Aprile 2020: la nube sviluppata dagli “incendi di Chernobyl”

Le stime della distribuzione della concentrazione integrata in aria per i giorni dal 4 al 6 aprile 2020

Nell’animazione riportata in calce si vede la propagazione della nube sviluppatasi dagli incendi che hanno coinvolto la zona di esclusione di Chernobyl dal 04 al 15 aprile 2020. La nube contiene elementi radioattivi (fra cui cesio 137 e Stronzio 90, isotopi attivi) e, cosa di cui poco si parla, black carbon (nero di carbonio).

Tutti questi elementi precipiteranno al suolo contaminando o ricontaminando i terreni, in proporzione al carico che la nube ancora conterrà su un determinato territorio, e in relazione agli eventi atmosferici (vento e pioggia).

Al propostito è tragica la situazione per i 600 bambini e le loro famiglie della provincia di Polesie (in Ucraina) adiacente alla zona di esclusione. Vedi l’appello lanciato dal prof. Bandazhevsky. A parte la perdita di case, degli orti e del lavoro, a causa degli incendi, i 600 bambini e le loro famiglie che si nutrivano di prodotti già contaminati, ora se li troveranno ri-contaminati dai radionuclidi e dal black carbon.

Da tutti è conosciuta l’azione dei radionuclidi all’interno del corpo umano, soprattutto causa di problemi cardiaci e trombosi, ictus dovuti all’ aumento dell’omocisteina, conseguenza del danno radioattivo a livello genetico nella mancata o imperfetta sintesi delle vitamine del gruppo B, fra cui l’acido folico.

Meno conosciuto ai più l’effetto del black carbon o nero di carbonio. Il “nero di carbonio” è l’insieme di sostanze naturali e prodotti di combustione di materiale vegetale, quindi organico, di natura ciclica, aromatica e, pertanto, cancerogena. Come tutte le combustioni “naturali”, specialmente di materiale resinoso, crea fumi con molecole organiche cancerogene che, data la loro persistenza, rimarranno ed entreranno anch’esse nel ciclo alimentare delle coltivazioni e degli orti della popolazione del Polesie.

Una doppia beffa e tragedia per quei 600 bambin e le loro famiglie, anzi tripla in questa epoca di Covid-19.

Condividi sui social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *