hanno fratture e nulla minaccia la loro vita. Alla richiesta di informazioni sul loro stato di salute da parte di NewsNN.ru, non è stata data risposta

Tuttavia, è apparso un video sul canale di Baza Telegram, che mostra che le vittime della tragedia sono state accompagnate da lavoratori EMERCOM in tute di protezione chimica e, allo stesso modo, erano vestiti i conducenti di rianimazione e medici. Le stesse ambulanze erano avvolte da film isolanti e gli abiti dei feriti e i medici sono poi stati presto bruciati.

Foto: 1mi

Inoltre, si nota che le vittime sono state inviate al Centro Biofisico Burnazyan (Mosca), in cui sono stati curati i liquidatori dell’incidente di Chernobyl. TASS ha anche riferito che i medici che hanno assistito i feriti durante l’emergenza vicino a Severodvinsk sono stati inviati per un esame al centro medico federale.

“Le vittime hanno due diagnosi. La prima è ovvia: danni da lesioni esplosive. Ma vi è anche una seconda diagnosi: l’esposizione alle radiazioni”, sottolineano gli autori del canale di Baza Telegram.

Vladimir Slivnyak

Vladimir SlivnyakFoto: mozgovoyshturm.ru

“Le persone che erano direttamente sul campo di azione sono in gravi condizioni. A quel che pare, erano vicini a materiale nucleare, a una fonte di radiazioni. Dato che non sappiamo cosa sia successo lì e quanta radiazione sia fuoruscita , è difficile indovinare in quali condizioni si trovano”, ha affermato Vladimir Slivnyak , caporedattore di Nuclear Monitor in una conversazione con NewsNN .

Ha anche osservato che le foto pubblicateo suggeriscono che c’era una minaccia di radiazioni radioattive dalle stesse vittime coinvolte. “Il pericolo è venuto dalle persone stesse, poiché sono inquinate sia all’esterno che all’interno. Suggerirei che hanno ricevuto dosi molto forti, che le persone sono state irradiate e che qualcosa è entrato nel corpo. Se le dosi erano molto alte, allora c’è la possibilità che le vittime muoiano ”, ha spiegato Slivnyak.

Albert Garapov

Albert GarapovFoto: idelreal.org

Il presidente della Società antinucleare del Tatarstan, Albert Garapov, ritiene inoltre che le conseguenze sulla salute delle vittime, basate sull’esperienza dell’incidente di Chernobyl, possano essere “molto gravi”. Ma tutto dipende dalla dose di radiazioni, potenza, tempo trascorso in quella zona, ha sottolineato l’esperto.

“Se sono stati irradiati, questo, ovviamente, è molto dannoso per la loro salute. Possono esserci conseguenze terribili, specialmente in combinazione con le fratture. Questo peggiorerà almeno il loro recupero “, ha detto Garapov in un’intervista a NewsNN.

Qual è l’entità dell’incidente?

Alexey Likhachev

Alexey LikhachevFoto: linkis.com

Il capo del Rosatom Alexei Likhachev ha dichiarato che l’esplosione è avvenuta durante le prove del “nuovo prodotto speciale”.

“Ci sono poche informazioni, è contraddittorio. Ufficialmente, si dice che sia una fonte isotopica. Ne consegue che un’enorme nuvola radioattiva non avrebbe potuto formarsi. E esperti indipendenti, compresi quelli stranieri , sono dell’opinione che avrebbe potuto esserci un mini-reattore e il razzo Burevestnik [di cui il presidente russo Vladimir Putin ha parlato nel suo messaggio all’Assemblea federale nel 2018 – ca. NewsNN], e tutto ciò potrebbe esplodere e il rilascio di radiazioni potrebbe essere molto più grande “, ha affermato Slivnyak.

Secondo lui, l’informazione è ancora chiusa, perché “questi sono esperimenti segreti militari, nuove armi”. “Una cosa è chiara: c’è stata una distruzione del dispositivo in cui c’erano sostanze radioattive. Quanti e quali sono sconosciuti ”, osserva l’esperto.

Questo è anche indicato da Garapov: “Non è stato riferito quanto sia stato diffuso l’incidente, dove è andata la nuvola radioattiva. Capisco che questo è collegato a una struttura militare, vale a dire un grande segreto “. Ma crede che almeno le conseguenze ambientali dovrebbero essere aperte al pubblico.

“Stiamo parlando dell’esposizione alle radiazioni, il che significa che questo incidente è classificato come grave. Soprattutto se le persone morissero, per di più scienziati che erano impegnati nell’energia nucleare. Sono specialisti di alta classe, sapevano chiaramente come lavorare con i reattori nucleari. Avrebbero dovuto adottare misure di protezione adeguate. Ma, a quanto pare, l’incidente è stato così potente e inaspettato che non li ha salvati dalla morte ”, crede Garapov.

Secondo lui, l’industria nucleare richiede un approccio speciale e rappresenta una minaccia sia per chi lavora con essa sia per l’ambiente. “Dopotutto, una volta la centrale nucleare di Chernobyl era stata presa come esempio, come la più affidabile. Gli esperimenti nel settore nucleare, ovviamente, devono essere fatti. Ma ciò che è accaduto nella regione di Arkhangelsk richiede l’attenzione di tutto la società civile “, ha affermato il presidente della società antinucleare del Tatarstan.

“Si scopre un paradosso, come se stessimo cercando di proteggere il paese da un nemico esterno, ma si scopre che la protezione può essere dannosa per il nostro stesso popolo”, ha aggiunto.

Garapov spera che non inizieranno a costruire la centrale nucleare di Nižnij Novgorod. La struttura con una capacità di 2510 MW era prevista per il 2035. Tuttavia non sono ancora in corso lavori specifici sul progetto.

AGGIORNAMENTO 18 AGOSTO 2019

Da un articolo pubblicato ierisu Novaya Gazeta a cura di Valerij Shirjaev

RAGIONAMENTO A SUPPORTO DELL’ IPOTESI “SKIF”

Cosa potrebbe essere esploso a Njonoska: panoramica delle versioni

Oggi, 17 agosto, parenti e amici delle vittime nel poligono vicino al villaggio di Njonoska, nella regione di Arkhangelsk, si sono seduti ai tavoli commemorativi il nono giorno dopo la tragedia. A causa della segretezza del progetto, per cui hanno lavorato i defunti, le cause dell’incidente sono sconosciute. È improbabile che nel prossimo futuro scopriremo i dettagli oltre a misurarli attentamente nelle dichiarazioni ufficiali. Tuttavia, la memoria dei nostri cittadini è ugalmente organizzata e tutto ciò che riguarda l’aumento del livello di radiazione sarà oggetto dell’interesse più incessante, perchè non si è trattato di normale esplosione di razzi durante i test.

Due giorni dopo la risonanza dell’incidente e, il nostro giornale ha delineato tutte le principali versioni della tragedia:

  • esplosione durante le prove del siluro nucleare globale “Poseidon”,
  • sistema missilistico ipersonico “Zircon”,
  • missile da crociera a propulsione nucleare a bordo della “Burevestnik”
  • missili strategici liquidi di classe SSBN,
  • Missili su base “Skif”.

In breve tutte le armi di cui il nostro presidente si era vantato di fronte al mondo.

L’attenzione deli altri giornalisti si è concentrata sul progetto “Burevestnik” che ha caratteristiche di performance fenomenali: la curiosità porta sempre agli oggetti più misteriosi e sorprendenti. I media avevanoseguito la versione “Burevestnik”, poiché unica e basata su blogger e appassionati presenti sui social network.

È tempo di riassumere i risultati.

Innanzitutto, elenchiamo le circostanze che non sono in dubbio. Ce ne sono solo tre:

  • il luogo di disastro (poligono marino, su cui vengono testate le armi rigorosamente definite associate alla marina),
  • il luogo di lavoro degli scienziati e ingegneri morti (un centro scientifico che crea principalmente fonti per centrali nucleari),
  • aumento a breve termine, e non pericoloso per la vita, del livello di radiazioni nelle vicinanze del poligono.

Tutte le altre informazioni, anche in questi casi, sono considerate affidabili sotto condizione: le dichiarazioni ufficiali possono contenere elementi di disinformazione preparati per intelligence e analisti stranieri. Tuttavia, in condizioni di estremo deficit di informazioni, le parole dei funzionari devono essere incluse nei dati di origine quando si crea una versione coerente degli eventi.

I fatti ufficialmente riconosciuti nelle informazioni del Ministero della Difesa e Rosatom sono anche scarsi:

  • esplosione avvenuta su una nave
  • testato un nuovo “prodotto speciale”
  • sistema di propulsione liquido testato
  • installazione di una fonte di alimentazione con radioisotopi sul “prodotto speciale”

È necessario ridurre tutti i parametri alle armi oggi conosciute che sono nei ragionamenti speculativi degli esperti sull’esplosione a Njonoska

Innanzitutto, chiariamo il termine più importante. Una sorgente di radioisotopi (“batteria nucleare”) è un dispositivo che converte l’energia termica del decadimento naturale di una sostanza radioattiva in elettrica o meccanica. Questo non è un reattore che crea artificialmente le condizioni per una reazione a catena di fissione! Chi è interessato può facilmente stilare un elenco di tutti questi dispositivi creati nella storia dell’umanità usando Wikipedia. In URSS ne furono fabbricati 1007.

Fonte di alimentazione radioisotopica per satellite Cassini (USA). Foto: Wikimedia

Ricorda che nessuno di loro è in grado di produrre più di 3 kW di energia termica, per non parlare dell’elettricità. Ma questi dispositivi di classe potente (progettati per essere lanciati nello spazio come parte di satelliti) pesano più di due tonnellate.

I dispositivi convenzionali prodotti in serie, ad esempio per la manutenzione di boe sottomarine automatiche statunitensi vicino a cavi di comunicazione russi nel Mare di Okhotsk o stazioni meteorologiche nell’Artico russo (ora vengono smantellati nell’ambito del programma internazionale), producono fino a 120 watt.

Boa automatica del sonar sottomarino degli Stati Uniti, progettata per intercettare i segnali sovietici dal cavo e dal suo circuito. Foto: topwar.ru

La qualità principale di questi dispositivi a bassa potenza è la loro eccezionale affidabilità; non richiedono una presenza umana per 30 anni o più. Uno di questi può essere visto nel meraviglioso film “How I Spent This Summer”.

Con il corretto funzionamento e la conservazione del rivestimento di radioprotezione, i dispositivi radioisotopici sono assolutamente sicuri. Come esempio riproto quello delle macchine a raggi X nelle nostre cliniche. Tuttavia, se la tenuta della protezione viene interrotta (ad esempio a seguito di un’esplosione), le persone vicine riceveranno le dosi più elevate di radiazioni. Il caso della rapina di un faro automatico per metalli non ferrosi, che sarebbero stati venduti in modo redditizio a un punto di raccolta di rottami, si verificò nel 2000 nel Golfo di Kandalaksha. I ladri  morirono per una dose letale di radiazioni .

“Burevestnik”

E’ il momento di passare al parere di un esperto indipendente. Non preoccuparti, è un americano, ma molto rispettato. Secondo Jeff Terry, uno specialista in energia, professore di fisica all’Illinois Institute of Technology, il motore turbofan Williams F107 che guida il missile da crociera Tomahawk (ricordo che proprio con questo Ptin ha paragonato il “Burevestnik”) produce una spinta di 3,1 kilonewton. Per raggiungere una velocità di crociera di 890 km / h al Tomahawk sono necessari circa 766 kW di energia termica, che si adatta alla gamma potenziale di capacità di un reattore nucleare compatto di moderna generazione. 

Pertanto, una fonte di energia radioisotopica non è in grado di sollevare un missile da crociera in aria. Nel sistema di argomenti che abbiamo adottato, il “Burevestnik” deve essere escluso dalla considerazione. Sono pronto a scusarmi per l’impudenza nei confronti dell’intelligence americana, che ha indicato a Trump il “Burevestnik”come il dispositivo espulso.

“Zircon”

Passiamo al razzo “Zircon”. Il tipo di motore è sconosciuto. Possiamo prenderlo come un razzo liquido o come combustibile solido. Possiamo considerarlo rmissile reattivo o una turbina a gas.

Perché è necessario un generatore di radioisotopi in un razzo con tali motori che utilizzano una reazione di combustione comune? Tutti i requisiti energetici dei missili da crociera sono coperti da generatori di piccole dimensioni che operano grazie a una turbina di bordo. I razzi a combustibile solido e liquido che sviluppano velocità ipersoniche volano da pochi minuti a mezz’ora prima di colpire il bersaglio. Sono giàsatai testai alungo o come batterie o come condensatori . E improvvisamente, gli ingegneri di Sarov hanno inserito un dispositivo costoso che funziona da 30 anni. Perché?

È difficile presentare un’ipotesi accettabile. È più facile ammettere che non è stato lo zircone a esplodere.

“Poseidon”

Per quanto riguarda il pesante siluro “Poseidon” con testata termonucleare, anche il generatore di energia dei radioisotopi non è in grado di sviluppare energia sufficiente per garantire che questa cosa pesante, che era dotata di un sottomarino speciale per il trasporto, acceleri alla velocità che Putin ha promesso ai nemici della Patria alla sua presentazione. Anche in questo casonecessario un reattore di piccole dimensioni. E mi sforzo di mettere insieme le dichiarazioni ufficiali nella mia versione, in cui si parla ripetutamente della fonte di radioisotopi.

Durante la prova del sottomarino – vettore senza pilota “Poseidon”. Screenshot dal video fornito dal Ministero della Difesa della Federazione Russa. Foto: RIA Novosti

“Skif”

Rimane l’unico progetto che è scomparso molto rapidamente dalle versioni di tutti gli esperti e gli appassionati. Ma è quelloche soddisfa tutte le condizioni date.

Le nostre fonti hanno confermato che al prodotto è stato assegnato l’indice GRAU, hanno descritto i compiti principali e le caratteristiche generali del progetto, però, in futuro userò solo i dati che possono essere trovati in open source.

Si tratta del progetto delmissile balistico “Skif”.

