ITALIA – L’EREDITÀ NUCLEARE: SOGIN, UN’ESPERIENZA ALLARMANTE

Di Daniele Rovai

L’Italia è ancor oggi un paese nucleare. Nel 1987 il governo decise una moratoria di 5 anni per valutare se abbandonare o seguire quella strada. Nel 1990 prima della scadenza della moratoria, si decise di chiudere con il nucleare ordinando all’ENEL, allora ente statale, di collocare le proprie centrali in “custodia protettiva passiva” e di preparare le istanze per per il cosidetto “smantellamento differito”.

La “custodia protettiva passiva” prevedeva:
– l’allontanamento del combustibile dal reattore, (nel caso dell’Enel la – maggior parte delle barre sono state trasferite, tra il 1987 ed il 2005, all’estero in Inghilterra, mentre il resto – 287 tonnellate – è ancora affogato nelle piscine delle vecchie centrali.è stato affogato nelle piscine delle centrali);
– la sistemazione in sicurezza delle scorie, il termine esatto sarebbe condizionarle;
– la demolizione degli edifici non contaminati.

Per il definitivo smantellamento della centrale si sarebbe dovuto attendere dai 50 ai 100 anni in modo da avere una minore emissione radioattiva.
Nel 1999 si decise di passare allo “smantellamento accelerato”8, cioè di far coincidere le attività di condizionamento delle scorie radioattive con lo smantellamento degli impianti.

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