Autore Topic: 28/11/16 FUNGHI CONTAMINATI AL CESIO 137 IN RHÔNE-ALPES  (Letto 2158 volte)

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FUNGHI CONTAMINATI AL CESIO 137 IN RHÔNE-ALPES
28.11.16 Fonte: http://www.francetvinfo.fr/ Traduzione: ProgettoHumus

Due istituti hanno dimostrato che la maggior parte dei funghi raccolti in Rhône–Alpes, contenevano dosi di Cesio 137, un elemento radioattivo. E’ una delle conseguenze dei test nucleari degli anni 1950 e 1960 e dell’incidente di Chernobyl.



Uno studio dalla Commissione di Ricerca e Informazioni Indipendenti sulla Radioattività (CRIIRAD), ha messo in evidenza dosi radioattive, tra cui il Cesio 137, nei funghi raccolti in Rhône–Alpes, riferisce France Bleu Drôme-Ardèche lunedì 14 novembre.
Nell’autunno del 2015, membri di CRIIRAD e della Federazione Rhône–Alpes per la Natura e l’Ambiente (FRAPNA) hanno raccolto quasi quaranta campioni di funghi nei seguenti Dipartimenti: Drôme, Ardèche, Isère, Haute-Savoie, Ain e Loire.
Su 38 campioni, 36 contenevano Cesio 137. Tre avevano valori superiori a 1.000 Becquerel per chilogrammo secco (Bq/kg), limite autorizzato per la vendita di alimenti a livello internazionale. Il boleto badio era a 3.000 Bq/kg,  i canterelli tubiformi della Loire a 2 700 Bq/kg secco  e le morette della  Drôme a 2 200 Bq/kg.

Cesio 137 di Chernobyl.

Le norme introdotte dopo Chernobyl vietano la commercializzazione di alimenti provenienti nel mercato europeo da paesi terzi con più di 600 becquerel per chilo. Per alcuni alimenti la norma è addirittura più bassa.
Il Cesio 137 proviene dalle ricadute radioattive dell’incidente della centrale di Chernobyl dell’aprile 1986 e dai test nucleari atmosferici effettuati negli anni 1950 e 1960. E’ quanto affermato su France Bleu Drôme Ardèche da Julien Syren, ingegnere incaricato per lo studio presso il laboratorio della CRIIRAD.. Ha aggiunto: “Se i funghi fossero stati importati dal Giappone, avrebbero superato le norme d’importazione”.
Nonostante ciò il rischio di sviluppare un cancro consumando occasionalmente dei funghi è minimo. Tuttavia, anche senza il Cesio 137, i funghi possono essere pericolosi. Ogni anno, tre o quattro persone muoiono dopo aver consumato funghi mortali.

Note al testo
di Massimo Bonfatti, presidente di Mondo in cammino.
L’articolo presenta tre importanti spunti di riflessione:
1.   Il Cesio 137, non essendo un radionuclide naturale ma frutto dell’attività umana, dimostra in maniera incontestabile la lunga durata nel tempo della contaminazione radioattiva. E si parla di un radionuclide che ha un’emivita di 30 anni e per cui servono 300 anni per la scomparsa dopo il suo fallout (pensiamo, per esempio, ai ricorrenti e censurati fallout provenienti dalle centrali presenti nei vari continenti). Vengono i brividi pensando ad alcuni radionuclidi con emivita di migliaia di anni!
2.   Afferma Julien Seiren: “Se i funghi fossero stati importati dal Giappone, avrebbero superato le norme d’importazione”. Così come è stato per i cinghiali “radioattivi”, questa vicenda dei funghi dimostra che in seno alla Comunità Europea possono circolare prodotti “interni” con valori oltre norma e che solo occasionalmente vengono “scoperti”
3.   Viene affermato nell’articolo: “Nonostante ciò il rischio di sviluppare un cancro consumando occasionalmente dei funghi è minimo”. L’attenzione a cui la Comunità scientifica dovrebbe porre l’attenzione non è verso la concentrazione “minima” di radioattività presente in ogni singolo alimento, ma verso il cumulo radioattivo che attraverso l’assunzione giornaliera – occasionale o no – può entrare nell’organismo proprio attraverso i singoli alimenti. In secondo luogo, come la ricerca ha già dimostrato, non va sottovalutato l’effetto nel tempo delle basse dosi di radiazione e il loro potenziale pericolo, nel tempo, per l’organismo umano.



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