Autore Topic: NEWS OTTOBRE 2017 - IL PRESENTE DEGLI ALTRI CHE SARA’ IL FUTURO DA NOI  (Letto 238 volte)

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NEWS OTTOBRE 2017
TOPIC DEL MESE

IL PRESENTE DEGLI ALTRI CHE SARA’ IL FUTURO DA NOI



Sia da un punto di vista scientifico che culturale, “l’effetto farfalla” (Si dice che il minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo) ha un’importanza fondamentale. Proiettato su scala temporale, indica che  gli effetti (o conseguenze) di situazioni che distrattamente viviamo nel presente,  o che ci circondano nella nostra più totale indifferenza, sono proiettati - volenti o nolenti - nel nostro futuro e rappresentano il lascito etico per chi verrà dopo di noi.
E’ una convinzione che, comprensibile o meno, è sempre alla base delle scelte di Mondo in cammino che ha individuato e scelto gli ambiti del proprio agire sulla base degli effetti che potrà avere il presente battito d’ali e che, nelle fasi più estreme, potrà avere anche risultati irreversibili per il nostro pianeta.
Questi ambiti sono
- il tema ambientale
- il tema del nucleare (al primo strettamente connesso)
- il tema del patrimonio genetico (connesso ai due precedenti)
- il tema dei conflitti
- il tema dei diritti umani (a tutti gli altri ambiti precedenti connesso)
Ad ognuno di questi temi fa riferimento il proprio opposto e tantissime correlazioni: dalle più evidenti (pensiamo a pace/guerra) a quelle più indirette o celate o dissimulate (pensiamo ai migranti e al patrimonio genetico che unisce tutti gli umani, indipendentemente dalle latitudini). Ci sono poi altri temi, non indicati, che di volta in volta possono correlarsi o essere scelti singolarmente per azioni precise, ma che riconducono ai temi che MIC considera  fondamentali o a cui i sottotemi devono fare riferimento per non perdere la propria visione d’insieme e inclusiva. E c’è una continuità sottesa a tutti questi temi e che, a saperla ben vedere e interpretare, è l’essenza che c’è in ognuno di noi: il rimanere umani, sia nel senso di sentimenti che di sopravvivenza.

In questa ottica vanno letti i progetti di MIC, superando il dualismo nazionale/internazionale, locale/mondiale, distante/vicino, mio/altrui, bensì unendo la singolarità di ogni tema con l’interdipendenza a cui esso richiama, in un circolo virtuoso che tutto alimenta e tutto tiene assieme e che conferma che il presente che vediamo negli altri è già parte di un nostro futuro che non sappiamo,  o non ancora (o non vogliamo), vedere, ma che ci condizionerà.

Così vanno letti e intesi i progetti che MIC ostinatamente  pone o ripropone in ogni momento dell’anno e in quest’autunno.
Diverse volte le campagne/proposte di MIC richiedono un necessario contributo per il loro sostegno: il problema non sta, però, nel non proporle o di correre il rischio di sovrapporle, perché se necessitano non si possono eludere.  La capacità è quella di individuare le soluzioni: queste , per l’associazione, coincidono con le modalità di conduzione della campagna in corso, mentre per ogni soggetto dipendono dalla propria sensibilità e capacità  di scelta nei confronti dei progetti (singoli o associati) proposti, tenendo – però - ben presente (ed è la fondamentale chiave di lettura) che in ognuno di essi c’è un altrui presente che, sulla base delle risposte che vi sapremo dare o della consapevolezza che acquisiremo nei suoi confronti, diventerà inevitabilmente il nostro futuro o quelle delle prossime generazioni.

PROGETTI
VLADIK UNO E TUTTI”. Vladik è un bambino di 2,5 anni che vive a Ivankov (Ucraina). E’ affetto da neuroblastoma, conseguenza diretta dell’effetto del fallout di Chernobyl. Ha il destino segnato, ma qualcosa si può fare per permettergli un futuro dignitoso, anche grazie alla possibilità di cure specialistiche. Prima riusciremo ad assicurargliele, maggiore sarà la capacità e possibilità che avrà – con capacità fisiche, strumenti e metodologie adeguate ed acquisite - per fare fronte alla vita.  Servono,come primo obiettivo, 9.000 euro nel più breve tempo possibile. Prima di scegliere come e quanto aiutare, ovvero di mettere doverosamente in moto  il cuore, si prega di leggere il progetto per capire che “Vladik è uno e tutti” e per comprendere quanto riguarda altri bambini e quanto – anche e senza sconti - noi.
OLTRE RADINKA”. Nella recente missione di settembre in Ucraina, accompagnati dai due giornalisti Angelo De Luca e Alice Martinelli, abbiamo consegnato i soldi per assicurare, almeno fino alla primavera, il diritto al cibo ai bambini delle scuole di Radinka e Volodarka. Ma la realtà è drammatica: più prendiamo consapevolezza del danno arrecato dalla mancanza di un’alimentazione adeguata, più ci accorgiamo del danno genetico, correlato al fallout radioattivo,  che causa decine di morti nei giovani di questi territori. Al proposito si prega di leggere: “Nei bambini di Chernobyl c’è il futuro di noi tutti (nessuno escluso)”. Ma nelle province di Polesie e Ivankov, le più colpite dal fallout di Chernobyl, ci sono ancora 1.600 bambini che non possono accedere al diritto al cibo e che soffrono il digiuno durante la permanenza a scuola. Una di queste realtà, è quella drammatica del villaggio di Rakhovka, dove esiste una scuola di 51 bambini a poche centinaia di metri di distanza dalla sbarra che li divide dall’assoluta zona di esclusione di Chernobyl. Una realtà di povertà ed emarginazione che ha bisogno di aiuto. E’ chiaro che non si potrà provvedere per tutti, ma l’obiettivo è raggiungere più bambini possibile ed assicurare il maggiore numero di giorni di mensa scolastica. Per questo il progetto Radinka deve continuare e continuerà con maggiore convinzione. Bastano 30 centesimi al giorno (60 euro per un anno scolastico) per cambiare le condizioni di vita di un singolo bambino. (vedi anche QUI).
IL DOPOSCUOLA DI DUBOVY LOG”. Questo progetto è la versione del progetto “Oltre Radinka” sul versante bielorusso. Se, sul fronte ucraino, sembra di assistere ad un disinteresse da parte dello stato, su quello bielorusso, invece e paradossalmente,  si assiste ad un interesse speculativo dello Stato volto ad assicurare i residenti del cessato pericolo radioattivo. Ma Dubovy Log è una delle peggiori realtà abitate in cui permangono livelli di altissima contaminazione (fra i 10 e i 15 Ci/Km2) a 31 anni di distanza dal fallout di Chernobyl e nella quale gli abitanti, fra cui i bambini, vivono in un isolamento fisico che non offre alternative al ritmo monotono delle ore che scandiscono le loro giornate e aggrava, oltre che il loro stato di immunodepressione, la possibilità di coltivare relazioni umane e sociali. Il progetto è riuscito a partire grazie alla sua “adozione” da parte dell’associazione AABB (Associazione Accoglienza Bambini Bielorussi) di Montagnana (PD) . Resta ancora scoperti il finanziamento di alcuni mesi per assicurare la continuità del doposcuola (circa 3.000 euro).

