E’ MORTO IL PROFESSORE VASILY NESTERENKOMondo in Cammino e il Progetto Humus annunciano, con grande commozione, la morte del prof.
Vasily Nesterenko, avvenuta il 25 agosto 2008.
Fortemente irradiato durante il disastro di Chernobyl (aveva sorvolato in elicottero il blocco IV in fiamme), ha continuato (fondando Belrad) a combattere contro la disinformazione su Chernobyl per l’affermazione della verità e per denunciare la pericolosità del nucleare.
Chiediamo a tutti coloro che ospitano i bambini di Chernobyl, che combattono per un futuro libero dalla follia del nucleare, a coloro che sono impegnati in progetti rispettosi dell'ambiente e di tutela per le future generazioni e a coloro che vogliono affermare scientificamente e con rigore la verità sul misfatto di Chernobyl, di unirsi al nostro dolore e di rinnovare il proprio impegno nelle comuni battaglie che ci hanno sempre affiancato all’impegno e alla passione del grande scienziato scomparso.
Video: L’addio allo scienziato nucleare Vasily NesterenkoTraduzione di ProgettoHumus da
http://www.belapan.com26/08/08 - Molte persone si sono riunite nel suo ufficio nell’Istituto per la sicurezza dalle radiazioni (Belrad) a Minsk, per rendere omaggio allo scienziato nucleare Vasily Nesterenko.
Il direttore di Belrad è morto il 25 agosto all’età di 73 anni, poco dopo aver subito un intevento chirurgico allo stomaco necessario per trattare una malattia non definita. La camera ardente è stata allestita proprio presso l’istituto.
Alyaksandr Davoyna, vice direttore dell’ente, descrive Nesterenko come “un vero intellettuale ed una persona gentile”.
In un’intervista a BelaPAN, il poeta Syarhey Zakonnikaw fa eco a questo parere, dicendo che il ricercatore “era dotato di una notevole umanità”. “Immagino che questa lo aiutò a salvare le nostre vite quando accadde la tragedia di Chernobyl”. Ha detto.
“Noi non abbiamo ancora compreso quale calamità ha colpito il nostro popolo, la nostra terra. Nesterenko era consapevole di questo, in quanto era un grande scienziato altamente qualificato e professionale, che conosceva perfettamente gli aspetti medici, ambientali e scientifici di Chernobyl. Sono a lui grato per aver salvato i nostri figli”.

Clicca l'immagine e guarda il video da Belapan.comChernobyl: Le popolazioni orfaneTraduzione di ProgettoHumus da
http://environnement.blogs.liberation.frLe persone che vivono nelle zone contaminate della Bielorussia sono diventate un po’ orfane da questa sera. Il Professor Vasily Nesterenko è morto a Minsk.
Direttore dell’Istituto Belrad, Nesterenko mise tutte le sue energie al servizio delle persone che vivono nelle zone contaminate da Chernobyl, a sud della Belarus.
Nato nel 1934, nel villaggio di Krasny Kut, provincia di Lugansk, in Ucraina, Nesterenko si è laureato nel 1958 presso l’Università Tecnologica di Mosca “NE Bauman”. Fisico emerito, partecipò al lancio dello Sputnik prima di dirigere l’accademia Nazionale delle Scienze della Belarus.
Nesterenko fu uno dei primi scienziati a visitare il luogo dell’incidente di Chernobyl ed a difendere (invano) l’idea di un’evacuazione di massa della popolazione che abitava nel raggio di 100 Km. dalla centrale. Di questo avvenimento si può trovare una testimonianza nel libro “La supplica” di Svetlana Alieksievic. Dopo aver “irritato” le autorità del tempo con le sue proposte, venne spogliato del suo titolo di direttore dell’Istituto d’Energia Nucleare dell’Accademia delle Scienze bielorussa.
Risulta, inoltre, che, sorvolò la centrale di Chernobyl, poche ore dopo l’esplosione, a bordo di un elicottero per versare azoto liquido nel reattore n.4 in fiamme. Vasily fu l’unico che sopravvisse a quel volo.
Partecipò all’organizzazione dei lavori per la liquidazione del disastro, ancor prima di fondare, nel 1989, l’istituto indipendente di ricerca Belrad che mobilitò la comunità internazionale nel denunciare la situazione dei cittadini sovietici costretti a vivere nei territori radioattivi.
Con poche risorse, le equipès mediche di Belrad eseguirono il monitoraggio delle radiazioni nel corpo delle popolazioni del sud-est della Bielorussia, la zona più contaminata confinante con l’Ucraina. In una banca dati determinarono i livelli di contaminazione di queste persone che si alimentavano (e si alimentano) con funghi, frutti di bosco, pesci, raccolti e/o catturati allo stato selvatico sul territorio radioattivo.
Con l’aiuto di ONG occidentali, in 14 anni, Belrad monitorò quasi 300.000 bambini; riscontrando in più dell’85% livelli anomali di Cesio137 nel loro corpo.
Belrad collaborò anche alla realizzazione della mappatura della contaminazione di Chernobyl, mettendo in evidenza l’impatto a “macchia di leopardo” dell’esplosione del 1986. L’istituto avviò la distribuzione di pectina ai bambini che vivevano nelle regioni contaminate.
La pectina di mela è considerata una “trappola” per i metalli pesanti nel corpo, di cui è parte il Cesio 137 radioattivo.
Nesterenko condusse riunioni ed incontri dedicati a Chernobyl. La sua lotta affinchè le persone che vivevano nelle zone contaminate non rientrassero nell’”oblio” è stata esemplare.
Naturalmente ci furono molte controversie circa l’efficacia dei suoi metodi (pectina), delle competenze dell’Istituto Belrad e la natura del suo rapporto con il presidente Alexander Lukashenko. Ma il ruolo di Nesterenko nella memoria di Chernobyl è indiscutibile.
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