Radici Comuni degli stati coinvolti dall’incidente di Chernobyl

IL MEDIOEVO RUSSO

L’ORDINE TEUTONICO DI SANTA MARIA E LA BIELORUSSIA-LITUANIA

(dal libro Storie di Cavalieri e di Lituani di Aldo C. Maturano, Poggiardo 2005)

Nel periodo successivo alla sconfitta di Tannenberg lo stato teutonico subì un’ulteriore innovazione, quando si affermò nella gestione politica e amministrativa Enrico di Plauen. Costui comprese che l’Ordine non poteva trasformarsi in uno stato vero senza il coinvolgimento di tutti i suoi cittadini e forse sognò persino di creare, tramite i suoi fratelli (carnali, non in Cristo!), una dinastia di Grandi Maestri che si trasformasse poi in una stirpe di monarchi. 
Finora chi abitava i domini dell’Ordine aveva visto i Cavalieri come un’istituzione che lo proteggeva, che conduceva la guerra difensiva od offensiva, senza avere un grande interesse di sapere se questa lotta fosse giusta o no, se avrebbe dato buoni risultati o portato alla rovina… tanto erano sempre i Cavalieri a pagare con la propria vita e i propri averi, sia nei successi sia negli insuccessi!
Enrico di Plauen volle cambiare tutto ciò ed impose il primo coinvolgimento già a partire dai propri fratelli in Cristo. Ognuno di loro, oltre all’obbedienza, fu chiamato alle proprie responsabilità personali, nelle attività che conduceva nell’ambito dell’Ordine quale membro di un Consiglio che Plauen aveva appena creato.
In questo Consiglio c’erano non solo le personalità più importanti e cioè Enrico di Plauen stesso, ma anche il Grande Economo che curava gli approvvigionamenti, il Grande Ospedaliere che dirigeva il lavoro e la gestione degli istituti di carità, cioè degli ospedali, importantissimi per l’immagine esterna dell’Ordine e che costituivano perciò uno dei fiori all’occhiello. C’era nel Consiglio anche il Tressler o Dispensiere che gestiva le entrate e le uscite di denaro, dato che l’Ordine faceva da banca per chiunque ne avesse bisogno specialmente per i prestiti in investimenti produttivi.
Queste riforme non furono però accettate subito, benché fossero da tempo nell’aria, ed Enrico di Plauen venne addirittura destituito e messo in prigione dai fratelli più conservatori.
Come mai i Fratelli Crociati non vollero accettare questa svolta che avrebbe portato grandi benefici all’Ordine? Evidentemente la sconfitta di Tannenberg, per i conservatori, sembrava insegnare loro che bisognava rimanere come si era stati finora…
E come si era agito finora? Com’era stato organizzato questo territorio che non era una nazione, visto che, secondo gli standard dell’epoca, non aveva né un re né una dinastia? Perché mai occorreva mantenere le istituzioni senza mutamenti strutturali?
Vediamo un po’…
Abbiamo detto che l’Ordine era uno sperimentatore d’uomini e l’esperimento organizzativo cominciava proprio quando si acquisiva un territorio vergine.
Esso veniva prima di tutto diviso in diocesi che venivano affidate alla gestione di vescovi strettamente legati all’Ordine, ma nominati dal Papa. I prelati erano abbastanza autonomi nel loro agire, come abbiamo visto per Alberto di Riga, ma l’Ordine interveniva in ogni occasione negli affari delle diocesi specie quando vedevano apparire altri ordini concorrenti, seppur non militari come Francescani o Benedettini, attirati dal buon andamento economico, tanto da scontrarsi con gli interessi dei vescovi. Gli ordini monastici “intrusi” venivano, infatti, guardati con molta diffidenza perchè i “monaci concorrenti” davano fastidio soprattutto partecipando al prelievo delle prebende e delle decime.
Altro fiore all’occhiello dell’Ordine era l’amministrazione.
Tutto veniva registrato ed annotato, in modo da costituire un poderoso archivio per il Gran Maestro e per il Capitolo quando si dovevano prendere delle decisioni importanti. L’amministrazione era assolutamente centralizzata ed affidata nelle mansioni ripetitive ad una burocrazia professionale stipendiata, con ciò costituendo un modello per la gestione delle comunità cittadine del nord Europa per i secoli a venire.
