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IL MEDIOEVO RUSSO

L’ORSO NEL MEDIOEVO RUSSO

di ALDO C. MARTURANO © 2006

Il re degli animali, sia che volino sia che striscino sia che corrano su quattro o due zampe rimase invece l’Orso (Ursus arctos sp. o medved’/медведь) e su questa bestia in particolare appunteremo la nostra attenzione.
Diciamo che la presenza di questo animale alto più o meno 2 metri ritto sulle zampe posteriori era molto più frequente di oggi nella foresta russa e quindi un incontro con questo maestoso animale era un evento abbastanza probabile per chi si avventurasse nel folto. L’orso tuttavia non è un animale bellicoso e di solito è più l’uomo ad esserne spaventato che l’orso il quale ultimo normalmente indugia ad osservare per vedere quali mosse l’intruso farà, se si allontanerà oppure no, prima di mostrare fastidio. Naturalmente se l’uomo capita malauguratamente nelle vicinanze della tana dove si trova l’orsa con gli orsetti allora le cose si complicano…

L’orso chissà per quale ragione particolare è venerato in quasi tutto il nord del mondo, nei luoghi dove d’altronde si è diffusa questa specie, ed è considerato da tutti l’antenato dell’umanità (ad es. presso gli Ainu del Giappone). E’ l’animale totemico di vari clan. La rassomiglianza con l’uomo è naturalmente tutta immaginaria poiché l’animale è quadrupede e solo per faccende particolari si rizza sulle zampe posteriori e va con andatura bipede per un certo tempo. Quanto poi riguarda il muso, la somiglianza con l’essere umano è assolutamente inesistente, eccetto l’avere tutte le stesse parti che il viso dell’uomo ha, poste più o meno nello stesso posto. E così per tutti gli altri attributi che nelle byline sono chiamati umani. In realtà le byline dicono anche altro e cioè che sotto la pelle dell’orso si nasconde un vero e proprio uomo e, nel caso di un’orsa, di una donna con tanto di poppe per allattare!

Nelle mitologie nordiche rammentiamo per un momento il famoso berserkr. Questo era la foga bestiale che assaliva i Vichinghi quando scendevano in guerra e che essi per diffondere una fama di guerrieri invincibili attribuivano a se stessi come qualità divina infusa quando indossavano una Pelle d’Orso (ber è appunto l’orso, in norreno), invece di confessare che in realtà il “furore” era dovuto ad ebbrezza (forse con Amanita muscaria). E’ molto probabile che la stessa cosa accadesse ai Variaghi e che il berserkr si potesse attribuire a san Vladimiro e ai suoi! Giusto per questo un clan come i Rjurikidi che avesse come antenato un orso sarebbe stato apprezzato e temuto più di altri.
In realtà poi questo rito di travestirsi da animali è sicuramente il ricordo di cerimonie antichissime in cui il volhv per impetrare i favori di Veles indossava appunto una pelle d’orso! Tantissime pitture preistoriche in tutta l’Europa e nel nord dell’Asia riproducono questo aspetto del rito con questo magico animale! L’orso nella mitologia slavo-orientale è la personificazione di Veles appunto, il primitivo Creatore, sebbene successivamente con l’avvento di Perun passasse ad essere attribuito a quest’ultimo assurto a dio supremo.
Indubbiamente l’Orso era l’animale superiore dal punto di vista religioso a qualsiasi altro e di certo un amico o il rappresentante del Lescii il quale, sotto forma di orso, si mostrava stavolta in modo benevolo! Era vietato dirne il nome però, affinché non comparisse davanti a colui che lo aveva pronunciato con fare minaccioso per aver osato invocarlo inutilmente, tanto è vero che non sappiamo quale fosse la parola slava per orso, visto che si è conservata solo la perifrasi più comune di Mangia-miele! E qui c’è una connessione magica con la donna che gira a far raccolta nella foresta. L’orso è attirato dalle giovani donne e quando ne vede una, la rapisce e la tiene come sua consorte e può avere persino dei figli con lei (l’orso è la bestia nei racconti delle belle e delle bestie). Le stirpi che di qui nascono, lo sappiamo già, sono sicuramente le più nobili… se troviamo l’orso raffigurato in molti stemmi di casati e di città importanti (Berlino e Novgorod-la-grande, fra le altre!).
L’orso è apportatore di salute e di fortuna e lo scopo di portarlo in giro per il villaggio nella famosissima rappresentazione su strada chiamata Commedia dell’Orso alla quale abbiamo accennato nelle celebrazioni della Màsleniza è proprio per lenire i mali che l’inverno ha lasciato fra la gente, curarli e guarirli. L’orso infatti non è soltanto applaudito per le sue danze e per le sue smorfie indotte dal domatore ma deve toccare il malato per liberarlo dal morbo che l’affligge e le sue unghie, di solito, sono vendute come amuleti contro le forze impure. Così anche i ciuffi dei peli e talvolta anche le zampe secche tagliate via da una carcassa sono apprezzatissime da appendere sulla porta di casa per tenere lontani i guai! In breve è un dispensatore ambulante di buona salute e di forza riproduttiva…