Non è difficile dimostrare che non stiamo affrontando affatto le fantasie febbrili di una generazione di patrioti entusiasti e di strateghi informatici. Nel maggio 2013, molto prima dell’inizio della guerra nel Donbass e dell’isteria militaristica che seguì eche divenne uno sfondo familiare dei nostri media, “Izvestia” riferì di aver avuto comunicazione che al centro missilistico statale di Makeev lavoravano suquesto missile . Nel novembre 2017, poco dopo essere stato dimesso dalla carica di comandante delle forze aerospaziali della Russia, il dottore in scienze tecniche e fresco senatore Viktor Bondarev, hadichiarato a TASS che Skif faceva parte dell’Arsenale delle forze armate russe.

Si tratta di uno sviluppo puramente russo, creato sulla base delle idee e degli schizzi degli anni ’80 dell’Uffico Centrale di Costruzione per la Tecnica Marina “Rubin” e del Centro Makeev.

Un po ‘di storia. Per molto tempo, non potendo creare una marina paragonabile al potere agli Stati Uniti, l’URSS ha sviluppato sistemi per porti segreti minati, basi navali, rotte commerciali marittime e tratti navigabili chiave. E ne ha ottenuto un notevole successo.

Sono stati creati sistemi che determinano autonomamente il tipo di nave bersaglio secondo i parametri fisici e le altre sue caratteristiche. La funzione di arma da profondità è stato svolto dai siluri, che devono attendere un segnale speciale sul fondo del mare e quindi agire in modo indipendente. Aggiungo che i siluri resistono alla pressione a una profondità molto grande, in alcuni casi fino a 4 km.

In condizioni di lavoro, tali dispositivi sono molto longevi. Non posso dire se i porti e le basi navali più importanti degli Stati Uniti e dell’Europa siano stati minati segretamente in tempo di pace. Per noi è più importante che le armi siano convenzionali e non nucleari.

Prima, ma un po ‘più tardi rispetto agli Stati Uniti, furono introdotti nella flotta sottomarini con missili strategici nucleari a bordo. Questi missili sono stati sviluppati proprio Centro Missilistico Statale V.P. Makeev. Stanno facendo lo stesso in cinque paesi del mondo e la struttura è la stessa: in uno degli scomparti in contenitori verticali ci sono in coppia razzi alti circa 15 m.

Presumibilmente, il contenitore “Scythian”. Fonte: kuleshovoleg / Livejournal

Inoltre, l’immaginazione dei progettisti ha fatto un altro passo e l’idea dello “Skif” ha preso forma: prendere il container con il razzo al di fuori del battello, rafforzare lo scafo per grandi profondità (i sottomarini oggi non sono a più di 500 metri di èrofondità e sono abbastanza visibili con numerosi dispositivi di localizzazione), dotarlo di dispositivi di comunicazione e di salita e segretamente posizionarlo in fondo offline. E gli esperti russi hanno già imparato a comandare tali complessi durante il funzionamento delle armi da siluro. Tutto è collimato, l’idea è semplice ed elegante. Tutti i componenti sono già stati testati e fabbricati, le tecnologie sono state padroneggiate, il costo del razzo è molto inferiore rispetto all’utilizzo sui battelli, i costi operativi sono minimi.

Il problema principale è quello di posizionarlo impercettibilmente sul fondo e mascherarlo in modo che il nemico non lo disabiliti prima dell’inizio di una guerra.

Potenzialmente, un tale sistema riduce drasticamente il costo delle armi, disperde i posti delle base (se il sottomarino muore, infatti, insieme all’equipaggio vengono distrutti contemporaneamente 24 missili strategici), consente di creare siti di lancio completamente inaspettati e vicini agli obiettivi. Se necessario, il contenitore può essere prelevato dal fondo con speciali veicoli per acque profonde, trasportato in un nuovo posto, evacuato per la riparazione o dismesso per aver scontato il termine.

Tuttavia, è difficile trovare un’arma destabilizzante più pericolosa per l’equilibrio strategico.

Nessuno dei trattati attualmente in vigore prevede una tale base di armi. Cioè, è espressamente vietato. Il progetto “Skif” nella versione nucleare è una violazione diretta del Trattato sul fondale marino adottato dalle Nazioni Unite nel 1970.  

Anche i costruttori di castelli in Europa hanno attorcigliato le scale a chiocciola dal basso verso l’alto in senso orario. La persona destra che saliva in alto aveva una distanza più breve rispetto alla mano lavorativa del nemico. Anche allora, si era capito cos’era una distanza di affondo. L’URSS, e in seguito la Russia, ha sempre condannato la leadership degli Stati Uniti per il costante desiderio di ridurre drasticamente il tempo di navigazione dei sistemi di lancio verso il nostro confine.

Krusciov ha risposto con missili a Cuba allo socpo didispiegare armi nucleari tattiche in Turchia e attraverso altri confini del paese. È scoppiata la crisi dei Caraibi, che è stata appena fermata. Lo spiegamento di missili con una delicata traiettoria Pershing-2 alla fine degli anni Settanta portò a una dura crisi, culminata con la firma del Trattato INF nel 1987. Tutto ciò è dovuto alla riduzione delle distanze di attacco.

Naturalmente, nessuno vieta di sviluppare tale arma per dispiegarla nelle proprie acque territoriali (compresi i laghi) in una versione non nucleare. In futuro, i missili anti-nave di ogni fatta possono essere collocati in container. Questa arma può sorvegliare la costa con l’avvicinarsi di grandi formazioni navali.

Una partenza inaspettato da sott’acqua da ua distanza brevissima è una brutta sorpresa per qualsiasi portaerei o incrociatore.

Tuttavia, le opportunità che un tale schema di base apre e, soprattutto, le prospettive di sviluppo di cui si tace, creano tali tentazioni per il comando e la leadership politico-militare da far sì che diventa scomodo.

In effetti, anche i container con missili strategici allagati nelle acque territoriali della Russia al largo delle coste dell’Oceano Artico ridurranno teoricamente in maniera drastica i costi operativi, semplificheranno molto, nessun nemico ci raggiungerà. In effetti, la Russia riceverà un “analogo” come da miniere autonome, in cui i razzi non sono protetti dal cemento, ma dallo spessore dell’acqua e dalla segretezza. E questo sarà un grave aggravamento della situazione: il numero e la posizione dei contenitori non possono essere verificati, possono sempre essere riorganizzati, aumentati o diminuiti.

E se gli Stati Uniti non estenderanno l’azione START-3, la Russia avrà una tentazione segreta di posizionare silenziosamente gli “Skif” il più vicmo possibile alle loro coste.

Allo scopo sono adatti tre oceani: il Pacifico, l’Artico e persino la parte settentrionale dell’Atlantico, dove i nostri sottomarini penetrano costantemente. Entrambe le opzioni sono una catastrofe politica. Ma il modo di pensare di molti rappresentanti del nostro establishment, la stupida fermezza con cui la Russia a volte agisce in situazioni completamente innocue, mi costringe a considerare tale risultato.

Quindi siamo arrivati ​​alla cosa principale. Il razzo del progetto “Skif” ha lo stesso sistema di propulsione liquido che è potuta esplodere.

E sì, i missili sviluppati al Centro Missilistico Statale V.P. Makeev usano l’Eptile, di cui si apendono così tante parole quando si parla del disastro di Njonoksa.

E il sistema automatico nel container, ovviamente, è necessario per mantenere la comunicazione, ricevere segnali dal comando e attivare il sistema a bassissima potenza, assolutamente affidabile, fonte radioisotopica di elettricità funzionante per molti anni (i missili sono stati in servizio di combattimento per anni). la quale può esplodere durante i test.

E allora è chiaro perché i test si sono svolti nel poligono marino.

18/08/2019 Fonte NewsAder

“Le radiazioni hanno ucciso il midollo osseo”: hanno smesso di inviare a Mosca i medici  di Arkhangelsk  e nascondono i risultati dei test.

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 Le autorità regionali hanno deciso di non inviare più i medici dell’ospedale clinico regionale di Arkhangelsk a un esame radiologico a Mosca, dove dovrebbero essere inviati dopo il contatto con i pazienti del poligono militare contaminato dalle radiazioni vicino Severodvinsk. Lo ha detto una fonte di Newsader che ha familiarità con le circostanze del caso e che ha chiesto di non fornire il proprio nome per motivi di sicurezza. Secondo lui, ciò è accaduto dopo che a uno dei medici di Arkhangelsk che avevano avuto un contatto diretto con le vittime dell’esplosione di un dispositivo nucleare nel Mar Bianco era stata diagnosticata un’infezione da radiazioni.

Le 8 août 2019 vers 16h30 les patients civils l’Agence Nucléaire Russe Rosatom contaminés au Césium 137, sont arrivés à l’hôpital civil d’Arkhangelsk, nus et enveloppés dans des sacs en plastique translucides.

Test segreti

Il desiderio di fare controlli presso il Centro Biofisico Medico Federale A.I. Burnazyan è stato espresso da una parte significativa del personale dell’istituzione medica regionale – circa 60 medici, come riportato il giorno prima dal Moscow Times.  Dalle parole del nostro interlocutore si sa che dal momento dell’incidente nucleare avvenuto l’8 agosto, due gruppi di medici sono riusciti a volare nella capitale russa. Secondo un informatore di Newsader, pochi giorni fa è diventato noto che il cesio-137 radioattivo è stato trovato nel sangue di uno dei dottori. I risultati dei test, ha osservato, sono tenuti segreti ai medici esaminati e vengono inviati da Mosca al Ministero della Salute di Arkhangelsk.

“I medici seguiti  non hanno alcun risultato degli esami fra le mani. Con sforzo, riescono a fotografare solo le proprie analisi”, ha detto l’informatore nel suo messaggio elettronico.

In una lettera, ha menzionato i sub coinvolti nell’incidente, seguiti anche loro nel centro di Burnazyan. La nostra fonte ha detto che si sa poco del loro destino. “Ogni giorno ricevono una trasfusione di sangue, perché le radiazioni uccidono il loro midollo osseo e il loro sangue non viene prodotto e il sangue donato viene distrutto dalle radiazioni in un giorno”, ha spiegato la fonte.

“La cosa più strana – ha detto – è successa pochi giorni fa. “Improvvisamente, l’invio di gruppi medici per l’esame a Mosca si è interrotto, presumibilmente a causa della mancanza di fondi: un gruppo di dieci costava mezzo milione di rubli per la regione. Così è stato chiesto loro di sottoporsi agli esami ad Arkhangelsk nell’ospedale di Semashko, appartenente allo stesso dipartimento del centro di Burnazyan. Ma non c’è l’equipaggiamento necessario. I medici lo percepiscono come un desiderio delle autorità di nascondere il numero reale delle vittime, al fine di risparmiare sulle azioni legali successive “, ha detto la fonte.

Il costo del trattamento di una persona può essere considerevole: secondo un’altra fonte di Newsader, specializzata in radiologia, il follow up completo in tali casi deve essere eseguito ogni sei mesi, praticamente per tutta la vita.

Ora il collettivo dei medici  sta valutando la possibilità di andare in tribunale, ma ha paura delle ritorsioni da parte delle autorità. “Le persone sono determinate, ma temono che se la situazione peggiorerà, molti medici saranno minacciati di sollevare vecchi casi per errori e reclami del passato. Hanno già avuto avvertimenti”, ha affermato la nostra fonte, aggiungendo che, secondo i medici, in caso di escalation della situazione, verrà trovato un capro espiatorio, ad esempio un primario dell’ospedale regionale “.

Il Ministero della salute nega

A sua volta, il Ministero della Sanità russo nega le informazioni sul danno da radiazioni a uno dei medici, ha riferito la TASS. Secondo l’agenzia, gli specialisti dell’agenzia medica e biologica federale hanno esaminato 91 specialisti dell’ospedale clinico regionale di Arkhangelsk e 20 operatori medici sono stati sottoposti a uno speciale esame aggiuntivo presso il Burnazyan Medical and Biochemistry Center di Mosca. “Livelli in eccesso di sostanze radioattive nel corpo al di sopra di livelli accettabili non sono stati rilevati in nessun caso”, hanno detto i funzionari.

Una settimana prima – la fonte di cui sopra – ci ha informati che operatori di ambulanza e medici nella clinica regionale di Arkhangelsk non erano stati informati sulle radiazioni ricevute dalle persone che avevano nel poligono di addestramento. Secondo lui, tutti i medici, sono stati obbligati da parte di ufficiali dell’FSB a firmare documenti di non divulgazione. Più tardi, indipendentemente dal giornalista, informazioni simili furono pubblicate sul The Moscow Times con riferimento alla gestione della clinica. Secondo le storie dello staff, i pazienti sono stati portati nudi all’ospedale regionale e sono stati avvolti in materiali plastici trasparenti.

Prima di andare in stampa era stato pubblicato un video realizzato da una telecamera nascosta, in cui un soldato, in un’intervista con i residenti del villaggio di Njonoksa, ha dichiarato che l’8 agosto un motore a razzo che operava su isotopi nucleari è esploso in un poligono militare nella regione di Arkhangelsk. Durante una conversazione con contadini preoccupati, il militare ha assicurato loro l’assenza di una minaccia radioattiva per la popolazione e ha ammesso che test militari di questo tipo erano stati condotti anche prima vicino a Severodvinsk, sebbene ciò non fosse mai stato reso noto. Ha esortato i residenti locali a non avvicinarsi all’area isolata della costa, dove dopo l’incidente l’attrezzatura utilizzata nei test è stata preda delle onde

Batterie nucleari

L’8 agosto, un “motore liquido” è esploso in un poligono di addestramento militare vicino a Severodvinsk. A seguito dell’incidente, sono morti cinque specialisti Rosatom e due militari. Scienziati russi hanno parlato di un test su un dispositivo nucleare.

Secondo Roshydromet, lo sfondo delle radiazioni a Severodvinsk per diverse ore dopo l’esplosione del dispositivo nucleare ha superato la norma di 4-16 volte. Queste informazioni sono coerenti con quelle originariamente fornite sul sito Web dell’amministrazione di Severodvinsk. Successivamente, le autorità di Severodvinsk hanno cancellato le informazioni sull’impennata delle radiazioni, spiegando che “il Ministero della Difesa della Federazione Russa sta affrontando la situazione”. Le autorità assicurano che lo sfondo è tornato alla normalità. Il Ministero della Difesa fin dall’inizio ha negato il fatto della contaminazione radioattiva.

