Autore Topic: 02/09/17: COMUNITA' EUROPEA E SEPOLCRI IMBIANCATI. Comunicato stampa di MIC  (Letto 439 volte)

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02.09.17 Il comunicato stampa di MIC in seguito alla risposta della Commissione Europea sulla centrale di Ivankov.

Comunità Europea e sepolcri imbiancati.
Sulla centrale a biomasse di Ivankov (Ucraina).

Comunicato Stampa di Mondo in Cammino
(in calce la prima interrogazione parlamentare, la successiva risposta della Commissione Europea e, in seguito a questa, la seconda e prioritaria interrogazione parlamentare del primo settembre 2017)

Dopo l’articolato Dossier di Mondo in Cammino sulle emissioni e sullo stato di radiocontaminazione causato dalla centrale a biomasse di Ivankov, in Ucraina (CLICCA QUI), che  - oltre ad un nuovo fallout radioattivo aggiuntivo a quello di Chernobyl – contamina, attraverso la dispersione e distribuzione della propria cenere radioattiva, terreni agricoli dedicati alla produzione di cibi per l’alimentazione umana e animale esportati anche nel resto della Comunità Europea, in data 07/05/17  i deputati Dario Tamburrano (EFDD), Ignazio Corrao (EFDD), Marisa Matias (GUE/NGL) e Xabier Benito Ziluaga (GUE/NGL) hanno presentato una interrogazione alla Commissione Europea in cui veniva chiesto espressamente come era stato possibile finanziare una siffatta centrale da parte della Banca Europea, quali misure la Commissione intendesse assumere sia per prevenire l’importazione nella UE di alimenti radioattivi dall’Ucraina e sia per eliminare, più in generale, i rischi provenienti da quel paese.
La risposta, come al solito, si è fatta attendere ed è giunta solo in data 18/08/17 da parte di Neven Mimica a nome della Commissione, manifestando toni e dati ipocriti direttamente proporzionali al ritardo della presa in considerazione dei quesiti posti (seppure, secondo la routine parlamentare europea, la risposta sia stata licenziata nei tempi previsti dalla prassi; per noi, invece, comuni ed “emotivi” mortali, la questione avrebbe dovuto essere presa in seria e subitanea considerazione, senza percorrere i tempi della burocrazia in quanto formalità non sempre fa rima – se non grammaticalmente - con dovuta tempestività e verità).
Ecco come, sin dall’inizio, i sepolcri imbiancati risplendono nella risposta:
Il progetto menzionato dagli onorevoli deputati è stato finanziato mediante un prestito della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo nell'ambito dello Strumento di finanziamento per l'energia sostenibile in favore dell'Ucraina (USELF). Poiché per questo progetto non sono stati stanziati fondi direttamente dalla Commissione, essa non è nella posizione di rispondere alle domande 1 e 3, e consiglia di rivolgerle direttamente alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo attraverso il suo meccanismo di gestione dei reclami sui progetti”.

Nemmeno il più ingenuo degli esseri umani potrebbe credere all’assenza di relazioni fra la Commissione Europea e la Banca Europea e, qualora risultasse anche formalmente vero quanto sostenuto nella risposta, cosa avrebbe potuto impedire alla Commissione l’acquisizione di tutti gli elementi per una risposta adeguata e coerente all’importanza e cogenza dei quesiti posti per tutta la Comunità Europea? Ma, nonostante questa “non risposta”, la formalità costringe, suo malgrado, il relatore a contraddirsi: viene, infatti,  rimarcato un aspetto importante, ovvero che per il progetto della centrale a biomasse si è trattato di uno “Strumento di finanziamento per l'energia sostenibile in favore dell'Ucraina”. Viene, di fatto, ammessa la “conoscenza” del problema da parte della Commissione, ma soprattutto viene esternato il colpevole disinteresse: come è possibile, infatti, che nessun dubbio sia venuto all’estensore della risposta, o meglio ai burocrati suggeritori, nel sostenere candidamente che il progetto della Banca Europea sia stato uno “Strumento di finanziamento per l'energia sostenibile” dopo i dubbi posti dall’interrogazione dei parlamentari? Il buon senso avrebbe auspicato che un buon politico (soprattutto un amministratore dei destini e della salute dei cittadini europei) avesse almeno voluto vederci chiaro, partendo unicamente dal fatto che l’ubicazione della centrale a biomasse è stata progettata ai confini della zona di esclusione di Chernobyl , di fatto assoggettandola all’impiego di legna dalle circostanti foreste contaminate. Bisogna poi stendere un velo pietoso laddove si ha il coraggio di  nominare “energia sostenibile”, quando sia la logica che tutti gli accertamenti e le perizie tecniche hanno sostenuto l’incompatibilità della costruzione della centrale a biomasse a Ivankov.