Tuttavia non vorremmo dare l’impressione che il mir antico-russo fosse popolato da centinaia o da decine di orsi tenuti al guinzaglio nelle case perché l’animale non era facilmente catturabile né addomesticabile. Addirittura, procurata una pelle d’orso essa doveva essere obbligatoriamente donata al sacrario, al volhv, perché nessuno l’avrebbe stesa per terra per calpestarla! Per fortuna nelle credenze del tempo non sempre era necessario che l’animale fosse fisicamente presente per esercitare il suo potere divino poiché era possibile farlo comparire in tutta la sua forza e nella sua efficacia magica attraverso il “travestimento” e le maschere. Cosa questa che era abbastanza praticata nei villaggi dove l’orso non si vedeva da tempo.
Gli stessi domatori che si facevano vedere nei villaggi più piccoli due tre volte all’anno credevano sinceramente al loro ruolo di guaritori e di apportatori di fortuna per mezzo dell’orso da loro curato e quindi non solo inbonivano gli astanti a toccare o a danzare insieme all’animale per il bene della comunità, ma vivevano di questo lavoro e tavolta riuscivano a trovare un’izbà più accogliente di altre che faceva accomodare guida e orso e dava loro da dormire durante l’inverno (con una cabina di legno speciale per l’orso che andava in letargo!). L’orso era più potente di qualsiasi spirito maligno e quando risiedeva fisicamente con la sua guida da qualche parte, è facile immaginare la processione di persone che venivano a visitarlo o a toccarlo per riceverne beneficio, lasciando qualcosa per il suo domatore e per l’orso stesso. All’orso, lo abbiamo detto, si dava nome e cognome (ossia nome e patronimico e il nome più comune era Michelino figlio di Giovanni ossia in russo Miscia Ivanic’/МишаИванич) come un qualsiasi nobile e quel nobile che passava per caso dove “risiedeva” un orso, se non andava a fargli omaggio, era davvero uno scandalo! Nella Russia Carpatica si diceva che avesse un’anima come l’uomo e che appartenesse in qualche modo allo stesso genere umano! Anzi! Si diceva che fosse stato una volta un mugnaio! Nei tempi antichi, si racconta, costui aveva chiesto per macinare della farina dei prezzi talmente esorbitanti che la gente aveva assalito il mulino e aveva cercato di agguantare il mugnaio per punirlo adeguatamente. Questo però si era trasformato in un orso ed era fuggito nella foresta. Da lui venivano tutti gli altri orsi che ancor oggi vagano nel folto degli alberi…