Il New York Times, citando l’intelligence degli Stati Uniti, ha riferito che l’esplosione è avvenuta mentre testava un prototipo di un missile nucleare con un motore nucleare, “Burevestnik” – SSC-X-9 Skyfall secondo la classificazione NATO. Informazioni simili sono state fornite dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno “imparato molto” dalla catastrofe russa e che gli americani hanno tecnologie più avanzate in questo settore. Reuters ha affermato che l’incidente nel Mar Bianco era legato a un programma missilistico da crociera ipersonico.

Il 15 agosto, Izvestia ha riferito che l’esplosione in un campo di addestramento nella regione di Arkhangelsk si è verificata mentre si lavorava su un   promettente acceleratore: un nuovo sistema di propulsione a propellente liquido, sul quale erano montate “batterie nucleari”*.

Materiale preparato da  Alexander Kushnar , giornalista

*vedi quanto riportato nell’articolo precedente della Novaya Gazeta.

AGGIORNAMENTO 20 AGOSTO 2019

da Radio Liberty, Любовь Чижова

Cosa è successo nell’aria? Il sinistro mistero delle radiazioni di Njonoksa


Ormeggio per sottomarini nucleari a Severodvinsk
Ormeggio per sottomarini nucleari a Severodvinsk

Il 20 agosto, si è saputo che altre due stazioni del sistema di monitoraggio internazionale dell’Organizzazione globale del trattato sul divieto di test nucleari (CTBTO) in Russia, hanno smesso di comunicare. Stiamo parlando delle stazioni della città di Bilibino Chukchi e del villaggio di Zalesovo Altai, secondo quanto riferito dai media con riferimento al segretario esecutivo del CTBTO Lassin Zerbo. Prima di ciò, avevano smesso di trasmettere dati le stazioni di Dubna e Kirovsk , la più vicina al luogo dell’incidente radioattuvo nel campo di addestramento militare di Njonoksa vicino a Severodvinsk, l’8 agosto. Nel pomeriggio del 20 agosto, i contatti con le stazioni di Altai e Chukotka sono stati ripristinati , altre due stazioni sono ancora in silenzio.

In un’intervista con il Wall Street Journal, Zerbo ha affermato che i funzionari russi hanno spiegato la mancanza di accesso a queste stazioni con problemi di rete e di comunicazione.

Tuttavia, molti esperti sospettano che l’arresto di diverse stazioni di monitoraggio immediatamente dopo l’incidente di Njonoska non sia una coincidenza. Lassina Zerbo ha persino pubblicato un video su Twitter che dimostra la diffusione teorica della nuvola radioattiva che potrebbe essersi verificata a seguito dell’esplosione.

Dmitry Stefanovich, membro in visita presso l’Institute for Peace and Security Studies dell’Università di Amburgo, ha spiegato a Radio Liberty che il sistema di monitoraggio dei test nucleari è principalmente progettato per rilevare esplosioni nucleari. “Quando la Corea del Nord ha fatto esplodere qualcosa, questo sistema ha funzionato ed emesso dati che confermavano la potenza, la natura nucleare delle esplosioni e simili. Cioè, è un sistema internazionale che ti permette di sapere esattamente se si è verificata un’esplosione nucleare o non è avvenuta da qualche parte. Stazioni diverse misurano parametri diversi. In totale, ci sono 32 stazioni in Russia, tra cui stazioni sismiche, ad ultrasuoni e radionuclidi. C’è anche un laboratorio di radionuclidi in Russia e un centro dati nazionale a Dubna  , ha detto Stefanovich.

Le stazioni stesse non si sono spente, hanno semplicemente smesso di trasmettere dati a un unico centro internazionale

L’esperto ha sottolineato che tutte e quattro le stazioni con cui si sono verificati problemi in questi giorni riguardano i radionuclidi, ovvero misurano e analizzano l’aria atmosferica per la presenza di vari isotopi radioattivi. Apparentemente, le stazioni stesse non si sono spente, hanno semplicemente smesso di trasmettere dati a un unico centro internazionale  durante il normale funzionamento, ciò accade una volta al giorno. “Forse i dati sono arrivati ​​al centro russo e sono stati registrati (in effetti, Zerbo ha detto che le osservazioni precedentemente registrate dalle stazioni di Chukotka e Altai ora vanno al quartier generale dell’organizzazione. – Nota RS ). Questo è sconosciuto. Forse attualmente si è verificato un qualche tipo di malfunzionamento, o ora [le autorità russe] stanno cercando di esaminare quali di questi dati che avrebbero potuto registrare e quali no ”  suggerisce Stefanovic.

Severodvinsk, luglio 2019
Severodvinsk, luglio 2019

Aveva senso ritardare la trasmissione di osservazioni da stazioni di monitoraggio internazionali al fine di nascondere le conseguenze dell’incidente? L’esplosione è avvenuta relativamente vicino ai confini di Norvegia e Finlandia, e i sistemi russi stanno monitorando la situazione delle radiazioni  almeno il Centro Idrometeorologico. Stefanovich attira l’attenzione sul fatto che, secondo un modello che tiene conto del movimento delle correnti d’aria proposto dal CTBTO, la maggior parte della nuvola di radionuclidi avrebbe dovuto rimanere sul territorio della Russia. L’esperto osserva inoltre che i sensori delle stazioni di monitoraggio sono più sensibili della maggior parte dei sistemi civili. Inoltre essi sono prioritariamente orientati alla ricerca di prodotti di reazioni nucleari, mentre Hydromet non ha un tale compito. Tuttavia, Stefanovich è convinto di un’emissione significativa e pericolosa di radiazioni “Non è il genere di cosa che è facile da nascondere, basta spegnere un paio di stazioni del sistema di monitoraggio internazionale,
L’unico modo in cui differiscono dal resto del monitoraggio è che pubblicano la composizione specifica dei radionuclidi rilasciati. E’ possibile che potrebbero fornire ulteriori elementi di prova su ciò che è successo esattamente a Njonoska “.

Greenpeace ha richiesto ufficialmente tali informazioni alle autorità russe. Come ha detto a Radio Liberty , Rashid Alimov , project manager del dipartimento energetico di Greenpeace in Russia, non è stata ricevuta alcuna risposta:

Secondo la legge russa, le informazioni relative alla salute umana e all’ambiente non possono essere classificate. L’8, quando si è verificato l’incidente, ci siamo rivolti a Rospotrebnadzor e Roshydromet, ma finora non abbiamo ricevuto risposte dettagliate. È chiaro che oggi poche persone possono essere convinte dalla risposta generale che tutto sia al sicuro. Sin dall’inizio, il Ministero della Difesa ha affermato che nessuna sostanza nociva è stata rilasciata nell’ambiente. Ma se lo sfondo delle radiazioni a Severodvinsk è aumentato di circa 20 volte, significa che c’era ancora una sorta di rilascio nell’ambiente. La domanda è: quali radionuclidi sono stati gettati via. Sappiamo che nella regione di Arkhangelsk la gente ha iniziato a comprare lo iodio nelle farmacie, ma questa misura può essere efficace solo se lo iodio di breve durata viene espulso. Se altri radionuclidi vengono espulsi, allora questa misura è generalmente insignificante. Questo è il motivo per cui è necessario comunicare le informazioni sugli isotopi lanciati, considera Alimov.

Non ci sono ancora dati su quali radionuclidi siano entrati nell’ambiente in seguito ai risultati di test falliti a Nenoks  non sono stati registrati da nessuno dei sistemi di osservazione pubblica in Russia o in altri paesi. Il monitoraggio del Centro idrometeorologico di Severodvinsk ha rivelato solo un aumento a breve termine dello sfondo gamma di natura sconosciuta, ciò non fornisce alcuna informazione sulla natura specifica dell’incidente. La composizione degli isotopi intrappolati nell’atmosfera potrebbe indicare la natura del dispositivo nucleare interessato dall’esplosione. Rosatom affermò che si trattava di una “fonte di energia isotopica”  questo termine può significare sia un reattore nucleare compatto che un RTG, una “batteria eterna” che genera elettricità basata sul decadimento radioattivo, ma senza una reazione a catena.

Gli esperti hanno presentato diverse versioni di ciò che potevano esattamente sperimentare nel campo di addestramento vicino a Severodvinsk. Molti sono propensi a credere che si trattasse di un missile da crociera Burevestnik con una centrale nucleare  la stessa ipotesi è stata avanzata su Twitter dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Altre ipotesi includono il missile ipersonico Zircon , il bot sottomarino Poseidon o il lanciarazzi missilistico Skif (quest’ultimo è vietato dai trattati internazionali, ma il quotidiano Izvestia riportava i suoi test ). Tuttavia, nessuna di queste versioni può spiegare in modo convincente la necessità di testare la “fonte di energia isotopica” e la natura dell’incidente da radiazioni.

Il 19 agosto il Central News Service di Radio Liberty ha attirato l’attenzione su un video pubblicato dall’agenzia di stampa di Vilnius Newsader con riferimento a Sotnik-TV. Il video avrebbe filmato l’incontro di un militare con i residenti del villaggio di Nenoksa.

“L’8 agosto, le persone sono andate al pontone e tutto è esploso sotto il pontone. Il pontone ha vomitato e hanno ricevuto lesioni incompatibili con la vita dagli oggetti su di esso. Erano impiegati Rosatom. Sono stati portati in un ospedale specializzato di Rosatom. Chi vi ha detto che i test ci sono stati solo l’98 agosto? I test sono iniziati molto prima  , dice l’eroe del video. Il soldato afferma di aver testato un motore a razzo, che è “alimentato da isotopi nucleari”, e raccomanda di non avvicinarsi agli oggetti gettati a terra negli ultimi giorni. Radio Liberty non è stata in grado di verificare in modo indipendente l’autenticità del video, ma gli esperti intervistati concordano sul fatto che sembra credibile. Il blogger militare e_maksimov ha suggerito che i militari in video lo è il capo dell’unità militare 09703 (45 ° GTsMP), il capitano del primo grado Vladimir Igorevich Bosy.

“A piedi nudi” nel corso della comunicazione con i residenti di Njonoksa insiste sul fatto che attualmente non vi è alcuna minaccia alla vita e alla salute delle persone, se non ci si avvicina alla costa. Lo ha detto anche in vista dei negoziati con il presidente francese Emmanuel Macron, Vladimir Putin. Rispondendo a una domanda di un giornalista francese, ha dichiarato : “Se intendete l’incidente a Severodvinsk, allora non vi è alcuna minaccia, né un aumento dello sfondo [delle radiazioni]. Gli esperti, compresi quelli indipendenti che controllano la situazione, sono stati inviati lì. “Ricevo rapporti dai nostri esperti  militari e civili. Non vediamo alcun cambiamento serio lì, ma vengono prese misure preventive in modo che non ci siano sorprese”.

Nonostante le assicurazioni dei funzionari, la mancanza di informazioni dettagliate sull’incidente e gli isotopi radioattivi che sono entrati nell’ambiente, nonché l’improvviso arresto delle stazioni di monitoraggio internazionali, causano allarme tra gli esperti. “Dato che la maggior parte del potere in Russia sono impegnati solo in quel informazioni segrete  che chiamerei una versione della disconnessione, al fine di nascondere i dati di base circa l’esplosione, – dice l’ecologista, redattore capo del progetto anti-atom.ru Vladimir Slivyak . Il Ministero della Difesa e Rosatom dovrebbero infine dire qual è la composizione del rilascio e quanta radiazione viene rilasciata nell’ambiente. Senza questo, è impossibile determinare quale territorio potrebbe essere contaminato e quanto grande sia il pericolo per quelle persone che si sono ritrovate sul percorso della nuvola radioattiva l’8 agosto  sia a Severodvinsk che in altri insediamenti nella regione. “Slivyak ritiene che le informazioni non sarà pubblicata secondo la “vecchia tradizione sovietica”  “il paese è gestito da rappresentanti della polizia segreta sovietica, per loro le bombe e i missili sono molte più cari delle persone”,  ha detto l’ecologista.

Apparentemente, le autorità russe non hanno fretta di condividere informazioni anche nell’ambito dei trattati internazionali esistenti. Martedì , il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov ha dichiarato che il trasferimento di dati dalle stazioni del segmento nazionale del sistema internazionale per il monitoraggio dei test nucleari è “volontario”. Tuttavia, Dmitry Stefanovich osserva che l’indagine su incidenti con radiazioni diverse dalle esplosioni nucleari non rientra nelle competenze del CTBTO. “Il fatto che abbiano cominciato a diffondere i dati relativi all’incidente Nyonoksa non sembra abbastanza corretto”, crede l’esperto.

AGGIORNAMENTO 22 AGOSTO 2019

“Un grazie ai folli scienziati nucleari.” In Carelia, dopo l’incidente nucleare vicino ad Arkhangelsk, gli alberi sono diventati gialli e gli uccelli sono scomparsi.

2019/08/22 Sergei Myatuhin I 8078 I https://runaruna.ru/29595/

I residenti della regione di Kems sui social network richiedono alle autorità di fornire informazioni sull’impatto in Carelia del rilascio radioattivo verificatosi dopo l’esplosione nel poligono militare vicino al villaggio di Njonoska nella regione di Arkhangelsk.

La gente ha rivolto la richiesta al capo della repubblica Arthur Parfenchikov sulla pagina pubblica: “Controllo sociale della città di Kem”. In questi giorni il governatore ha appena annunciato un viaggio nei distretti di Kem e Loukhsky e ha chiesto alla popolazione di raccontare i problemi locali.

– Io, Kudryashova Irina Aleksandrovna, mi rivolgo a Voi  con la richiesta di chiarire la situazione che si è sviluppata dopo l’esplosione vicino a Severodvinsk. Le persone sono preoccupate per le conseguenze di questo incidente. La stampa è silenziosa. Nel frattempo, dopo 10 giorni, sulle isole del Mar Bianco, vicino al villaggio di Rabocheostrovsk della regione di Kem, la vegetazione ha assunto un aspetto completamente malsano, l’impressione che alberi, erba, muschio siano stati bruciati senza fuoco. Sulle isole sono scomparsi persino le amanite e gli agarichi, soliti in questi luoghi. Chiedo un chiarimento: verranno effettuate delle analisi, cosa verrà intrapreso dal governo della repubblica su questo tema, in che modo tutto ciò influenzerà la salute delle persone? – ha scritto la  donna.