Ogni distretto dell’Ordine, poi, aveva l’obbligo di costituire un bilancio che si chiudesse sempre in pari in modo da essere economicamente autosufficiente. Al Maestro Provinciale e ai suoi Komturen (specie di delegati locali o comandanti) era fatto obbligo di verificare meticolosamente tutte le risorse locali sfruttabili e di fare piani concreti per il loro sfruttamento razionale, prima che il territorio venisse del tutto affidato al lavoro manuale e materiale dei coloni, tedeschi ed olandesi per la maggior parte. I coloni venivano distribuiti sul territorio secondo questi piani e le città diventavano i loro centri amministrativi e gestionali. I confini dei distretti non erano quindi fissi, ma potevano variare a seconda della condivisione dello sfruttamento locale delle risorse, col passar del tempo.
Le città teutoniche erano tutte costruite secondo schemi urbanistici ben organizzati.
Oltre alla cinta di mura di difesa e delle porte d’accesso che si aprivano e chiudevano ad orari ben precisi, avevano una chiesa parrocchiale, una piazza del mercato, una casa dell’amministrazione civile o municipio, un mulino, un granaio etc. in modo che chi vi abitava avesse tutti i servizi a disposizione senza dover ricorrere alla città vicina.
Tutti i cittadini pagavano le tasse in base al loro reddito ed in più avevano dei compiti sia militari sia civili obbligatori per il buon vivere comune. In altre parole fornivano soldati per le campagne militari o per lavori di polizia ed operai per la manutenzione delle opere militari e civili, come ponti, strade etc.
Naturalmente appena insediati i coloni erano però esenti da obblighi e tassazioni, per qualche anno, e godevano di una libertà abbastanza ampia per quei tempi.
Si è calcolato che l’inurbamento in Prussia, al momento del massimo sviluppo era circa il 20 % della popolazione totale, mentre nello stesso periodo la stragrande maggioranza della popolazione delle Terre Russe viveva ancora in villaggi molto primitivi. Le città russe accoglievano solo i notabili e il principe. Durante questo periodo, erano, rispetto a quelle dei Cavalieri, dei rozzi raggruppamenti casuali di case (horomy) e cascine (usad’by) con costruzioni molto arretrate dal punto di vista della tecnica costruttiva, dei servizi e degli accessi stradali e le opere d’urbanizzazione, come ad esempio lo scolo delle acque luride, erano assai carenti.
L’Ordine, come abbiamo più volte accennato, era un banchiere, un latifondista ed un imprenditore di prima classe. Coltivava intensivamente soprattutto cereali da esportare e poi preparava nei propri opifici pesce secco, allevava cavalli ed altro bestiame sul proprio latifondo. Nel XIV sec. era diventato la più grande impresa di commercio nordeuropea. Importava stoffe e panni di lana ed esportava ambra e catrame (colofonia), fra le altre cose più notevoli.
L’Ordine, come abbiamo detto esportava granaglie in grandissime quantità che giungevano fino nella lontana Scozia.
I Cavalieri poi avevano organizzato un ottimo sistema di finanziamento industriale per la produzione delle merci che a loro interessavano più di altre ed erano pronti a pagare acconti su contratto a chiunque fosse capace di mettersi a produrre certi articoli, sia materie prime sia oggetti finiti, di cui l’Ordine aveva intenzione di far commercio.
In sostanza con la colonizzazione dei Teutonici, anche i mercati (e i mercanti) scandinavi acquisirono un particolare peso politico e commerciale. La Norvegia fiorì come la terra dello stoccafisso e da Bergen arrivava all’Hansa l’olio di spermaceti per i profumi di tutta l’Europa. La Danimarca dominò per secoli, con le aringhe del Baltico, le tavole degli Europei del nord mentre l’Isola di Gotland diventò il mercato di scambio più importante del Baltico, dopo Novgorod, ed era soprattutto in questa isola che i mercanti russi continuarono a trafficare i loro prodotti. Oggi l’isola a riconoscimento di questa luna e importante presenza russa, ha persino innalzato un bel monumento a Rjurik!
In particolare a Brugge, in Olanda, i novgorodesi erano conosciutissimi e apprezzatissimi come mercanti d’alto valore e dignità coi quali si scambiavano vini, birra e lame d’acciaio contro pellicce di gran pregio, con tanto di garanzia dell’Ordine…
Purtroppo ci troviamo in un’epoca in cui c’erano ancora gli strascichi di una grande crisi economica passata e le conseguenze della decimazione della popolazione per la Peste Nera, e l’Ordine, a causa della sua natura e delle sue attività, riuscì a creare un modello di vita che vige ancora oggi fondamentalmente in tutta l’Europa.