VLADIK UNO E TUTTI”, “OLTRE RADINKA”, “IL DOPOSCUOLA DI DUBOVYL LOG” sono la faccia della stessa medaglia, ovvero la dimostrazione del danno causato dalla follia nucleare soprattutto sui bambini. Ma ognuno di questi 3 progetti rappresenta - su scala minore - il possibile scenario (in particolare modo per quanto riguarda le conseguenze sul patrimonio genetico) di un futuro che potrà essere presente anche da noi fra qualche generazione se non saremo in grado di prendere provvedimenti e, in base a quanto ora ci viene rappresentato da queste realtà di sofferenza, sviluppare una cultura, - unitamente a metodologie e azioni - per una efficace prevenzione. E’ per questo che, da un punto di vista pratico, può essere devoluto anche un contributo complessivo per tutti i progetti con la causale generica: “Per i bambini di Chernobyl”.

LA PACE SVETTA”. Dopo l’accoglienza a luglio di tre giovani, più l’accompagnatore, provenienti dalle regioni conflittuali della Cecenia, Inguscezia e Ossezia del Nord, sta per entrare nel vivo il progetto rivolto alla riconciliazione interetnica ed interreligiosa e che, nella prossima estate, vedrà la realizzazione di un campus, sul monte Elbrus, con giovani di diverse realtà nord caucasiche. In un’Europa in cui aumentano tensioni autonomiste o legate ai flussi migratori e in cui crescono le fasce di emarginazione sociale e la  povertà, il progetto pone all’attenzione le possibilità per prove di dialogo locale  e propone modalità esperienziali per evitare peggiori ricadute nel resto dell’Europa  perché – sì, non dimentichiamolo! – il Caucaso del Nord è parte dell’Europa. Anche questo, pertanto. è un progetto che ci riguarda. Il sostegno per il progetto ammonta  a circa 10.000 euro per il primo anno. La causale è “Elbrus” o “Campo interetnico”.

CAMPAGNA
COMUNITA’ EUROPEA E SEPOLCRI IMBIANCATI”. Al link viene evidenziato come si è sviluppata, dopo l’interesse di alcuni eurodeputati, la denuncia di  MIC sulla nuova Chernobyl che minaccia l’Europa e sul cibo contaminato che in essa circola.

APPUNTI SPARSI
TERREMOTO IN CENTRO ITALIA”. Con il mese di settembre si è conclusa la campagna “Non lasciamoli soli” a favore delle popolazioni colpite dal terremoto dell’agosto e dell’ottobre scorso nel Centro Italia. I due progetti scelti da MIC sono stati realizzati: il 6 settembre è stata inaugurata la “Cucina mobile” a Pievebovigliana” e il 30 settembre, a Cupi, vi è stata l’inaugurazione della nuova sede del caseificio per il quale  MIC ha contribuito con l’acquisto del pastorizzatore. Il progetto “Non lasciamoli soli” ha raccolto oltre 100.000 euro.

PROPOSTA PER SCUOLE E ASSOCIAZIONI”. E’ disponibile, gratuita e dotata di facili pannelli di montaggio (senza dovere, quindi, usufruire di altre superfici di appoggio o sostegno) la mostra fotografica “OLTRE L’ETERNITA. Chernobyl fra immagini e riflessioni” di Massimo Matta. Le modalità, che trovate riportate al link,  sono indicative e  trattabili contattando info@mondoincammino.org o il 366 2089847

ALTRE ATTIVITA’ DI MONDO IN CAMMINO”. Consultabili sui siti associativi: www.mondoincammino.org; www.progettohums.it; www.progettokavkas.it

Grazie per l’attenzione.
La segreteria di Mondo in cammino.
« Ultima modifica: 19 Ott 17, 09:08:33 am da Administrator »