Nelle fotografie pubblicate da Irina Kudryashova dalle isole del Mar Bianco (in particolare, dall’isola Yak vicino a Kem), è chiaro che non ha inventato nulla. Bruscamente ingiallite e talvolta hanno acquisito una tinta marrone, non solo le foglie sulle betulle e l’erba, ma anche gli aghi sugli abeti. E non tutto subito, come succede quando l’albero appassisce, ma a macchie, come se avessero spruzzato spruzzato degli aghi con una sostanza.

Una residente locale afferma che non solo i normali funghi e bacche, ma anche la piantaggine, sono scomparsi dalle isole e gli uccelli hanno smesso di volare. “Zona morta” – così la donna ha descritto ciò che le è apparso davanti. Queste parole sono state confermate da altri abitanti del Mar Bianco della Carelia.

Foto: Irina Kudryashova / vk.com/id48386155

Foto: Irina Kudryashova / vk.com/id48386155

Foto: Irina Kudryashova / vk.com/id48386155

Foto: Irina Kudryashova / vk.com/id48386155

– Gli uomini di Belomorsk erano usciti in mare, e c’erano navi militari verso Shueretsk, e una nuvola gialla sopra era. Li hanno fatti tornare indietro. Non li hanno autorizzati ad uscire in mare. Quindi, benvenuti in Carelia-Chernobyl! Grazie ai folli ingegneri nucleari ”, non ha trattenuto le proprie emozioni Kemlyan Igor Bochanov.

– La situazione è la stessa per l’isola Yak: ora tutto è appassito ed è avvenuto sotto i nostri occhi! Sì, e prima, negli anni passati, è stato notato, soprattutto dopo il 2009, sul lato nord e nord-est, che  l’intera foresta sulle isole e l’erba è coperta di vernice marrone! Niente bacche, niente funghi, come se fosse stata passata una striscia! – ha detto un utente di nome Sandro Avtushenko.

Nonostante che i reclami nei social network siano automaticamente monitorati dal sistema “Gestione degli incidenti”, dopo che gli enti statali hanno dato le loro spiegazioni dagli account ufficiali, non c’è ancora risposta alla domanda dei cittadini di Kem sull’impatto in Carelia dell’incidente nucleare vicino ad Arkhangelsk.

La foresta rossa di Chernobyl. Foto: ecology.pskovlib.ru

Non vi è dubbio che le autorità conoscano esattamente l’appello di Irina Kudryashova ad Arthur Parfenchikov. Negli stessi giorni, la pagina ufficiale del servizio stampa governativo ha commentato gli argomenti della riparazione delle strade e della raccolta del legno secco nel gruppo “Controllo sociale della città di Kem”, ma ha ignorato il problema delle emissioni radioattive, nonostante il suo potenziale pericolo.

A proposito, parlando delle conseguenze dell’esplosione vicino a Njonoska, vorrei ricordare che una volta, dopo l’incidente di Chernobyl, la nuvola con rilasci radioattivi aveva coperto una vicina foresta che, da quel momento, rimase rosso brillante. Durante la decontaminazione del territorio nell’area della centrale nucleare, i liquidatori dovettero seppellire tutti questi alberi.

“Abbiamo abbattuto molti ettari per seppellire le tracce del fallout del plutonio. E soprattutto al fine di seppellire quella foresta, che era diventata pericolosa dal punto di vista degli incendi. È diventata rossa a seconda della dose ricevuta durante l’incidente ”, ricordò uno dei liquidatori, vice comandante dell’unità di ricognizione dosimetrica, Valery Starodumov, 31 anni dopo l’esplosione nella centrale nucleare di Chernobyl.

https://vk.com/video48386155_456239060

È chiaro che il livello di minacce dell’incidente di Chernobyl e quello vicino a Arkhangelsk non sia affatto lo stesso. Tuttavia, le radiazioni rimangono ancora radiazioni e le persone hanno il diritto di conoscere il pericolo. Inoltre, le isole del Mar Bianco, che potrebbero essere state contaminate,  non sono visitate solo dai locali. Le isole dell’arcipelago di  Kuzova- tedesche e russe – sono molto richieste dai turisti. Inoltre, le isole Solovetsky non si trovano lontano da esse.

Pertanto, il controllo del livello di radiazione e della possibile contaminazione radiochimica in questi luoghi è giustificato da interessi di sicurezza e protezione della salute dei cittadini. Tuttavia, quando i segreti militari e l’autorità di uno stato che non ammette i propri errori sono posti dall’altra parte del piatto della bilancia, allora, sfortunatamente, si pensa che siano soprattutto problemi marginali.

AGGIORNAMENTO 24 AGOSTO 2019

Russia, «le esplosioni sono probabilmente state due»

I ricercatori dell’istituto norvegese Norsar fanno emergere nuovi dettagli riguardo al misterioso incidente nel poligono militare di Nyonoksa

ATS ANS/ADN

OSLO – I ricercatori dell’istituto norvegese Norsar sospettano che siano state due, e non una soltanto, le esplosioni verificatesi nel poligono militare russo di Nyonoksa l’8 agosto, quando un misterioso incidente durante il test di un motore missilistico nucleare ha fatto aumentare le radiazioni nella zona. Lo riporta il sito internet della statunitense Radio Liberty.

Anne Licke, direttrice esecutiva dell’istituto, ha spiegato alla testata che i sismografi delle stazioni di monitoraggio del Norsar attorno alle 9.00 del mattino dell’8 agosto hanno rilevato un’attività riconducibile a un’esplosione vicino alla superficie terrestre. Circa due ore dopo, alle 11.00, un altro sensore progettato per gli infrasuoni ha registrato un altro, differente, «evento acustico».

Secondo i ricercatori, è probabile che si sia trattato di una seconda esplosione, avvenuta però in aria, a una certa altezza dal suolo. Le conclusioni degli scienziati dell’istituto norvegese Norsar sono state pubblicate il 22 agosto dal quotidiano Afternposten.

AGGIORNAMENTO 26 AGOSTO 2019

L’agenzia russa rivela i dettagli delle radiazioni dopo l’esplosione

la foto mostra un’entrata al “The Central Central Testing Range” vicino al villaggio di Nyonoksa, nella Russia nord-occidentale. L’8 agosto 2019, l’esplosione di un motore a razzo nell’area di collaudo della marina russa appena fuori Nyonoksa ha portato a un breve picco dei livelli di radiazione e ha sollevato nuove domande sulle potenziali armi russe. Oltre 100 operatori sanitari russi che hanno aiutato a curare le vittime di una recente misteriosa esplosione in un campo di prova militare sono stati sottoposti a controlli e un uomo è stato trovato con una traccia di radiazioni, hanno detto funzionari venerdì 23 agosto 2019. (Sergei Yakovlev, File / Associated Stampa)

Di Vladimir Isachenkov | AP26 agosto alle 9:53

MOSCA – L’agenzia statale di monitoraggio meteorologico e ambientale della Russia ha pubblicato lunedì nuovi dettagli su un breve picco di radioattività a seguito di una misteriosa esplosione nel campo di prova della marina che è stata circondata dal segreto e ha alimentato i timori di livelli di radiazione aumentati.

L’incidente dell’8 agosto presso la marina russa a Nyonoksa sul Mar Bianco ha ucciso due militari e cinque ingegneri nucleari e feriti altri sei. Le autorità hanno riferito di un aumento dei livelli di radiazioni nella vicina Severodvinsk, ma hanno insistito sul fatto che non costituiva alcun pericolo.

L’agenzia di monitoraggio meteorologico e ambientale statale russo Rosgidromet ha dichiarato lunedì che il breve aumento dei livelli di radiazione è stato causato da una nuvola di gas radioattivi contenenti isotopi di bario, stronzio e lantanio che si sono diffusi nell’area. L’agenzia ha dichiarato che il suo monitoraggio non ha trovato traccia di radiazioni nei campioni di aria o di terra dall’8 agosto.

In precedenza ha affermato che il picco di lettura delle radiazioni a Severodvinsk l’8 agosto ha raggiunto brevemente 1,78 microsievert all’ora in un solo quartiere, circa 16 volte la media. Le letture in altre parti di Severodvinsk sono variate tra 0,45 e 1,33 microsievert per un paio d’ore prima di tornare alla normalità.

Le autorità hanno affermato che tali letture non rappresentavano alcun pericolo e che i livelli registrati erano effettivamente parecchie volte inferiori a quelli a cui un passeggero è esposto su un volo a lungo raggio.

Tuttavia, dichiarazioni contraddittorie da parte delle autorità e la loro riluttanza a rivelare i dettagli dell’esplosione hanno tracciato dei paragoni con l’insabbiamento sovietico dell’esplosione e dell’incendio del 1986 nella centrale nucleare di Chernobyl, il peggior disastro nucleare del mondo.

Il ministero della Difesa ha negato qualsiasi perdita di radiazioni anche quando l’amministrazione locale di Severodvinsk ha riferito di un aumento dei livelli di radiazione e ha detto ai residenti di rimanere in casa – una mossa che ha spinto i residenti spaventati ad acquistare iodio, che può aiutare a ridurre i rischi derivanti dall’esposizione alle radiazioni.

I media russi hanno riferito che le vittime dell’esplosione hanno ricevuto alte dosi di radiazioni. Dissero che gli operatori sanitari dell’ospedale cittadino di Arkhangelsk, che aveva curato tre dei feriti, dissero di non essere stati avvertiti che avrebbero trattato le persone esposte alle radiazioni e che mancavano di equipaggiamento di protezione elementare.

Il Moscow Times di lunedì ha citato Igor Semin, un chirurgo cardiovascolare all’ospedale, che ha criticato in modo caotico le autorità in un post sui social network per non essere riuscito a mettere in guardia i lavoratori dell’ospedale sui rischi mortali. “Sono stati abbandonati e lasciati a badare a se stessi”, ha detto il giornale citando Semin.

Alla domanda sulla dichiarazione del medico, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che le autorità esamineranno la questione.

I funzionari hanno affermato che l’esplosione a Nyonoksa si è verificata durante i test di una “fonte di energia isotopica nucleare” di un motore a razzo – una descrizione criptica che ha portato molti osservatori a concludere che il test ha coinvolto una delle armi più segrete della Russia – il futuro nucleare di Burevestnik (Storm Petrel) missile da crociera potenziato che fu chiamato in codice “Skyfall” dalla NATO.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha gettato il suo peso dietro quella teoria, dicendo che gli Stati Uniti hanno imparato molto dal test fallito.

La composizione degli isotopi dimostra che un reattore nucleare è stato coinvolto nell’esplosione russa, dice l’esperto

Le analisi dei radionuclidi nella ricaduta su Severodvinsk mostrano diversi isotopi che non sarebbero stati presenti nell’esplosione se fosse stato un semplice RTG .

Di The Barents Observer

meteorf.ru

Il dipartimento nord del servizio federale russo per l’idrometeorologia e il monitoraggio ambientale, Roshydromet, insieme alla sua associazione di ricerca Typhoon, ha rivelato lunedì parte della composizione di radionuclidi trovata dopo aver analizzato i gas della nuvola che avevano spazzato Severodvinsk nelle ore successive all’incidente fatale dell’8 di agosto.

Secondo le informazioni pubblicate da  Roshydromet , i ricercatori hanno trovato una miscela di isotopi di bario, stronzio e lantanio e nuclidi derivati. Tutti sono prodotti di fissione di breve durata.

L’esperto norvegese per la sicurezza nucleare Nils Bøhmer afferma che le informazioni eliminano ogni dubbio sulla natura nucleare dell’esplosione.

“La presenza di prodotti in decomposizione come il bario e lo stronzio proviene da una reazione a catena nucleare. È la prova che è stato un reattore nucleare ad esplodere”, afferma Bøhmer.

Egli spiega che una tale miscela di isotopi di breve durata non sarebbe stata trovata se fosse stata semplicemente una “fonte di isotopi” in un motore a propellente ad esplodere, come hanno detto le autorità russe.

Nils Bøhmer è oggi a capo della ricerca e sviluppo della Norwegian Nuclear Decommissioning, un’agenzia governativa istituita per studiare le opzioni per la gestione sicura del combustibile esaurito dai reattori di ricerca chiusi del paese.

Diverse dichiarazioni pubbliche di funzionari russi nei giorni successivi all’incidente, avvenuto su una chiatta al largo del sito di test di Njonoska, affermarono che il test fallito riguardava una “fonte di isotopi di un’unità di propulsione alimentata a liquido”. Ciò ha innescato le speculazioni che avrebbe potuto essere un generatore termoelettrico radioisotopico (RTG). Tali fonti di isotopi sono precedentemente note per provenire da fari nelle remote regioni artiche e satelliti spaziali.

“Se fosse stato un RTG nessuno di questi isotopi sarebbe stato rilevato”, afferma Bøhmer.

Roshydromet sostiene che la situazione delle radiazioni a Severodvinsk e Arkhangelsk ora è “normale e stabilizzata” senza livelli sopra il fondo.

Gli isotopi scoperti all’epoca hanno una vita molto breve. Lo stronzio-91 ha un’emivita di 9,3 ore, mentre le emivite di Barium-139 e Barium-140 sono rispettivamente di 93 minuti e 12,8 giorni. Il prodotto derivato da Barium, Lanthanum-140, ha un’emivita di 40 ore.

L’amministrazione comunale di Severodvinsk ha pubblicato per la prima volta informazioni su un picco dei livelli di radiazione, fino a 16 volte superiore al normale, ma le informazioni sono state presto non pubblicate dal portale pubblico.

Poco dopo l’esplosione dell’8 agosto, il Ministero della Difesa ha dichiarato che i livelli di radiazione erano normali.  

I siti di social media in Russia furono presto riempiti di post che mostravano i primi soccorritori ad Arkhangelsk che indossavano tute per la protezione di materiali pericolosi mentre trasferivano le vittime da un elicottero a un’ambulanza in attesa. Più tardi, altre ambulanze sono state mostrate avvolte nella plastica mentre trasportavano le vittime.  

Cinque dipendenti Rosatom sono morti nell’incidente.

La Russia ha due nuovi sistemi di armi noti che includono un reattore nucleare; il missile da crociera Burevestnik e il drone sottomarino Poseidon.