Certo, queste ricchezze che viaggiavano lungo il Baltico suscitarono l’avidità d’uomini che non seppero trasformarsi in pacifici mercanti e vollero continuare a pirateggiare lungo le coste, ma queste organizzazioni non ebbero vita facile a lungo…
I Cavalieri possedevano una vera e propria Marina da Guerra (nel Baltico era stato inventato da qualche decennio il timone verticale incernierato sulla poppa!) sia per il mare sia per i fiumi, perchè essi avevano bisogno di controllare le loro vie d’acqua, che fossero libere dai pirati e dai nemici. Avevano messo insieme un servizio di spionaggio efficiente e nelle battaglie vigeva nella loro armata un ordine e una gerarchia ferrea, sconosciuta agli altri eserciti del tempo. L’infrazione dell’obbedienza, soprattutto per il monaco crociato, era punita molto severamente!
Si può ricordare, per fare un confronto, che Demetrio di Mosca, quando dovette mettere insieme un esercito per scendere in campagna contro Mamai a Pian delle Beccacce, vigendo la massima e reciproca autonomia fra le diverse druzhine principesche, dovette faticare moltissimo prima di riuscire ad unificare il comando nelle sue mani che portasse come logica conseguenza alla vittoria. Nel suo caso, almeno a dire delle Cronache, essendo almeno 150 mila uomini tutti gli armati che aveva raccolto, era difficile superare i loro tantissimi comandanti e piccoli capi, indipendenti l’uno dall’altro!
Naturalmente è impensabile che le Terre Russe potessero diventare un’altra grande e organizzatissima Prussia, ma la realtà di molte innovazioni furono mutuate proprio dall’esempio teutonico e dalla frequentazione coi tedeschi anseatici nelle varie città russo-lituane del nord.
Lo storico tedesco V. Valentin, addirittura, riesce ad individuare un tipo di tedesco del Baltico o Tedesco dell’Est (Ostdeutscher), formatosi proprio in questo periodo, e differenziato dal Tedesco del Nord e da quello del Sud (rispettivamente Norddeutscher e Süddeutscher). L’Ostdeutscher risulta quindi appartenere sempre alla cosiddetta classe media in auge da queste parti. Non solo!
“Il Tedesco dell’Est colonizzatore si mostrava più duro e meno libertario rispetto al Tedesco vero e proprio. Costui era diventato nel modo di vedere le cose più conscio dell’autorità e credeva nella disciplina e nel comando più che il vecchio tipo di Tedesco che ci teneva sempre a dire la sua, che teneva alla sospensione di chi sbagliava e alle elezioni, all’autogoverno e indipendentemente dalla provenienza.”
Questo Tedesco dell’Est, in effetti, è esistito in Prussia fino al 1945, per poi essere sostituito dai Russi.
Non è, tuttavia, scomparso, perché vive ancora intorno a Volgogrado, ha combattuto contro i nazisti, è diventato un Wolgadeutscher e parla ancora il suo tedesco un po’ antiquato, insieme al russo nazionale! Certamente i Russi moscoviti qualcosa da questi Tedeschi, hanno assimilato anche loro…
A parte questo, quel che ci preme evidenziare è che i coloni qui giunti, portarono dall’Occidente le loro leggi e gli Slavi e i Baltici le giudicarono migliori delle proprie se poi cercarono di adattarle alle proprie esigenze.
Qui abbiamo operato una scelta per non impelagarci in una farraginosa e impossibile indagine di tutte le realtà russe. Ci è sembrato che la città di Polozk, mantenutasi indipendente da Kiev da sempre e senza troppe influenze da parte dei principi del Basso Volga, potesse rappresentare il modello più sviluppato di comunità slava giunta a divenire borghesia secondo i nuovi canoni di civiltà teutonica che, invece, Mosca e le città ad essa vicine non conobbero mai!
Abbiamo parlato del Jus Teutonicum che si può definire col nome di Codice Civile di Magdeburgo. Esso, infatti, è un insieme di leggi per l’autonoma amministrazione di una comunità, cittadina o simile a questa, messo a punto intorno al XIII sec.
Nel 1387 Vilnius fu la prima città delle Terre Russe a ricevere la concessione di questi diritti personalmente da Jogaila, quando venne ad istituire anche l’arcivescovado.
Nel 1390 li ricevette Brest e Polozk nel 1498.