Il documento continua con lo stesso tenore:
Nel 2008 il Consiglio dell'Unione europea ha adottato il regolamento (CE) n. 733/2008  relativo alle condizioni d'importazione di prodotti agricoli originari dei paesi terzi a seguito dell'incidente verificatosi nella centrale nucleare di Cernobil. Secondo tale regolamento, i livelli massimi di cesio radioattivo ammissibili nei prodotti agricoli importati da paesi terzi, tra cui l'Ucraina, devono essere controllati dallo Stato membro importatore prima dell'immissione in libera pratica sul territorio dell'Unione europea”.

Sono affermazioni che lasciano di sasso, come se il problema del fallout di Chernobyl fosse solo ucraino, e non anche dell’Europa tutta, se non dell’intera umanità. Tradotto in termini non politichesi, l’affermazione sostiene in forma indiretta, ma sostanziale, che non è lecito intervenire, o meglio, toccare gli interessi di un paese terzo, anche se questi stessi interessi sono di tutta la collettività mondiale. Niente di più farisaico quando si sa che l’inviolabilità è estremamente opzionale se rapportata agli interessi delle parti in gioco. Se – giustamente - i diritti valgono in quanto tali  e per proteggerli vengono assunti meccanismi di vario tipo, come quelli sanzionatori per esempio, significa che lo sforzo ideale sotteso dovrebbe tendere a certificarne la inviolabilità. Allo stesso modo, dovrebbe, pertanto, essere considerato inviolabile il diritto alla salute di tutti i cittadini della Comunità Europea messo in pericolo dalla circolazione di cibi contaminati dal fallout di Chernobyl potenziato da quello dalla centrale di Ivankov o dall’assunzione di cibo derivante da terreni agricoli fertilizzati con la cenere radioattiva prodotta dalla centrale stessa. Di conseguenza perché non assumere i dovuti provvedimenti? Lo richiede la logica e la coerenza che dovrebbero essere propri della Commissione Europea che con rigore dovrebbe assumere o fare assumere misure efficaci affinché vengano messi in atto controlli all’origine o vengano adottati e standardizzati, in ogni paese membro della Comunità, idonei e severi controlli a campionatura per ogni ingresso di prodotti agricoli e alimentari dall’Ucraina. Affermare genericamente che i controlli debbano essere assunti dallo Stato membro importatore, significa - in sostanza - ammettere indirettamente la sussistenza dell’importazione di potenziale cibo contaminato perché si sa che le attuali maglie di controllo sono molto larghe e per lo più tendenti a fare prevalere altri interessi, ovvero quelli mercantili a scapito di quelli riguardanti la salute.  Cosa si dovrebbe affermare, altrimenti, in merito alle enormi importazioni di grano dalle regioni ucraine contaminate dal fallout di Chernobyl? Affermazione troppo generica? Provate, allora, a fare una sovrapposizione fra zone di importazione e mappa del fallout di Chernobyl: più semplice di così!