AGGIORNAMENTO 27 AGOSTO 2019

Esplosione in Russia, reattore nucleare sul missile

Roshydromet rivela la presenza in atmosfera di alcuni radionuclidi tipici di un reattore nucleare. Si allontana l’ipotesi che a bordo ci fosse una fonte isotopica a plutonio 238

di ALESSANDRO FARRUGGIAUltimo aggiornamento il 27 agosto 2019 alle 17:34

Un test con missile Burevestnik in un'immagine d'archivio (Afp)
Un test con missile Burevestnik in un’immagine d’archivio (Afp)

Mosca, 27 agosto 2018 – Forse un altro pezzo del puzzle va al suo posto. L’incidente nucleare avvenuto l’8 agosto nel poligono di Nenoska vicino a Severodvinsk, oblast di Arkangelsk, Russia europea artica, dove è esploso un missile da crociera Burevestnik durante un test, ha riguardato non una fonte radioattiva isotopica ma un reattore nucleare miniaturizzato. Lo si intuisce da un comunicato di Roshydromet, l’ente meteo russo che si occupa anche di misurazioni della radioattività, che ha emesso un comunicato nel quale ammette che in atmosfera è sta rilevata la presenza di radionuclidi tipici di un reattore nucleare e non di una fonte isotopica come quella installata su alcuni satelliti. “La presenza di prodotti di decadimento come il bario e lo stronzio deriva da una reazione nucleare a catena. Si tratta di una prova che quello che è esploso era un reattore nucleare” ha dichiarato il fisico Nils Bohmer, responsabile R&D di Norvegian Nuclear Decommissioning, un’agenzia governativa norvegese che si occupa della gestione e lo smaltimento di rifiuti nucleari.

“Dall’8 al 23 agosto 2019, dopo un breve e netto cambiamento nella situazione delle radiazioni nella città di Severodvinsk – scrive l’ente meteo russo – le sezioni locali di Roshydromet hanno lavorato al monitoraggio della situazione delle radiazioni nel territorio della regione di Arkhangelsk e hanno condotto misurazioni dell’attività e analisi gamma-spettrometriche di campioni di aerosol radioattivi nell’aria e nella deposizione. La composizione in radionuclidi dei campioni prelevati a Severodvinsk ha mostrato la presenza di radionuclidi  a vita breve 91Sr (T1/2=9.3 h), 139Ba (T1/2=83 min), 140Ba (T1/2=12.8 giorni) e del suo radionuclide sussidiario 140La (T1/2=40 h), che sono il prodotto del decadimento dei gas radioattivi inerti (IRG). Come indicato in precedenza, l’8 agosto 2019 i gas radioattivi hanno causato un breve aumento della radioattività a Severodvinsk”.

Rosatom, nei giorni successivi all’incidente avvenuto su una chiatta al largo del sito di prova di Nenoksa, ha sostenuto che il test fallito riguardava una “fonte isotopica di un’unità di propulsione a combustibile liquido”. Una fonte isotopica che sarebbe stata installata sul missile da crociera Burevestnik del quale, pur sapendo che utilizzerebbe un sistema a combustibile liquido (per il decollo e la prima fase del volo) e uno nucleare (per la propulsione “da crociera”), non si sa però (è un segreto militare) che tipo di propulsione nucleare abbia. Le ipotesi sono due: reattore o RTG. Il riferimento di Rosatom alla “fonte isotopica” ha fatto ipotizzare che l’unità di propulsione nucleare a bordo del missile avrebbe potuto essere un generatore termoelettrico a radioisotopo (RTG). sistemi simili sono stati installati su alcuni fari delle regioni artiche e su satelliti. Gli RTG utilizzano come radioisotopo di solito il plutonio 238, lo stronzio 90 (usato negli impianti di terra Rtg russi) il polonio 210 e l’americio 231. Nessuno di questi isotopi – a prendere per buona la nota di Roshydromet – sarebbe stato trovato in atmosfera, mentre i radionuclidi rovati sono tipici di un reattore classico. Manca però un altro radionuclide che in caso di incidente a un reattore classico dovrebbe esserci, lo iodio 131. E questo è ancora un problema irrisolto. Nei giorni scorsi le autorità norvegesi ne misurarono piccole quantità, così piccole da potersi confondere con un limitato rilascio da un impianto industriale. Venivano invece dall’esplosione di Nenoska? Forse, allo stato non ci sono elementi per dirlo.

Il fatto che non sia esploso un vettore con propulsione isotopica potrebbe essere una buona notizia, vista l’elevatissima radiotossicità del plutonio 238 e visto che un minireattore da installare su un missile dovrebbe per forza di cose contenere piccole quantità di combustibile e quindi potrebbe creare solo una contaminazione locale o al massimo regionale. Visto dove è successo l’incidente e la necessità di salvaguardare un segreto militare, Roshydromet potrebbe però anche mentire per distrarre gli analisti militari sul sistema di propulsione nucleare del Burevestnik. Classica “dezinformatzija” (disinformazione). Non a caso, un’espressione russa. Stando alla nota ufficiale, che nessuno ha elementi per smentire, questo però è allo stato solo un malizioso sospetto.

AGGIORNAMENTO 28 AGOSTO 2019

Intelligence britannica – bomba sporca al plutonio è esplosa in Russia

Intelligenza britannica - la bomba al plutonio sporca esplode in Russia

“Secondo l’intelligence britannica, un’enorme “bomba sporca” è stata fatta esplodere a Njonoska: il nucleo di plutonio di un motore a razzo nucleare del peso di 70 kg” scrive la BBC. Questa informazione è stata riportata dall’addetto dell’ambasciata britannica. Ha raccontato cosa è realmente successo nel Mar Bianco vicino al villaggio di Njonoska. Secondo gli inglesi, nel tentativo di testare un motore a razzo nucleare a flusso diretto, l ‘”assemblaggio di plutonio” – il nucleo del motore, che è un pacchetto di tubi di plutonio239 a parete sottili legati con vari metalli – è esploso ed è stato completamente distrutto. Il peso totale dell’assemblaggio di plutonio era di circa 70 chilogrammi. In seguito, i materiali radioattivi sono caduti nell’acqua e nell’atmosfera sotto forma di polvere.

Secondo i servizi segreti britannici nella regione di Arkhangelsk c’è stata un’enorme “bomba sporca”

Secondo i servizi segreti britannici nella regione di Arkhangelsk c’è stata un’enorme “bomba sporca”

Secondo l’intelligence britannica, un’enorme “bomba sporca” è rsplosa a Njonoska, il nucleo di plutonio di un motore a razzo nucleare del peso di 70 kg.

Questa informazione è stata riportata dall’addetto dell’ambasciata britannica. Ha raccontato cosa è realmente successo nel Mar Bianco vicino al villaggio di Njonoska.

Secondo gli inglesi, nel tentativo di testare un motore a razzo nucleare a flusso diretto, l ‘”assemblaggio di plutonio” – il nucleo del motore, che è un pacchetto di tubi di plutonio a parete sottile-239 legati con vari metalli – p esploso ed è stato completamente distrutto.

Il peso totale dell’assemblaggio di plutonio era di circa 70 chilogrammi. In seguito, i materiali radioattivi si sono dispersi nell’acqua e nell’atmosfera sotto forma di polvere.

E così, vicino agli insediamenti, gli “sperimentatori” di Putin hanno fatto esplodere una “bomba sporca”.

Al momento dell’esplosione, il motore nucleare non è entrato in funzione, l’esplosione è avvenuta nell’unità di accelerazione, l’eptyl (dimetilidrazina, carburante per missili) è esploso, entrando in contatto incontrollato con l’agente ossidante.

L’area effettiva della contaminazione non è stata stabilita, ma è significativa, perché l’esplosione è stataabbastanza potente da trasformare in realtà l’assemblaggio di plutonio in polvere.

Oltre alla vasta contaminazione radioattiva locale, piccole particelle vengono trasportate su lunghe distanze da venti e correnti.

In effetti, l’intera area costiera adiacente e l’intero Mar Bianco è stata contaminata, ed è urgentemente necessario vietare qualsiasi attività economica e marina, compreso il passaggio di navi e la pesca.

Il plutonio è chimicamente molto attivo, reagisce con ioni ossigeno (aria), soluzioni saline (acqua di mare) e quindi, già sotto forma di sali, è in grado di contaminare un vasto territorio.

Si raccomanda che la popolazione acquisti urgentemente dosimetri, controlli eventuali prodotti marini di questa regione, che la popolazione dei territori contaminati sia sottoposta a esami, trattamenti e prevenzione.

I commentatori scrivono a questo proposito:

“Ora, si scopre, perché Putin ha rifiutato di smaltire il plutonio ai sensi del trattato di Gorn-Chernomyrdin. Non per la creazione di armi nucleari, ma per la creazione dei propri “meravigliosi biscotti”, che non voleranno mai, ma sono molto convenienti per la contaminazione radioattiva del territorio della Russia. “

Dipartimento di monitoraggio 
Kavkaz Center

AGGIORNAMENTO 30 AGOSTO 2019

“Una colonna d’acqua si è alzata di 100 metri”


Piattaforme galleggianti, una delle quali è stata danneggiata dall'esplosione dell'8 agosto
Piattaforme galleggianti, una delle quali è stata danneggiata dall’esplosione dell’8 agosto

Il 22 agosto, Radio Liberty ha pubblicato le foto di piattaforme galleggianti (pontoni) danneggiate l’8 agosto a seguito di un incidente nucleare nel campo di addestramento della Marina Russa a Njonoska. Una settimana dopo, abbiamo pubblicato le prove di un testimone oculare che ha visto l’esplosione con i propri occhi e abbiamo fatto una nuova ipotesi su ciò che potrebbe essere effettivamente avvenuto nel poligono. Siamo riusciti a trovare i container sulle piattaforme utilizzati per il trasporto di scorie nucleari, ad identificare sulla scena dell’incidente una nave progettata per sollevare attrezzature affondate dal fondo del mare, e anche scoprire che la nave “Serebryanka” situata vicino a Njonoska era già entrata nel Golfo di Dvina almeno una volta, nell’ottobre 2018, 5 giorni dopo il completamento dei test regolari nel poligono navale.

Una delle foto dei pontoni, pubblicati da Radio Liberty nei precedenti articoli riguardanti l’incidente di Njonoska, è stata originariamente pubblicata nella community di “Njonoska nel mio cuore” della rete sociale “VKontakte”. “Così appare la morte. Non guardiamo nemmeno verso la sorgente, inoltre, non ci adattiamo“, è stato scritto nel commento alla fotografia. Il fatto che l’esplosione a Njonoska abbia avuto luogo sotto il pontone, lo ha detto in un video precedentemente pubblicato il capo del campo di addestramento Vladimir Bosy e lo hanno confermato rappresentanti di Rosatom.

Il vagone blu nuota, ondeggia

Una settimana fa, l’accesso gratuito alla community “Njonoska nel mio cuore” è stato chiuso dagli amministratori e siamo riusciti a ottenere un’immagine del pontone solo in cattiva qualità da uno dei membri del gruppo sotto forma di screenshot. Pochi giorni dopo, la comunità è tornata pubblica, il post ( originale , copia salvata ) con una foto del pontone è rimasto al suo interno e siamo stati in grado di visualizzare l’immagine nella sua qualità originale, aumentando allo stesso tempo l’esposizione della foto piuttosto scura nell’editor grafico. Successivamente, è diventato evidente che il container, che si trova sul pontone più vicino all’autore della foto, è dipinto di blu e ha pareti e angoli a costine per il sollevamento, come un container standard .

E’ un container ISO standard da 20 piedi. Guardando la foto satellitare di Maxar scattata nella zona di Njonoska il 12 agosto, diventa chiaro che un altro contenitore dello stesso tipo è nascosto dietro di esso sullo stesso pontone.

Frammento di immagine satellitare Maxar
Frammento di immagine satellitare Maxar

A prima vista, questi contenitori sono insignificanti, ma questo non è affatto vero. Nei primi fotogrammi del video pubblicato dal Ministero della Difesa della Federazione Russa, un video di prova del razzo Burevestnik, sono chiaramente visibili fin dal primo secondo esattamente gli stessi contenitori blu proprio vicino alla piattaforma di lancio.

Il ricercatore americano Jeffrey Lewis è stato in grado di determinare la posizione di questo test dalle immagini satellitari nel novembre 2017: questa è l’area del tratto di Pankovo ​​sull’isola meridionale dell’arcipelago di Novaya Zemlya (secondo Radio Liberty, l’utente Twitter @ Rambo54 lo aveva già fatto in precedenza, e il suo account è ora bloccato; ha anche scoperto un’altra installazione simile nel poligono di Kapustin Yar). Nella fotografia scattata dal satellite su Novaya Zemlya nel giugno 2018, lo stesso gruppo di vagoni blu è chiaramente distinguibile, ma nella fotografia dello stesso posto scattata il 20 maggio 2019, non ci sono oiù parti degli edifici o dei container.

Jeffrey Lewis@ArmsControlWonk · 8 ago 2019In risposta a @ArmsControlWonk

Another possibility is that it was a failed test of Russia’s nuclear-powered cruise missile (9M730 Burevestnik/ SSC-X-9 Skyfall). Last year, @annemp13 and I noticed that Russia was packing up the Pankovo test site, on Novaya Zemlya, used for past tests.https://www.npr.org/2018/09/25/649646815/russias-nuclear-cruise-missile-is-struggling-to-take-off-imagery-suggests …

Russia’s Nuclear Cruise Missile Is Struggling To Take Off, Imagery SuggestsEarlier this year, Russian President Vladimir Putin claimed his nation had successfully tested a nuclear-powered weapon. Satellite imagery suggests it may not have gone so well.npr.org

Jeffrey Lewis@ArmsControlWonk

After closing up the Pankovo site, Russia seems to have constructed a copy of the site at Nenoksa, with the same rail-based shelter. (There is also a similar facility at Kapustin Yar, which may be for tests without the nuclear-power unit.)

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6720:20 – 8 ago 2019Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter33 utenti ne stanno parlando

Ma esattamente gli stessi container possono essere visti in uno dei siti del campo delpoligono di Njonoska. A giudicare dalle immagini satellitari disponibili sulle mappe di Yandex – sono state fornite dalla stessa società Maxar, che allora si chiamava Digital Globe – quattro container blu sono qui da almeno il 2012. Sono rimasti qui a maggio 2019: a questo punto era già sorta un’infrastruttura nel poligono di Njonoska, ripetendo esattamente la piattaforma di lancio del Burevestnik a Novaya Zemlya.

nemalevich@pustota

Полигон ВМФ, Ненокса, 25 октября 2018 года.