Questa concessione dello Jus Teutonicum non significava mai una rivoluzione improvvisa dei costumi, ma solo un adattamento del vivere civile a delle regole scritte e ben consolidate da anni di pratica in territorio prussiano e tedesco ed ora trasposte in territorio russo.
Lo Jus Teutonicum, in pratica, liberava i cittadini dagli obblighi feudali, dal giudizio degli anziani della comunità e dal giudizio arbitrario del principe locale e dei suoi comandanti militari o rappresentanti.
La comunità era, perciò, governata da una magistratura elettiva che consisteva di due camere di giudizio. La prima chiamata Rada e l’altra Lava.
La Rada era in pratica ciò che oggi chiamiamo l’istituzione comunale, il Municipio, che si interessava dei rapporti civili fra i cittadini e le loro proprietà e la Lava, invece, un Tribunale Penale che si occupava dei delitti contro la persona e le cose.
Ogni anno i magistrati rispettivi erano eletti dal popolo della città.
A capo della Rada veniva nominato un Bürgermeister o sindaco appunto (in russo Bjurmistr). La Lava era presieduta da un cosiddetto Voigt o Prefetto che veniva nominato direttamente dalla corte di Cracovia. Quest’ultimo prima di insediarsi doveva giurare sulla Croce, nella Cattedrale di Santa Sofia di Polozk, che avrebbe rispettato i costumi locali e non avrebbe fatto offesa o propeso per nessuno col suo giudizio.
Il Magistrato aveva l’incarico di raccogliere le imposte, curava che non si rubasse sui pesi e sulle misure, difendeva con la legge i diritti dei mercanti locali e degli artigiani, quest’ultimi raggruppati in corporazioni. La sua giurisdizione non oltrepassava le tre miglia dai confini della città! Perciò un qualsiasi delitto compiuto entro questi limiti dava il potere al magistrato di intervenire con le sue forze repressive per mettere in prigione il presunto delinquente, prima del giudizio.
Da questa sommaria descrizione si può capire che questa era la prima grande organizzazione borghese che nasceva nelle Terre Russe che si emancipava dal potere arbitrario, selvaggio e paternalistico del principe rjurikide. Addirittura, molti contadini fuggitivi da altri luoghi perché condannati ingiustamente o accusati senza prove certe, ricorrendo a questo funzionario, che aveva il dovere di difenderli da eventuali soprusi prima di giudicarli, salvavano a Polozk la loro vita, ma soggiacendo ad un giudizio equo.
Questo non significava che Polozk diventasse un rifugio di tutti i delinquenti potenziali, ma solo che qui si poteva contare su una giustizia misurata in cui principi e potenti avevano poca influenza (salvo naturalmente casi di concussione e corruzione inevitabili!). In conclusione, questi istituti posero un limite all’arbitrio dei ricchi e dei cosiddetti nobili poiché anche i magnati potevano essere portati davanti al magistrato e rispondere, con la propria vita, del delitto compiuto.
In generale, la gente nelle città dove lo Jus Teutonicum governava respirava un’aria di libertà che nelle Terre Russe era assolutamente sconosciuta, salvo che nei villaggi sperduti e poverissimi, dove la grande famiglia slava proteggeva i propri membri!
Nel resto delle Terre Russe questo ordine civile, dunque, non regnò mai. 
Lo sappiamo per certo perchè quando l’Imperatrice Caterina, la Grande incorporò nell’Impero Russo i territori bielorussi non potè che rimanere meravigliata di tutta la libertà di cui questi cittadini godevano nelle loro città e dovette, con decreti speciali, di volta in volta, ma anche il più rapidamente possibile, eliminare questi diritti benché fossero ormai parte della vita bielorussa da oltre tre secoli!
I Moscoviti hanno costruito uno stato moderno solo a partire da Pietro I il Grande.
Come sappiamo, questo grande e oculato sovrano andò proprio in Olanda per “imparare” a modernizzare il suo stato… ossia da dove era venuta la massa di persone che avevano, poi, popolato Prussia e Livonia!
Una strana ripetizione del destino!
Possiamo, allora, dire che i Teutonici continuarono a vivere nell’organizzazione statale di Pietro il Grande e che il trionfo storico di questa (e dei Cavalieri) avvenne quando i Sovietici implementarono la burocrazia teutonica in tutta l’URSS?
Probabilmente sì…

:. INDICE “RADICI COMUNI DEGLI STATI COINVOLTI DALL’INCIDENTE DI CHERNOBYL: MEDIOEVO RUSSO”