Alla fin fine, solo una cosa è chiara: la Commissione Europea vuole mettere una pietra tombale sui fatti connessi alla centrale a biomasse di Ivankov. D’altronde il problema negli anni si è incancrenito ed è diventato sempre più complesso: ammesso (ma non concesso) che gli iniziali intenti della Banca Europea si fondassero sulla buona fede, ora essi stessi si sono intrecciati a quelli dei nuovi oligarchi che gestiscono la centrale a biomasse e per i quali l’obiettivo principale è la reddittività della centrale: essa è redditizia per il solo fatto di funzionare, indipendentemente da come possa funzionare, ovvero da che tipo di legname possa utilizzare e di come smaltisca la propria cenere radioattiva. Per questi nuovi padroni del vapore, è imperativo che non cambino le attuali leggi ucraine, quelle che loro stessi indirizzano e che non hanno mai previsto, non prevedono e non tendono a prevedere i livelli massimi ammissibili di contaminazione per gli incenerimenti industriali di enormi quantità di legname. Questi signori potranno continuare ad affermare: “Nessuno ci può accusare di contaminare perché nel merito noi rispettiamo in tutto e per tutto le leggi: siamo per la legalità!”.
Ma si tratta di una falsa legalità perché rispettano leggi che non esistono e, come insegna questa triste vicenda della centrale a biomasse di Ivankov, ci indica – e nel contempo accusa - di come e quanto siano farisaici  gli atteggiamenti tenuti sia della Commissione che della Banca Europea tesi a far loro voltare la testa dall’altra parte.

Cosa che noi non faremo!

Massimo Bonfatti
Presidente di Mondo in cammino
www.mondoincammino.org



L'interrogazione dei parlamentari europei in italiano e inglese
in italiano
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-003384/2017/riv.1
alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Dario Tamburrano (EFDD), Ignazio Corrao (EFDD), Marisa Matias (GUE/NGL) e Xabier Benito Ziluaga (GUE/NGL)

Oggetto:   Centrale termoelettrica a biomassa e radioattività in Ucraina

Nel 2013 la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) ha concesso un prestito di 15,6 milioni di EUR per finanziare lo sviluppo, la costruzione e il funzionamento di una centrale termoelettrica a biomassa a Ivankiv, in Ucraina . Secondo le informazioni e i documenti raccolti dalla ONG italiana "Mondo in Cammino", la centrale brucia ogni giorno fino a 641,76 tonnellate di legno contaminato dalla ricaduta radioattiva di Cernobil. Parte del legno proviene dalla zona di esclusione di Cernobil. Ogni 100 kg di legno bruciato producono 1 kg di ceneri, con un tenore medio di radioattività pari a 3 000 Bq/kg. Le ceneri sono poi distribuite ad imprese locali come fertilizzanti. L'impianto non ha superato le analisi degli esperti in materia di sicurezza radioattiva e sembra non disporre di filtri per contrastare le emissioni nell'atmosfera.
La radioattività non si ferma alle frontiere e la radioattività nel suolo (o nei fertilizzanti) viene assorbita dalla vegetazione e contamina gli alimenti.
In tale contesto si chiede alla Commissione quanto segue:
1.   Come è possibile che la BERS consenta il finanziamento di un progetto così nocivo per l'ambiente?
2.   Quali misure sono in atto per prevenire l'importazione nell'UE di alimenti radioattivi? Se non sono in atto misure di questo tipo, quando lo saranno?
3.   Che tipo di misure intende la Commissione suggerire alle autorità ucraine, al fine di eliminare qualsiasi rischio che la centrale di Ivankiv rappresenta per la salute della popolazione locale?

in inglese
EUROPEAN PARLIAMENT

FORM FOR TABLING A QUESTION FOR
WRITTEN ANSWER (Rule 130)

AUTHOR(S):
Dario TAMBURRANO, Marisa MATIAS, Xabier BENITO ZILUAGA, Ignazio CORRAO

SUBJECT:
(please specify)
   
Thermoelectric biomass power plant and radioactivity in Ukraine

TEXT:
 
In 2013, the EBRD granted a loan of € 15.6 million to a thermoelectric biomass power plant in Ivankiv, Ukraine (http://www.ebrd.com/news/2013/ebrd-channels-155-million-to-support-major-biomass-project-in-ukraine.html). According to the information and documents gathered by charity “Mondo in Cammino” this power plant:
-   everyday burns up to 641,76 tons of timber contaminated by Chernobyl fallout. The timber is partly coming from the “exclusion area”. Every quintal of timber produces 1 kg of ashes with an average radioactivity content of 3.000 Bq/kg. The ashes are then distributed to local farms as crop fertilizer;
-   did not pass the radioactive security expertise;
-   seems it does not have the filters for atmospheric emissions operational.

Radioactivity does not stop at borders and radioactivity in the soil (or in the fertilizer) is absorbed by vegetation and contaminates food.