Un altro racconto, stavolta dalla Siberia russa, dice invece che un contadino prese in giro un giorno un vecchio. Costui però non era un semplice anziano, ma Domineddio in persona, e per punire l’impertinente lo trasformò in orso e per questo ora è l’orso a dover fare il buffone per la strada. Infine in un altro racconto fu il Creatore a trasformare in orso un uomo che aveva ucciso i suoi genitori…
Insomma, i racconti sono innumerevoli e non tutti interpretabili se non accettando che Orso e Uomo sono perlomeno cugini o che l’orso è addirittura un antenato travestito!
Per la Chiesa purtroppo c’era poco da fare contro queste “superstizioni pagane” poiché l’orso era uno di quegli animali che compariva una sola volta nelle Sacre Scritture e misure contro di lui non erano previste nel Vangelo. Inoltre, chi avrebbe osato offendere un antenato del popolo? E così probabilmente nel XII sec. per ovvi motivi fu introdotto il veto a mangiare carne d’orso (e di scoiattolo!) e si cercò di sfatare la credenza nella potenza magica dell’animale attribuendogli al contrario la fama di belva pericolosa, di avido divoratore di carne umana (!!) ed altre brutture simili. Addirittura, quando ci furono delle rivolte contro il Cristianesimo nella zona di Rostov-la-grande sull’Alto Volga nell’XI sec. in cui il principe locale cristiano condannò dei volhv all’impiccagione, quando la gente vide i cadaveri dilaniati, sicuramente da cani randagi, i preti osarono spargere la voce che fossero invece stati gli orsi a divorarli!!!
Quando giunsero sul Baltico i Cavalieri Teutonici intorno al XII sec. nella loro regola tutta romana allo scopo di recuperare alla fede cristiana “romano-latina” i pagani prussiani e gli scismatici ed eretici “ortodossi russi” fu proibito cacciare selvaggina salvo “lupi ed orsi”, animali immondi e magici amici del diavolo! Anche questa fu un ragione in più per odiare questi intrusi “latini” del nord che volevano togliere allo smierd anche la copertura protettiva magica dell’ultima religione che aveva accettato già con fatica: il Cristianesimo Ortodosso!
La venerazione in altre parole continuò a vivere malgrado tutto e vi contribuirono in modo intensivo persino i cosiddetti skomorohi/cкоморохи. Questi artisti di strada probabilmente hanno origine molto antiche e sono forse i resti di attori e danzatori sacri che prendevano parte professionalmente alle cerimonie nei sacrari slavi o di quei reietti della società che per ragioni fisiche o psichiche erano messi al margine e che gli skomorohi sfruttavano ora per le loro abilità ora per le loro mostruosità. A parte ciò, dobbiamo però aggiungere che gli skomorohi nella mentalità del tempo, per il solo fatto di non coltivare la terra e di non appartenere alla classe dominante, erano considerati i “poveri” e dunque la comunità doveva occuparsi di mantenerli.
Tuttavia da come sono rappresentati nelle illustrazioni (rarissime) sulle icone o nelle vignette dei codici miniati russi (Radziwill!) o come sono descritti somaticamente nelle byline gli skomorohi sembrerebbero non essere di origine russa.
A nostro avviso, se confrontiamo proprio l’addomesticazione dell’orso così popolare e antica nell’India del Nord (nel caso specifico tuttavia la specie è Meleursus ursinus, parente locale di Ursus arctos dell’Europa e lo spettacolo si ripete pari pari nei dintorni di Fatehpur Sikri!), nell’ambito dell’Induismo è possibile collegare le manifestazioni sacre slave con una grande migrazione di nomadi provenienti da sud e diretti verso la Pianura Russa che ebbe luogo intorno al XII sec.! Dalla zona del Rajasthan attuale, per ragioni ignote, delle genti di stirpe e lingua indoeuropea mossero verso nord divise in due grandi correnti: una verso il Nord Africa che raggiunse poi la Spagna (i gitanos dell’Andalusia) e un’altra verso il Caucaso (Iran) che raggiunse la steppa ucraina e l’Impero Romano d’Oriente (Rom e Sindi). Conosciuti col nome generico di Zingari o Zigani (russo moderno zigane), erano probabilmente coloro che introdussero l’arte circense su strada e quella di domare animali o di mostrare in giro persone deformi per far spettacolo. Non abbiamo prove sicure, ma è molto probabile gli skomorohi fossero proprio degli zingari… Attenzione però! E’ lo spettacolo e il modo di gestirlo che può essere attribuito agli zingari e non la Venerazione dell’Orso che è invece antichissima nel mondo nordico. Quel che è notevole per un ricercatore di riti non cristiani è che quello dell’Orso.
Che cosa si dava da mangiare agli orsi? Naturalmente le stesse cose che apparivano nel menu dello smierd, visto che l’orso stesso era abituato a mangiare più o meno i soliti cibi umani, e tuttavia, conoscendo la predilezione dell’animale per i dolci vari che la guida gli propinava quando era in esercizio, le donne del villaggio offrivano a “compare” orso dei pirozhkì speciali fatti giusto col… miele!

:. INDICE “RADICI COMUNI DEGLI STATI COINVOLTI DALL’INCIDENTE DI CHERNOBYL: MEDIOEVO RUSSO”