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217:58 – 29 ago 2019Informazioni e privacy per gli annunci di TwitterVisualizza altri Tweet di nemalevich

Un altro presunto trampolino di lancio del “Burevestnik” presso il poligono di Kapustin Yar è del tutto simile in termini di ubicazione degli edifici: ha anche binari con riparo mobile. Su una mappa satellitare di Google del 2019, anche quattro contenitori blu sono chiaramente visibili su questo sito.

VEDI MAPPA

Sulla base di queste immagini, si può presumere che i container blu da 20 piedi siano collegati ai test missilistici “Burevestnik”: erano presenti in tutti e tre i siti di lancio attrezzati per testare queste armi. Ciò non è affatto casuale: Radio Liberty ha scoperto che gli stessi “vagoni blu” sono ampiamente utilizzati dalle centrali nucleari russe per trasportare materiali radioattivi e rifiuti (RW).

Siamo stati in grado di trovare diversi produttori di contenitori blu per l’uso descritto. Tra questi c’è la compagnia di San Pietroburgo “Ekomet-S” (appartiene a Gazprombank), che offre contenitori con il marchio UKTN-24000. L’UKTN-24000, come si evince dalla sua descrizione, è destinato allo “stoccaggio e trasporto di rifiuti radioattivi solidi di basso livello [rifiuti radioattivi solidi] su strada, ferrovia e mare”. I materiali radioattivi possono essere caricati nell’ UKTN-24000 in contenitori separati (ad esempio, barili) o semplicemente sotto forma di rottami o oggetti di equipaggiamento.

Mark Krutov@kromark

Контейнер для ТРО УКТН-24000 пр-ва компании Экомет-С http://www.atomic-energy.ru/technology/31520 …

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18:29 – 29 ago 2019Informazioni e privacy per gli annunci di TwitterVisualizza altri Tweet di Mark Krutov

Ekomet-S ha anche una propria base per lo smaltimento di rifiuti radioattivi metallici vicino al villaggio di Sosnovy Bor nella regione di Leningrado. A giudicare dai dati sul sito Web degli appalti pubblici e dalle recensioni dei clienti sul sito Web aziendale, Ekomet-S ha avuto, dal 2017, almeno due collaborazioni con Atomflot, fra cui quella che include la nave “Serebryanka” vista sulla scena dell’incidente a Njonoska (ne parleremo più avanti); un atto giudiziario disponibile in fonti aperte indica che la società di San Pietroburgo ha anche lavorato per il Ministero della Difesa, esportando sostanze radioattive dal laboratorio radiobiologico militare sul Lago Ladoga nel 2012.

Come già accennato, Ekomet-S non è l’unico produttore di contenitori blu per il trasporto di rifiuti radioattivi. Uno dei suoi concorrenti è Spetstekhkomplekt, un partecipante regolare alle gare d’appalto delle società Rosatom; produce contenitori con il marchio PU-2STK-SK. Questi “rimorchi” hanno un livello di protezione simile all’ UTKN-24000, ma consentono di trasportare non 24 tonnellate, bensì 30.

Il blu è il colore aziendale di Rosatom State Corporation, nonché il colore accettato in Russia per i contenitori di rifiuti sanitari radioattivi (rifiuti di classe D). I container blu possono anche essere visti nelle fotografie della base Atomflot vicino a Murmansk (a proposito, è qui che i rifiuti radioattivi e il combustibile nucleare fresco vengono trasferiti dalla ferrovia alle navi e viceversa), nonché in una delle immagini della centrale nucleare galleggiante “Akademik Lomonosov” e a bordo della nave specializzata Serebryanka, costruita come nave cisterna per il trasporto di scorie nucleari liquide e successivamente modernizzata per il trasporto di container con scorie radioattive.

Dato che i contenitori blu sono chiaramente correlati ai test del “Burevestnik”, si può presumere che questi vagoni appositamente attrezzati per il trasporto di materiali radioattivi siano utilizzati per consegnare e immagazzinare componenti nucleari di un missile da crociera, ad esempio un intero reattore o gruppi di carburanti. È possibile, tuttavia, che fossero necessari per altri scopi (ad esempio, per posizionare i compressori per caricare i cilindri di sommozzatori e generatori diesel) e che i rifiuti nucleari venissero immediatamente trasferiti al “Serebryanka” in altri contenitori speciali.

I PONTONI

Oltre al contenitore blu, i pontoni stessi possono essere ben visti nella fotografia dalla costa di Njonoska. Come i contenitori, questi costruzioni sembrano standard a prima vista. In realtà, tuttavia, si tratta di pontoni unici che sono direttamente correlati alle attività di VNIIEF, il centro nucleare di Sarov i cui dipendenti sono morti nell’esplosione dell’8 agosto.

I pontoni sono stati identificati il ​​27 agosto da numerosi ricercatori indipendenti che hanno twittato i loro risultati.

L’utente Ernest Sleptsov ( @NewtonTheory ) ha pubblicato una foto scattata il 2 marzo 2017 presso il cantiere Kostroma: è possibile vedere due pontoni che, a giudicare dai bordi sul lato lungo e dai galleggianti agli angoli, sono molto simili ai pontoni delle fotografie scattate al largo della costa della baia di Dvina

Slepzov Ernest@NewtonTheory

Costroma shipyard

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218:13 – 28 ago 2019Informazioni e privacy per gli annunci di TwitterVisualizza altri Tweet di Slepzov Ernest

Ha risposto a questo tweet, un altro utente, specializzato in argomenti militari, il blogger Yevgeny Maksimov ( @PararamTadam ), il quale ha caricato un’immagine satellitare di due pontoni in piedi all’ancoraggio dell’impresa Sevmash (Maksimov ha detto a Radio Liberty che questa immagine della compagnia “Terraserver” era datata 21 luglio 2019) e disegni di piattaforme galleggianti, che possono anche essere di dominio pubblico su Internet. Maximov ha notato che uno dei pontoni è dotato di passerelle per ricevere merci dalla riva.

Infine, l’utente di Twitter @ ain92ru ha scoperto che 6 di questi pontoni del progetto 114 (due con passerella) sono stati costruiti nel 2016-2017 nel cantiere navale di Kostroma per il rompighiaccio Sevmorput, ma nell’agosto 2018 due di essi sono stati appositamente modificati sulla base di Atomflot per le esigenze di VNIIEF – il centro nucleare di Sarov, presumibilmente impegnato nello sviluppo della centrale del “Burevestnik”. Ciò è riportato nelle notizie presenti sul sito Web del cantiere ( originale , copia salvata ).

Evgeniy Maksimov@PararamTadam · 28 ago 2019In risposta a @PararamTadam

In the image from Severodvinsk there are two pontoons, one with a ramp for the entry of equipment from the shore. The second without a ramp. Then these pontoons tranferred to Nenoksa. Pontoons loading capacity 100t., length 18.72m., width 9.5m., depth 1.60m.

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Ilya.A—Petya.A’s bro@ain92ru

So, six Project 114 pontoons (including two ramped) were built for use on LASH carrier ship Sevmorput during 2016–2017, two of them “upgraded” (доработаны) for VNIIEF usage by late August 2018 http://kwharf.ru/news/dorabotka-pontonov-proekta-114/ …

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1000:18 – 29 ago 2019Informazioni e privacy per gli annunci di TwitterVisualizza altri Tweet di Ilya.A—Petya.A’s bro

Informazioni sulla costruzione di pontoni nel cantiere di Kostroma (per la società Mechanika-R su richiesta di Atomflot e per l’uso sulla nave Sevmorput) sono reperibili in altre fonti. Il secondo lotto di tre piattaforme è stato consegnato a giugno 2017.

Le dimensioni dei pontoni del progetto 114 – circa 9,5 per 20 metri – sono un’altra conferma che sono propro loro nella foto dalla baia vicino a Njonoska. La lunghezza del container standard è di poco più di sei metri, quindi la lunghezza totale della parte corta del pontone può essere stimata a circa 10 metri. A giudicare dalle immagini satellitari, il lato lungo dei pontoni di Njonoska è circa due volte più lungo, cioè circa 20 metri, che corrisponde ai parametri del progetto 114.

Molto probabilmente, nell’ambito dei compiti della nave portacontainer “Sevmorput”, fra cui la consegna di merci alle basi lungo la rotta del Mare del Nord, lo scopo dei pontoni è di trasportare i container verso coste poco attrezzate o poco profonde, come nel poligono di Njonoska. Si può presumere che il compito dei pontoni migliorati per VNIIEF sia simile, solo che dovrebbero essere consegnati con contenitori di materiali relativi alle attività del Centro Sarov.

Serebryanka” e “Zvezdochka

Dopo l’incidente a Njonoska, diversi esperti hanno immediatamente attirato l’attenzione sul fatto che la nave “Serebryanka”, sopra menzionata, si trovasse nella zona dell’incidente l’8 agosto, come può essere testimoniato sia dalle immagini satellitari sia dal sistema di identificazione automatica “Serebryanka” (Trasmettitore AIS) pubblicato dal service MarineTraffic. “Serebryanka” è entrata nella baia di Dvina nel Mar Bianco il 6 agosto, partendo da Murmansk due giorni prima. L’8 agosto, si è avvicinata a una distanza di circa 4 chilometri dalla costa al poligono della Marina e ha lasciato la baia di nuovo verso Murmansk il 9.

Рогозин-на-орбите@LyapunovS · 9 ago 2019In risposta a @LyapunovS

эксперты предполагают, что на военном полигоне могли испытывать элементы жидкостных ракетных двигателей для комплекса «Сармат» В качестве основных компонентов топлива используются горючее несимметричный диметилгидразин и окислитель азотный тетраоксид https://www.kommersant.ru/doc/4054773 

Радиационный фон подскочил вверхЧто известно о ЧП в воинской части под Северодвинскомkommersant.ru

Рогозин-на-орбите@LyapunovS

В район Белого моря, рядом с которым произошел взрыв ракетного оружия на испытательном полигоне ВМФ России около поселка Нёнокс (в 40 км от Северодвинска), прибыл теплоход «Серебрянка» для сбора и хранения жидких радиоактивных отходовhttps://eadaily.com/ru/news/2019/08/09/posle-vzryva-k-severodvinsku-podoshel-korabl-dlya-sbora-reaktivnyh-othodov …

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2212:02 – 9 ago 2019Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter35 utenti ne stanno parlando

Tuttavia, “Serebryanka” non è stata l’unica nave nella baia durante e dopo l’incidente. Il 13 agosto, un’immagine satellitare di Maxar mostra chiaramente un’altra nave identificata come nave speciale e nave di soccorso di classe “Zvenochka”.

Golfo di Dvina nell'area del campo di addestramento della Marina, 12 agosto
Golfo di Dvina nell’area del campo di addestramento della Marina, 12 agosto

In realtà, questa classe di navi non esiste, ma sembra essere solo un banale errore di battitura. L’immagine satellitare mostra un rimorchiatore di salvataggio della classe “Zvezdochka-2” (progetto 20180). Ora in Russia esiste una sola nave di questa classe (senza contare il più moderno “Academik Aleksandrov”, che finora è stato solo testato ). Si chiama “Zvezdochka”, affiancata dal numero 600. La “Zvezdochka” da un’immagine satellitare Maxar è facilmente identificabile dalle due gru gialle a poppa e dall’ eliporto.

Штатский @shtatsky_ru

Судно обеспечения проекта 20180 «Звездочка». Пункт базирования: Северодвинск. Предположительно, судно обеспечивает испытания аппарата #Poseidon, которые осуществляются подводной лодкой Саров в акватории Белого моря. Действует в интересах #ГУГИ

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214:22 – 21 feb 2019Informazioni e privacy per gli annunci di TwitterVisualizza altri Tweet di Штатский 

Uno dei compiti principali di “Zvezdochka” è quello di sollevare attrezzature affondate dal fondo del mare. Oltre alle potenti gru, è dotato di due veicoli sottomarini controllati a distanza. Uno di questi, il veicolo subacqueo Quantum controllato a distanza, durante una visita nel 2010 alla cerimonia di lancio di “Zvezdochka”, è stato attentamente esaminato dall’allora presidente della Russia Dmitry Medvedev .

Una delle risposte alla domanda sul perché “Zvezdochka” abbia partecipato ai test presso il poligono di Njonoska si trova sul sito del forum sanatatur.ru, dove comunicano i pescatori di Arkhangelsk e della regione di Arkhangelsk.

“Hanno estratto la testata, persa l’anno scorso, e per motivi sconosciuti, è detonata già sulla chiatta”, scrive uno dei più vecchi utenti del forum con il soprannome di Sijatnik il 9 agosto, senza specificare, tuttavia, da dove ottenga tali informazioni. Secondo questo utente che non ha risposto alle domande di Radio Liberty inviategli, “durante l’esplosione, è stata perforata la nave che era lì vicino, ” Zvezda” o “Zvezdochka” .

Nello stesso forum, come ha trovato l’ utente Twitter  @ aart3416 , c’è una persona che ha personalmente assistito all’esplosione e conferma la versione che l’esplosione è avvenuta sotto l’acqua:

“Oggi eravamo a Pertominsk! Alle 9.00, passando accanto a Njonoska, abbiamo visto un paio di navi, transitando accanto ad una di esse siamo stati colpiti da una colonna d’acqua che si è alzata probabilmente a cento metri di altezza. Siamo andati a 4 km dall’epicentro.”

Questa esplosione è stata così potente che è stata registrata da diverse stazioni sismologiche al di fuori della Russia, in particolare dalla Rete sismica nazionale della Finlandia e dalla Rete dell’Organizzazione globale del trattato sul divieto di test nucleari (CTBTO):

CTBTO@ctbto_alerts

In response to media queries, and to meet civil society expectations on applications of #CTBTO data beyond the Treaty, we confirm an event coinciding with the 8 Aug explosion in #Nyonoksa, Russia, was detected at 4 #IMS stations (3 seismic, 1 infrasound).