We ask the Commission:
- if the statute of EBRD allows EBRD to fund such environmental harmful project;
- what measures are in place or when they will be in place to prevent the import in EU of radioactive food?
- what kind of measures is the Commission going to suggest to Ukraine authorities to eliminate any danger from Ivankiv plant to the health of local population?     

 Signature(s):   Date:  2017, May 9th


La risposta della Commissione Europea
IT E-003384/2017 Risposta di Neven Mimica a nome della Commissione (18.8.2017)   
1 e 3. Il progetto menzionato dagli onorevoli deputati è stato finanziato mediante un prestito della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo nell'ambito dello Strumento di finanziamento per l'energia sostenibile in favore dell'Ucraina (USELF). Poiché per questo progetto non sono stati stanziati fondi direttamente dalla Commissione, essa non è nella posizione di rispondere alle domande 1 e 3, e consiglia di rivolgerle direttamente alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo attraverso il suo meccanismo di gestione dei reclami sui progetti .

2. Nel 2008 il Consiglio dell'Unione europea ha adottato il regolamento (CE) n. 733/2008  relativo alle condizioni d'importazione di prodotti agricoli originari dei paesi terzi a seguito dell'incidente verificatosi nella centrale nucleare di Cernobil. Secondo tale regolamento, i livelli massimi di cesio radioattivo ammissibili nei prodotti agricoli importati da paesi terzi, tra cui l'Ucraina, devono essere controllati dallo Stato membro importatore prima dell'immissione in libera pratica sul territorio dell'Unione europea.

---------------------------------
1    http://www.ebrd.com/work-with-us/project-finance/project-complaint-mechanism.html
  2   Regolamento (CE) n. 733/2008 del Consiglio, del 15 luglio 2008, relativo alle condizioni d'importazione di prodotti agricoli originari dei paesi terzi a seguito dell'incidente verificatosi nella centrale nucleare di Cernobil (GU L 201, 30.7.2008, pag.1), nella versione modificata dal regolamento (CE) n. 1048/2009 del Consiglio, del 23 ottobre 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 733/2008 relativo alle condizioni d'importazione di prodotti agricoli dai paesi terzi a seguito dell'incidente verificatosi nella centrale nucleare di Cernobil (GU L 290 del 6.11.2009, pag. 4).


La successiva e prioritaria interrogazione parlamentare del primo settembre 2017 conseguente alla risposta della Commissione Europea

Interrogazione con richiesta di risposta scritta (Priorità)
alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Dario Tamburrano (EFDD), Eleonora Evi (EFDD), Daniela Aiuto (EFDD), Tiziana Beghin (EFDD), Laura Agea (EFDD), Fabio Massimo Castaldo (EFDD)
Oggetto:   Importazioni di cibo dall'Ucraina
In merito alla risposta E-003384/17.
L’UE é rappresentata nell’EBRD, fra l’altro, da un direttore esecutivo che si consulta con la Commissione sui progetti sottoposti all’approvazione dell’EBRD stessa e che vota tenendo conto anche dei suggerimenti ricevuti dalla Commissione (https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/growth-and-investment/coordination-european-financial-institutions/coordination-european-bank-reconstruction-and-development_en). Si domanda alla Commissione
- quali suggerimenti ha fornito al direttore esecutivo EBRD a proposito del voto sul finanziamento della centrale a biomassa di Ivankiv, con motivazioni
I controlli degli alimenti importati dall’Ucraina sono in vigore solo fino al 2020 e limitati a cesio 134 e 137 in prodotti animali, miele, funghi, bacche. Recenti analisi indipendenti hanno individuato la perdurante contaminazione non solo di questi ma anche di altri alimenti in vaste zone dell’Ucraina, compresa una concentrazione di stronzio 90 superiore ai limiti per il consumo umano nel 42% dei campioni di granaglie del distretto di Ivankiv (http://www.greenpeace.org/international/Global/international/publications/nuclear/2016/Nuclear_Scars.pdf). Si domanda alla Commissione
- se ritiene che controlli così limitati siano sufficienti per proteggere la salute dei cittadini europei, con motivazioni
- se intende presentare proposte legislative per il periodo successivo al 2020, con motivazioni
« Ultima modifica: 04 Set 17, 19:17:32 pm da massimo »