Autore Topic: 22/04/17 Strelichevo (Bielorussia): studenti e radioattività  (Letto 960 volte)

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Strelichevo (Bielorussia): studenti e radioattività
Traduzione per ProgettoHumus: Lorenzo Del Pace da GreenBelarus 

"Portano il fieno per gli animali dalla riserva radiologica!"
Gli scolari da Strelichevo misurano la radiazione nei prodotti alimentari.


Nella scuola secondaria di Strelichevo, nella provincia di Khoiniki, tutti, dai più piccoli ai più grandi, conoscono la radioattività. Per due anni la scuola ha partecipato a un progetto svizzero. Terminato il progetto, sono però rimasti gli strumenti: radiometri e  bilance elettroniche che vengono utilizzate a lezione nel circolo “Edelweis”, dove gli scolari verificano il livello di Cesio137.



I giornalisti di TUT.BY hanno partecipato a un tour organizzato dal Dipartimento per la liquidazione delle conseguenze della catastrofe di Chernobyl, visitando anche la scuola di Strelichevo, il centro abitato più prossimo alla riserva radioecologica. Dopo l’incidente di Chernobyl gli abitanti della zona sono andati via in massa. All’inizio degli anni 90 è stata chiusa la scuola, e gli studenti locali sono stati portati a Khoiniki, a circa 10 km di distanza.

La Zona di Trasferimento Obbligatorioè un territorio con densità di contaminazione da Cesio137 da 15 a 40 Ci/km2, oppure di Stronzio 90 da 2 a 3 Ci/km2, oppure Plutonio238, 239. 240 da 0,05 a 0,1 Ci/km2, nella quale la dose effettiva media annuale ricevuta dalla popolazione può superare (a causa del fondo naturale o tecnogenico di radiazione) i 5 millisievert (mSv) l’anno; comprende inoltre territori con densità di contaminazione inferiore dei summenzionati radionuclidi, nei quali la dose effettiva media annuale ricevuta dalla popolazione può superare i 5 mSv l’anno.

– Più tardi la gente ha cominciato a tornare, ad avere figli. E per necessità si è aperta la scuola. A oggi qui nella scuola ci sono 140 bambini, di tutte le classi, complete dalla prima all’undicesima – ci racconta il direttore della scuola di Strelichevo, Aleksandr Vergejchik.



Gli abitanti del posto a primavera seminano vegetali e, in estate e autunno raccolgono qui attorno lamponi e funghi. Alcuni di loro portano prodotti alimentari alla scuola – e i ragazzi che hanno ricevuto della formazione radiologica sono in grado di misurarne il contenuto di Cesio137.

Nel circolo di sicurezza radiologica studiano 16 persone – dalla 5a all’11a classe. Alla presenza dei giornalisti i ragazzi hanno effettuato il test per il contenuto di Cesio137 di un litro di latte; il risultato misurato è stato tre volte inferiore al livello massimo ammissibile – quindi a norma.

Dal 2014 al 2017 i bambini hanno misurato 214 volte il contenuto di radionuclidi dei generi alimentari. 17 volte hanno osservato valori superiori ai massimi ammissibili. In particolare, questo superamento si è verificato nel caso di funghi freschi e essiccati, e nel caso di bacche  raccolte l’estate. Anche nella carne di un cinghiale selvatico, portato dagli abitanti del posto, si è registrato un superamento dei limiti ammissibili.

Uno dei pedagoghi ricorda il caso  accaduto ancora nel 2007 o 2008. Un abitante del luogo aveva portato latte a misurare; il risultato trovato era un valore altissimo di Cesio137.

– Io avevo detto: portate qui quello che date da mangiare alle bestie. E mi hanno portato farina, frumento, fieno. Abbiamo misurato il fieno, e era oltre la norma. Dove lo avevano preso? Scoprimmo che la gente lo andava a raccogliere nella riserva. In questo modo li abbiamo convinti che non si poteva usare quel fieno. – racconta l’insegnante.

Periodicamente i ragazzi misurano il fondo di radiazione nei boschi e nei bacini; non si superano i valori soglia. Hanno misurato anche gli edifici scolastici.



Il fondo di radiazione più alto è misurato nei laboratori, ma i ragazzi hanno verificato che il suo valore decresce se vengono effettuate pulizie con acqua.

Due volte l’anno arrivano medici – studiano gli studenti con i contatori per l’irraggiamento alle persone. Gli studenti hanno presentato i risultati di queste ricerche ai giornalisti:

Si osserva una tendenza alla diminuzione dei radionuclidi nell’organismo degli studenti nelle nostre scuole negli anni 2014-2017… L’analisi dello scorso anno ha mostrato che nella maggioranza degli studenti la dose incorporata oscilla tra i 50 e i 100 Bequerel (Bq) a kilogrammo (il criterio per l’implementazione di misure sanitarie è una dose di 10-12 Bq per kilogrammo nei bambini – da TUT.BY). Notiamo come gli indicatori di accumulazione interna dell’organismo registrati nel corso della campagna d’autunno sono superiori a quelli registrati in primavera. Supponiamo quindi che ci sia un collegamente con la raccolta di bacche e funghi.

I ragazzi devono obbligatoriamente soggiornare presso un sanatorio ogni anno – racconta il direttore della scuola. Recentemente 50 studenti sono ritornati dal sanatorio a Sochi.  Altri vanno per curarsi l’estate in Italia e in altri paesi. Questo è molto importante per i bambini che vivono qui.

Nella scuola raccontano: a Strelichevo sono abituati alla vicinanza alla radiazione. In verità però, gli incendi nella riserva radioecologica  di Polesse di due anni fa hanno spinto le persone a preoccuparsi un po’.

C’erano fumo e smog. Su internet scrivevano che il livello di radiazione aumentava. Molte persone impedirono ai bambini di andare in strada – racconta Sof’ya Shramko. – Io ho preso uno strumento e mi sono messa a misurare l’asfalto, il suolo, e il livello registrato era di 0,08 microSievert/ora (per legge il fondo di radiazione non deve superare gli 0,20 microSievert/ora – da TUT.BY). Dopo una settimana tutto è ritornato a norma, anche se le persone si sono molto agitate.

Anche se Strelichevo si trova in una regione particolarmente sfortunata dal punto di vista radioattivo, qui ritornano costantemente persone. Nella scuola lavorano alcuni ex studenti che sono appena tornati dall’università. Arrivano anche persone che non vivevano originariamente qui. Ad esempio Sof’ya Shramko è venuta qui dal Kazakhstan nel 2002. Essa è bielorussa, negli anni 50 la sua famiglia aveva lasciato Orsha per andare a sfruttare terre vergini. Dopo il Kazakhstan aveva deciso di non tornare a vivere a Orsha, ma a Strelichevo per seguire gli studenti

E di cosa dobbiamo avere paura? Vicino dove vivevo in Kazakhstan c’erano miniere di uranio a cielo aperto… – scherza tristemente Sof’ya.


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