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38112:05 – 10 ago 2019 · Viehdorf, ÖsterreichInformazioni e privacy per gli annunci di Twitter345 utenti ne stanno parlando

L’utente di Twitter @ ain92ru usando una formula speciale ha calcolato la potenza dell’esplosione ed è giunto alla conclusione che ammontava a circa 100 chilogrammi di TNT.

Nello stesso forum dei pescatori, è possibile trovare altri account di testimoni oculari, ad esempio il tale pubblicato il 10 agosto:

“Alcuni conoscenti sono andati da Jagr a Yarenga giovedì pomeriggio, sono tornati ieri sera!!!! Lo racconto con le loro stesse parole! Sono andati avanti, non sapevano dell’esplosione, passando vicino a Njonoska a 4-7 km. dalla riva hanno visto navi ed elicotteri a 5-7 km dalla costa, nessuno li ha fermati! Sono tornati ieri, stessa la situazione a Njonoska , navi da guerra, come se ci fosse una sorta di recinzione nell’acqua nel luogo dell’esplosione per prevenire la diffusione di sostanze nocive attraverso l’area dell’acqua! Anche sulla via del ritorno nessuno ci ha fermato!!!! Dice anche che se avessi saputo tutto ciò, non ci sarei andato, e insieme ai nostri partner abbiamo concordato e deciso di non andarci domani!!! Di tutta la verità nessuno sa che cosa e come, per questo possa ognuno decidere da sè! ” (l’ortografia e la punteggiatura dell’autore sono parzialmente modificate. – Nota RS)

La versione dell’esplosione durante il sollevamento di un razzo precedentemente affondato è confermata da un’altra circostanza. “Serebryanka”, la nave di Atomflot per la raccolta di scorie nucleari , era già entrata nel Golfo di Dvina almeno una volta e si era avvicinata al poligono di Njonoska. Secondo i dati di MarineTraffic, è avvenuto il 25 ottobre 2018, poco dopo che la stessa piattaforma di lancio era stata equipaggiata a Nyonoksa, come in precedenza a Kapustin Yar. “Serebryanka” è rimasta nel golfo per 5 giorni, ad un certo punto si è allontanata da Njonoska a nord, verso Patrakeevka. Quindi si è diretta a Severodvinsk e il 30 ottobre ha ormeggiato in uno degli ancoraggi dell’impianto Sevmash. Cinque giorni prima dell’arrivo di “Serebryanka”, nel poligono di Njonoska sono stati condotti test o sparatorie – questo può essere estratto dai dati NOTAM (sono pubblicate regolarmente le comunicazioni agli equipaggi di volo in merito alla chiusura di parti dello spazio aereo. – Nota RS) . Uno dei NOTAM di ottobre ha affermato che lo spazio aereo è stato chiuso lungo la costa del Golfo di Dvina nell’area del poligono della Marina per il periodo dal 15 al 20 ottobre.

È interessante notare che il giorno dell’esplosione, l’8 agosto, non ci sono stati avvertimenti per chiudere lo spazio aereo o idrico nell’area del poligono di Njonoska. L’assenza di NOTAM in questo giorno potrebbe essere un’altra conferma del fatto che i test relativi al lancio del razzo non sono stati effettuati quel giorno, o significare che i militari volevano eseguire l’operazione con la massima riservatezza, temendo che sarebbero stati conosciuti all’estero grazie agli avvertimenti.

Non possiamo dire con certezza al 100% che la presenza di “Serebryanka” nella baia nell’ottobre 2018, 5 giorni dopo la fine dei test, sia collegata ai test del “Burevestnik” e / o ai tentativi di recuperarlo dal basso dopo un lancio senza successo. Come ha detto Yevgeny Maksimov in un commento su Radio Liberty, non si tratta necessariamente della “perdita” del razzo: “Nel poligono potevano elaborare armi nucleari (centrale nucleare. – Nota RS) di breve raggio, dopo i perfezionamenti basati sui risultati dei test su Novaya Zemlya, il razzo potrebbe essere lasciato per un po’ di tempo in acqua per ridurre la radioattività “, ha detto Maximov. Sfortunatamente, a causa del maltempo, i fornitori di immagini satellitari non hanno fotografie di alta qualità della zona di Njonoska per questo periodo, in cui si potevano distinguere altre navi, ‘”Zveadochka” o gli stessi pontoni delle immagini di agosto 2019.

Come sostengono  le fonti del canale TV americano SNBC, la Russia ha effettuato, dal novembre 2017 fino a gennaio 2018, 4 lanci “Burevestnik”, e solo uno di loro si è concluso con “relativo successo”: il missile ha volato a circa 35 chilometri in due minuti o poco più.

Conclusioni e versioni

I dati raccolti finora non sono sufficienti per essere in grado di interpretare in modo inequivocabile gli eventi nel poligono navale di Njonoska l’8 agosto 2019. Tuttavia, esiste una versione che spiega in modo più completo i fatti. Lo dichiariamo precisamente in questo articolo.

Alla fine di ottobre 2018, presso il poligono di Njonoska si è svolta una prova senza successo del missile da crociera Burevestnik. Ciò corrisponde ai seguenti fatti: il sito di Njonoska ha iniziato a prendere fisionomia come quella della piattaforma di lancio di Novaya Zemlya, almeno dal 25 ottobre 2018 (dati di immagini satellitari). Per diversi giorni a fine ottobre, lo spazio aereo sopra il poligono di Njonoska è stato chiuso per i voli. Negli stessi giorni, è stata nella baia di Dvina la nave “Serebryanka”, che poteva consegnare, da Sarov attraverso Murmansk, un’installazione missilistica nucleare. Il test non ha avuto esito positivo e il razzo, insieme al reattore e non prima della fine della fase di lancio del razzo, è caduto nella baia vicino alla costa.

All’inizio di agosto 2019, è stato fatto un tentativo per prelevare il razzo dalla baia, smantellarlo e smaltirlo. Per fare questo giunsero nell’area marina: la nave “Serebryanka”, pronta a prendere l’installazione nucleare di un razzo di emergenza, la nave “Zvezdochka”, in grado di cercare sul fondo e dotata di gru per caricare container a bordo della “Serebryanka”, e due pontoni speciali con container per la parte nucleare del razzo .

Il missile avrebbe dovuto essere sollevato su uno dei pontoni, smantellato e la sua centrale nucleare in tutto o in parti messa in contenitori speciali. Tuttavia, nel corso dei lavori per sollevare il razzo dal fondo, si è verificata un’esplosione di carburante nella fase iniziale (un’esplosione subacquea è confermata dalla dichiarazione di Rosatom, dalle parole del capo del campo di addestramento Vladimir Bosogo e dalla testimonianza del pescatore). L’esplosione ha distrutto il reattore e, insieme a una colonna di nebulizzazione, ha lanciato nell’atmosfera una certa quantità di radionuclidi tipici di un’installazione di reattori. L’esplosione ha colpito diverse persone sul pontone: si trattava di esperti VNIIEF che avrebbero dovuto smantellare il reattore e imballarlo in container, oltre a diversi militari. Anche un sub militare, probabilmente ancora sott’acqua, fu colpito.

Pontoni danneggiati offshore nell'area del sito di prova della Marina
Pontoni danneggiati offshore nell’area del sito di prova della Marina

Il giorno successivo, “Serebryanka” è andata a Murmansk: il reattore di Burevestnik era stato distrutto e non era più necessario il suo trasporto. “Zvezdochka” è rimasta nell’area marina almeno fino al 12 agosto, probabilmente ha lavorato come nave di salvataggio (secondo altre fonti, potrebbe eseere stata “bucata”). I pontoni – danneggiati e intatti con due container vuoti a bordo, entrambi con inquinamento da radiazioni – sono stati gettati direttamente in mare o rimorchiati più vicino alla costa. In effetti, sono diventati rottami radioattivi inutili senza attrezzature preziose.

Il rilascio totale di sostanze radioattive nell’atmosfera non è stato grande. I pescatori che discutono dell’esplosione sul forum sanatatur.ru hanno inviato del pescato l’8 agosto per l’analisi spettrale al laboratorio Sevmash (molti di loro, come segue dalla descrizione dei loro profili sui social network, lavorano in questa impresa. – Nota RS). Questa analisi non ha mostrato alcuna deviazione dalla norma.

Ivan Vladimirovicialle 16:08 del 14 Ago 201913 августа сотрудники ЦСМ провели анализ рыбы(треска)на содержание радионуклидов, пойманной рыбаками в Двинском заливе Белого моря 12 августа. Результат: Цезий 5.3 при норме до 130. Стронций 2.3 при норме до 100.

Ciò può essere spiegato dal fatto che, in primo luogo, il reattore è riuscito a funzionare solo per un breve periodo e non è riuscito ad accumulare molti prodotti di fissione altamente attivi; in secondo luogo, la maggior parte dei radionuclidi durante l’esplosione è rimasta sott’acqua, solo una piccola parte è stata rilasciata nell’atmosfera e sulla superficie dei pontoni.

La deviazione più ovvia da questa versione: “Burevestnik” è stato testato l’8 agosto, ma solo la sua installazione nucleare senza il lancio di un razzo. Dopo la prova, il razzo è stato rilasciato sott’acqua al largo della costa ed è esploso lì.

Tuttavia, non è possibile ancora respingere altre ipotesi. Un lancio senza successo del “Burevestnik” l’8 agosto, conclusosi con la caduta del razzo in mare, non è escluso. Forse alcune installazioni per il “Burevestnik” sono state testate immediatamente sott’acqua. Infine, l’incidente potrebbe essere correlato alla sperimentazione di altre armi, ad esempio il drone nucleare sottomarino Poseidon, che potrebbe anche richiedere pontoni e container per materiali radioattivi.

***

Almeno 7 persone sono state uccise direttamente durante l’incidente. Questi sono cinque rappresentanti di Rosatom (VNIIEF): Alexey Vyushin, Evgeny Korataev, Vyacheslav Lipshev, Sergey Pichugin e Vladislav Yanovsky e altri due soldati le cui morti sono state riportate da Interfax con riferimento al Ministero della Difesa russo. Altri tre ingegneri nucleari feriti si stanno gradualmente riprendendo: Dmitry Abanin, Sergey Grishin e Alexander Manyukhin. Delle 6 persone nominate dall’ edizione “Baza” tra le vittime, tre apparentemente non appartengono ai dipendenti della VNIIEF: questi sono Igor Andreevich Berezin, Sergey Sergeevich Plaksin, Alexey Alekseevich Perepelkin. Forse due di loro erano militari uccisi nell’esplosione, e un altro era un sub che era stato ferito e aveva ricevuto un’alta dose di radiazioni.

Sarov, il 12 agosto, il funerale degli ingegneri Rosatom che morirono nell'esplosione a Nyonoks
Sarov, il 12 agosto, il funerale degli ingegneri Rosatom che morirono nell’esplosione a Nyonoks

L’incidente vicino a Severodvinsk, a quanto pare, non ha portato a una grande emissione di radiazioni* e oggi le sue conseguenze non minacciano la salute di nessuno. Tuttavia, ha dimostrato che i test sui nuovi sistemi di armamenti russi che utilizzano centrali nucleari portano facilmente a incidenti radiologici, la cui portata potenziale è molto più elevata di quella degli eventi dell’8 agosto. Non è noto se il missile da crociera “Burevestnik” (o qualcos’altro dai sistemi annunciati da Vladimir Putin) sarà mai in grado di funzionare in modo affidabile ed efficiente, ma ci sono già diversi decessi sul suo conto.

*Nota del presidente di Mondo in cammino

Rosguidromet ha rivelato, il 12 agosto, la presenza di prodotti di fissione, ma senza pubblicare alcuna cifra.  Questa organizzazione (http://www.meteorf.ru) pubblica regolarmente bollettini sull’inquinamento accidentale e sui cambiamenti nello stato radiologico dell’ambiente registrati sul territorio russo. 

Riprendo parti del comunicato Criirad del 28 agosto u.s. (http://www.criirad.org/actualites/dossier2019/2019-08-28_cp_Nionoksa_4.pdf)

Negli ultimi 15 giorni, CRIIRAD ha ripetutamente verificato il sito di questa agenzia senza trovare né l’identità dei radionuclidi dispersi dall’esplosione dell’8 agosto, né le loro concentrazioni nell’aria di Severodvinsk, dove un forte aumento del tasso di dose ambientale era stato registrato lo stesso giorno. Il bollettino pubblicato il 26/08/2019 offre un primo livello di risposta. Copre il periodo dall’8 al 23 agosto 2019 e il terzo paragrafo riguarda l’impatto dell’esplosione. Indica che a seguito dell’elevazione, importante e breve, del livello di radiazione ambientale nella città di Severodvinsk, le squadre di Rosguidromet sono state poste ad un livello di allerta elevato per monitorare la situazione radiologica nella regione di Arkhangelsk. 

Diversi campioni sono stati analizzati mediante spettrometria gamma: filtri che intrappolavano aerosol radioattivi nell’aria e campioni per valutare le ricadute sul terreno. I campioni prelevati a Severodvinsk hanno indicato la presenza di diversi radionuclidi artificiali:

– stronzio 91 (91Sr) con un’emivita radioattiva di 9,5 ore e che produce ittrio radioattivo 91 (91Y) prima di produrre zirconio 91 stabile (non radioattivo); 

– bario 139 (139Ba) con un’emivita di 1,4 h, la cui disintegrazione produce lantanio stabile 139, 

– bario 140 (140Ba) la cui emivita è di 12,8 giorni, associata al suo discendente, il lantanio 140 (140La) il cui periodo è di 1,7 d e che decade in cerio 140 (stabile).

Questi radionuclidi derivano dalla disintegrazione di prodotti radioattivi che non sono stati rilevati perché sono di gas rari che non sono intrappolati dai filtri aerosol: krypton 91, xenon 139 e xenon 140. Questi radionuclidi sono prodotti da reazioni di fissione nucleare (scoppiando in due frammenti altamente radioattivi di un nucleo pesante – in generale di plutonio o uranio – sotto l’effetto di un proiettile, di solito un neutrone). La presenza nell’aria di questi radionuclidi che emettono radiazioni beta e / o gamma è responsabile dell’aumento del livello di radiazione ambientale registrato l’8 agosto a Severodvinsk. La dichiarazione di Rosguidromet nega quindi le affermazioni iniziali del ministero della Difesa russo sull’assenza di qualsiasi contaminazione. 

