Autore Topic: 10/07/17 MIRTILLI, FUNGHI… E UN APPELLO!  (Letto 873 volte)

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10/07/17 MIRTILLI, FUNGHI… E UN APPELLO!
« il: 10 Lug 17, 20:03:29 pm »
MIRTILLI, FUNGHI…E UN APPELLO!



Nel nostro recente (03-07 luglio 2017) viaggio nelle terre contaminate di Chernobyl, ci siamo fermati a comprare mirtilli e funghi ai bordi delle strade per sottoporli a misurazione radiologica nei laboratori dell’ospedale di Ivankov. Una scelta casuale, che ha rivelato, però, un contenuto di Cesio 137 in tutti i prodotti comprati (mirtilli, porcini e canterelli). Ripeto, una scelta casuale: i livelli, infatti, potevano essere inferiori o, addirittura, superiori. I radionuclidi, infatti, sono diffusi vigliaccamente a macchia di leopardo nei terreni: una volta ingannano, un’altra avvelenano. Avremmo, sicuramente, dovuto raccogliere campioni da diversi venditori  in diverse località e seguendo una certa metodologia, ma sarebbe stato impossibile sia per le possibilità economiche che per il tempo a disposizione. Ma il riscontro di Cesio 137 in un acquisto casuale è, peraltro, indicativo, soprattutto del fatto di quanto siano esposte alla contaminazione le tante persone che normalmente acquistano questi prodotti.

Fra i tre tipi di campioni raccolti, sono stati soprattutto i funghi porcini a rivelare un aumento di Cesio 137 superiore ai 500 Bq/Kg. Questi funghi vengono venduti liberamente, senza nessun controllo sanitario e, soprattutto adesso, che è stagione di mirtilli, i venditori abbondano a centinaia lungo le strade. Il pericolo deriva dal fatto che gli acquirenti, in un secondo momento, essiccano i funghi per la stagione invernale, favorendo una concentrazione del cesio 137 che può quintuplicare o decuplicare i valori raggiungendo – come nel caso specifico - i 3.000 e i 5.000 Bq/Kg.

Un’enormità, soprattutto in considerazione degli effetti che ricadono sulla seconda generazione dei bambini di Chernobyl. Per essi, già afflitti dal danno nucleare per via genetica, sono sufficienti basse dosi di contaminazione per incidere sulla loro quotidiana immunosoppressione. Ma, oltre alla compromissione genetica, oltre il 60% dei bambini soffre di alti valori di omocisteina, a causa dell’alterazione genetica del ciclo dei folati, e il 90% soffre di compromissioni dirette o indirette del fallout di Chernobyl.

Da anni sostengo che vadano rivisti i limiti di dose ammissibili e, si guardi bene!, non limiti di norma perché la norma non dovrebbe esistere, soprattutto con isotopi come il cesio 137 che di naturale non ha niente, ma che è frutto dell’attività umana. La norma è zero! E il professore Bandazhevsky è d’accordo con me.
Per di più, nella dieta dei bambini delle due province di Ivankov e Polesie (così come nelle province contaminate della Bielorussia e Russia) non ci sono solo mirtilli, frutti di bosco e funghi, ma latte, miele, animali da cortile, cacciagione, pesci essiccati e così via. E, qualora non bastasse, c’è la contaminazione del terreno e dell’ambiente circostante causate dalle piccole Chernoyl domestiche: le stufe, che vengono sempre di più usate per l’impossibilità di molte famiglie di pagare il gas il cui prezzo  è salito a prezzi per loro proibitivi. E dalla stufa viene presa e sparsa cenere radioattiva sui terreni e da essa si innalzano fumi per altri reiterati fallout.

Così, ai livelli di danno causati da ogni singolo radionuclide, si aggiunge quello dell’accumulo complessivo di tutti quelli presenti nei vari alimenti. Senza parlare, in caso di incendi, anche del Plutonio che – se inalato - ha un effetto devastante per ogni cellula colpita. Ma non basta! Come bombe ad orologeria, ogni anno d’estate, si ripetono devastanti incendi nella zona di esclusione, come l’ultimo propagatosi il 29 giugno scorso e spento il 2 luglio. Con gli incendi, nuovi fallout radioattivi si alzano e ricadono pesantemente nelle zone circostanti e sospinti dai venti raggiungono anche noi portandosi dietro un carico che varia dal 2 all’8% del Cesio liberato durante l’incidente nucleare.



Ad ogni incendio aumentano i radionuclidi che si sollevano in aria e che si depositano sui terreni andando ad aggiungersi a quelli presenti ed aumentando notevolmente la contaminazione dei prodotti alimentari. E’ uno dei motivi per cui, a 31 anni di distanza dall’incidente, oltre il 30% dei bambini delle 2 province ha livelli alti di contaminazione interna.

I dati dell’ultimo follow up sanitario del professore Bandazhevsky su questi bambini di Chernobyl è preoccupante. Intervenire è, pertanto, obbligatorio se non si vuole andar incontro ad uno strisciante genocidio. Si potrebbero riempire queste pagine di dati, diagrammi e cifre, ma agli increduli e a chi ostinatamente si ostina a minimizzare perché non correttamente informato o pagato per farlo dalla lobby nucleare, consiglio di fermarsi al cimitero di Ivankov, di percorrerne i sentieri e verificare quanto siano tristemente aumentate le croci dei bambini e dei giovani.

Una possibilità di intervenire, immediata, concreta e sostenibile c’è: quella di assicurare ai due bambini delle due province il diritto alla mensa e a quello per il cibo “pulito”.

Bastano solo 30 centesimi al giorno, 60 euro per bambino per anno scolastico. Il primo settembre 2017 inizierà un nuovo anno scolastico: l’obiettivo è assicurare sia il maggior numero possibile di pasti puliti e, nel contempo, sollevare quanti più bambini possibile dal digiuno forzato durante le ore scolastiche. Bisogna farlo: 1900 scolari delle 32 scuole presenti nelle due province di Ivankov e Polesie stanno involontariamente e lentamente procedendo verso un futuro dai risvolti tragici. Dobbiamo fare quanto più possibile, iniziando da subito perché settembre si avvicina e il nostro aiuto, per il rimo settembre, dovrà già essere operativo e fattivo.

SOLO 60 EURO PER ANNO SCOLASTICO PER OGNI BAMBINO:
ADOTTANE ALMENO UNO!!!


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INFO:
www.mondoincammino.org
www.progettohumus.it
info@mondoincammino.org


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