Rosguidromet afferma che questi radionuclidi artificiali non vengono più rilevati negli aerosol o nelle ricadute radioattive nelle città di Severodvinsk e Arkhangelsk. Ciò non sorprende poiché le simulazioni effettuate da CRIIRAD hanno dimostrato che il pennacchio radioattivo era stato prima guidato verso est e poi verso sud, allontanandosi piuttosto rapidamente dall’area di Severodvinsk. 

Inoltre, tutti i radionuclidi misurati, o la cui esistenza può essere dedotta dalla prima, hanno periodi radioattivi relativamente brevi (T), il più persistente è l’ittrio 91 (58,5 giorni) e il bario 140 (circa 13 giorni).

Anche se 18 giorni dopo l’esplosione, la natura di alcuni dei radionuclidi presenti nell’aria respirata dagli abitanti di Severodvinsk è nota, la loro concentrazione è ancora sconosciuta. Il comunicato stampa di Rosguidromet non contiene alcun risultato di analisi. Non si fa menzione dei livelli di attività dei radionuclidi rilevati o dei gas nobili radioattivi che li hanno generati. Dovrebbero anche essere pubblicati i limiti di rilevazione dei radionuclidi artificiali che non sono stati rilevati, in particolare quelli dei prodotti di fissione più abbondanti, cesio 137, iodio 131, ecc. Il fatto che un radionuclide non sia stato rilevato non significa necessariamente che non fosse presente (solo che la sua concentrazione è al di sotto del limite di rilevazione). È anche necessario conoscere la concentrazione di trizio dell’acqua piovana, se è stata raccolta. Secondo la dichiarazione, i campioni d’aria sono stati prelevati con filtri aerosol (il che spiega perché le analisi rilevano solo la progenie del particolato di gas nobili radioattivi). Non è stato effettuato alcun campionamento utilizzando cartucce di carbone attivo, adatte per intrappolare lo iodio radioattivo gassoso. In assenza di queste informazioni, è ancora impossibile stimare la dose che gli abitanti sono stati in grado di ricevere durante il passaggio del pennacchio radioattivo a causa dell’inalazione delle sostanze radioattive.

La presenza di prodotti di fissione viene ora attestata, la questione dell’esposizione delle persone sulla piattaforma e nei settori vicini è ancora più acuta (per quanto riguarda l’esposizione esterna, viene ora aggiunta l’esposizione al flusso di neutroni). Ciò solleva anche domande sull’esatta natura della “fonte di energia isotopica” menzionata da Rosatom. Si potrebbe quindi pensare all’uso dell’energia prodotta dai decadimenti di una fonte radioattiva, ma questo tipo di dispositivo, spesso usato per l’esplorazione dello spazio a lunga distanza, non provoca la formazione di prodotti di fissione. 

I radionuclidi misurati a Severodvinsk, e quelli da cui derivano, sono caratteristici delle reazioni di fissione nucleare, vale a dire lo scoppio di un nucleo pesante (isotopo di uranio o plutonio, per esempio) in due frammenti più leggeri e più radioattivi. Ognuno dei prodotti di fissione può generare disintegrando un nuovo prodotto radioattivo che può anche generare un altro radionuclide, formando così una catena di disintegrazione prima di raggiungere un isotopo stabile (non radioattivo). D’altra parte, vi è l’assenza di alcuni radionuclidi, relativamente volatili e rilasciati in abbondanza in caso di incidente o incidente su un reattore nucleare convenzionale: in particolare gli isotopi radioattivi di iodio (e in particolare iodio 131 e 132), isotopi radioattivi di cesio (in particolare 137 e 134), isotopi radioattivi di rutenio e rodio (106 e 106), ecc. L’assenza di questi radionuclidi può essere spiegata dalle condizioni specifiche dell’esplosione o riflette l’esistenza di un “reattore” nucleare molto specifico? 

Impossibile decidere dato il livello di lacune e contraddizioni. Ad oggi, rimaniamo più che mai allo stadio di ipotesi e domande: sulla natura e l’attività dei materiali radioattivi, anche fissili, usati; la natura della macchina che è esplosa; la natura e la quantità di sostanze radioattive e chimiche che sono state disperse; dosi di radiazioni ricevute dalle persone colpite per esposizione esterna o interna; a livello di contaminazione dell’ambiente terrestre e soprattutto acquatico; e persino il numero di esplosioni! 

Il comunicato stampa rilasciato dall’istituto di ricerca norvegese NORSAR solleva interrogativi sulle circostanze dell’esplosione. Sulla base di registrazioni sismografiche e acustiche risalenti al giorno dell’incidente, si concludono infatti alla probabilità di due successive esplosioni:  

– Il primo evento è stato registrato l’8 agosto alle 6:00 UTC14 presso la stazione di Bardufoss, nella Norvegia nordoccidentale, sensori a infrarossi (suoni a bassa frequenza). È stato anche registrato su letture sismiche, il che significa che si è verificato a livello del suolo o in contatto con esso (ad esempio in acqua).

– Il secondo evento è stato registrato circa 2 ore dopo, intorno alle 8:00 UT15, ancora alla stazione di Bardufoss, ma è stato registrato solo l’infrarosso. Questo secondo segnale, più debole della prima, ma caratteristica di un’esplosione, è stato confermato da altre stazioni norvegesi e finlandesi. L’assenza di anomalie nelle indagini sismiche implicherebbe un’esplosione nell’atmosfera. 

È importante chiarire queste domande perché l’impatto dell’esplosione che ha diffuso i prodotti radioattivi è ovviamente molto diverso a seconda che l’esplosione sia avvenuta sulla piattaforma, sott’acqua, a 100 metri sul livello del mare.

AGGIORNAMENTO 04 SETTEMBRE 2019

IL LIVELLO DI RADIAZIONI  VICINO AI PONTONI DI NJONOSKA E’ “FUORICONTROLLO”. NESSUNO LI PULIRA’

Nella regione di Arkhangelsk, i giornalisti dell’agenzia Belomorkanal locale hanno visitato I due pontoni abbandonati sul Mar Bianco vicino al villaggio di Njonoska. Hanno scoperto che il livello di radiazione è parecchie volte più alto del normale. Lo sfondo delle radiazioni, che è stato misurato il 31 agosto a 150 metri dai pontoni, ha raggiunto 154 microroentgen all’ora. Secondo i residenti locali, pochi giorni fa i dosimetri hanno mostrato 750 microroentgen all’ora.

“Sui pontoni stessi, senza un’adeguata protezione, per misurare il livello di radiazione sia allora come ora è da sciocchi”, scrive Belomorkanal.

I pontoni non disattivati ​​si trovano sulla riva e sono liberamente lavati dall’acqua del Mar Bianco. Non ci sono recinzioni, protezioni e segnali di pericolo in giro. “L’alta croce di metallo, eretta nelle vicinanze della riva diversi anni fa, ora si sta trasformando da segno commemorativo a simbolo inquietante”, osserva il giornale. “Il fatto che questa foce fosse il luogo di riposo preferito dagli abitanti di Njonoska al mare, ora rimane solo ricordi”. In linea retta dai pontoni al centro del paese o alla stazione ferroviaria passeggeri di Njonoska  ci sono 4 chilometri.

La gente del posto ha detto che il 9 agosto il primo pontone è stato trasportato a terra. Il secondo pochi giorni dopo.

Secondo i giornalisti anche i rifiuti gettati a terra “fonti radioattive”. Vicino alla fune da traino, il dosimetro mostrava 186 microroentgen all’ora. Nel villaggio di Njonoskaa, lo sfondo delle radiazioni non superava i 14 microroentgen all’ora.

AGGIORNAMENTO 07 SETTEMBRE 2019

A UN MESE DALL’INCIDENTE:

Le autorità di Arkhangelsk hanno avvisato sulla pericolosità dei pontoni a Njonoska

07 settembre 2019

Piattaforme galleggianti vicino a Nenoksa, una delle quali è stata danneggiata dall'esplosione dell'8 agosto.
Piattaforme galleggianti vicino a Njonoska, una delle quali è stata danneggiata dall’esplosione dell’8 agosto.

Venerdì le autorità della regione di Arkhangelsk hanno riferito che i pontoni portati sulla riva del Mar Bianco dopo il disastro in un poligono militare sono “oggetti potenzialmente pericolosi”. La leadership della regione ha affermato che non esiste alcuna minaccia per la vita e la salute degli abitanti del villaggio di Njonoska (sigh! nota del traduttore), riferisce Interfax.

In precedenza, i giornalisti dell’agenzia locale Belomorkanal hanno trovato due pontoni sulla riva vicino al villaggio di Njonoska, il livello di radiazione attorno al quale è parecchie volte superiore alla norma. I pontoni si trovano sulla riva e vengono liberamente lavati dall’acqua del Mar Bianco. Non ci sono recinzioni in giro. La gente del posto ha detto che il 9 agosto il primo pontone è stato trasportato a terra. Il secondo è stato portato pochi giorni dopo.

L’esplosione nel poligono nella regione di Arkhangelsk è avvenuta l’8 agosto. Almeno cinque impiegati Rosatom sono stati uccisi. Il Ministero della Difesa non ha rivelato i dettagli dei test. Rosatom, a sua volta, insiste sul fatto che l’incidente si è verificato durante le operazioni con un lanciarazzi. Roshydromet ha affermato che il giorno dell’esplosione, lo sfondo delle radiazioni a Severodvinsk era aumentato di 16 volte, ma si era normalizzato durante il giorno. Le autorità della regione hanno confermato ufficialmente di aver trovato cesio-137 radioattivo in uno dei medici dell’ospedale, dove sono state portate le vittime dell’esplosione.

AGGIORNAMENTO 14 SETTEMBRE 2019

A Njonoska, un mese dopo l’emergenza nucleare, sono iniziati i preparativi per l’evacuazione dei pontoni radioattivi

A Nenoks, un mese dopo l'emergenza nucleare, iniziarono i preparativi per l'evacuazione dei pontoni radioattivi
Igor Orlov


Il governatore della regione di Arkhangelsk, Igor Orlov, ha annunciato l’inizio dell’evacuazione dei pontoni radioattivi che sono stati portati a riva vicino al villaggio di Njonoska dopo l’esplosione di un nuovo razzo più di un mese fa. “È stata sviluppata una serie di misure che includono, in primo luogo, lo smontaggio e la rimozione per lo smaltimento delle attrezzature tecnologiche, e in secondo luogo, la rimozione dal terreno e il trasporto per lo smaltimento dei pontoni stessi”, ha detto Orlov sulla sua pagina VKontakte .

Secondo il governatore, “tutte le parti interessate” hanno già iniziato a lavorare. Ha anche affermato che i test di laboratorio su acqua di mare, suolo e vegetazione effettuati dopo l’emergenza “confermano chiaramente che non vi sono minacce per la salute pubblica e l’ambiente”.

Una settimana fa, il 6 settembre, le autorità della regione di Arkhangelsk avevano riconosciuto che i pontoni abbandonati sulla riva senza guardie e segnali di avvertimento erano “oggetti potenzialmente pericolosi”. Avevano inviato informazioni a Rosatom, al Ministero della Difesa della Federazione Russa, a Roshydromet e al dipartimento territoriale Severodvinsk dell’amministrazione Rospotrebnadzor.

La pubblicazione di Belomorkanal , i cui giornalisti avevano precedentemente misurato il livello di radiazione attorno ai pontoni e scoperto che era di diverse volte superiore alla norma , afferma che i pontoni sono ancora nelle stesse condizioni sulla riva.

“Ora sorge la domanda: dove, chi e come si sbarazzerà di loro. I residenti locali temono che vengano segati proprio sulla riva, e poi portati fuori dal villaggio e sepolti nella foresta”, dice il giornale. Secondo i residenti locali, due grandi elicotteri sono volati sul luogo dell’incidente e una piattaforma era in preparazione vicino ai pontoni.

Il presidente dell’Accademia delle scienze russa (RAS), Alexander Sergeyev, a sua volta, ha affermato che il livello di radiazione nella regione di Severodvinsk è normale. “Ora le radiazioni sono normali. Il tasso di diminuzionw delle radiazioni, che ora è abbastanza normale, può essere spiegato con processi fisici, decadimento di elementi radioattivi, diffusione aerea”, ha detto l’accademico, esprimendo la fiducia che Rosatom sta prestando attenzione allo smaltimento delle scorie radioattive.

Non ci sono ancora informazioni ufficiali su cosa esattamente e in quali circostanze siano esplose durante i test vicino a Severodvinsk. Segni indiretti: equipaggiamento sui pontoni, natura del danno a uno di essi e altre informazioni che i giornalisti sono riusciti a raccogliere a poco a poco, indicano che sette persone sono morte sul campo di addestramento mentre cercavano di sollevare il missile da crociera Burevestnik dal fondo del Golfo di Dvina  e che era caduto lì prima il risultato di un altro lancio fallito.

Secondo i servizi segreti statunitensi, la Russia ha condotto il test del Burevestnik con enrgia nucleare almeno cinque volte , e tutti questi lanci si erano conclusi con incidenti. Il volo più lungo aveva impiegato solo due minuti circa : il razzo aveva volato per 22 chilometri, dopo di che si perse il controllo e crollò. E il volo più corto di queste “armi miracolose” è durato circa quattro secondi.

Fra le fonti non precedentemente citate: www.ilpost.it , www.quotidiano.net , https://www.theguardian.com , http://www.news29.ru , http://www.newspot.ru , https://www.echosevera.ru/ , https://www.tio.ch/ , https://www.washingtonpost.com

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Comments

  1. Buonasera, visito il vostro sito per la prime volta oggi e trovo incredibilmente interessante e approfondito il vostro lavoro, credo unico. Faccio parte di una nascente associazione di pazienti tiroidei e ci stavamo chiedendo, dopo aver letto la notizia dell’acquisto da parte del governo tedesco di milioni di dosi di pastiglie di iodio, quali sarebbero le procedure e le scorte italiane in caso di emergenza. In rete non si trova nulla a riguardo nè del Ministero della Salute nè dell’ISS. Voi avete notizie a riguardo? Se ci fossero incidenti nelle centrali piu prossime di Slovenia e Francia, quale sarebbe ad oggi il piano di emergenza, in particolare per la distribuzione dello iodio? Ringrazio anticipatamente e porgo i miei distinti saluti.
    Gianluca Griziotti

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