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Autore Discussione: 28/05/12 Cecenia: ragazza scomparsa dichiarata ufficialmente “morta”  (Letto 1439 volte)
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« inserito:: 28 Mag 12, 17:19:52 »

Cecenia: ragazza scomparsa dichiarata ufficialmente “morta”
Fonte: http://www.memo.ru traduzione di ProgettoKavkas



Un procedimento penale è stato aperto ai sensi dell'articolo 105 "omicidio" del codice penale della Federazione Russa.
Il Centro per i Diritti Umani "Memorial" ha già riferito in precedenza sull'assassinio di Kheda (il suo nome è stato cambiato per motivi di sicurezza), una ragazza uccisa dai suoi parenti alla fine dello scorso anno, vittima di un cosiddetto 'delitto d'onore' (http://memo.ru/d/3355.html).
Il 16 febbraio 2012, abbiamo fatto un appello alle forze dell'ordine con una denuncia. Dopo aver riferito tutti i fatti a noi noti, abbiamo chiesto di verificarli e di adottare le misure investigative per punire i responsabili.
Non molto tempo fa, abbiamo ricevuto una risposta da parte del reparto investigativo del Comitato Investigativo della Federazione Russa nella Repubblica di Cecenia (inviato 23 aprile). Essa affermava che i controlli erano stati effettuati sui fatti esposti nella nostra denuncia. L'informazione riservata che la ragazza era stata uccisa da alcuni suoi lontani parenti - il capo dell'amministrazione distrettuale e suo fratello, capo di un dipartimento di polizia in un altro distretto - non è stata confermata.
Nella risposta è scritto che il 26 novembre 2011 Kheda è scomparsa senza lasciare tracce. Il 20 aprile 2012, un procedimento penale è stato aperto sulla scomparsa della ragazza, ai sensi del comma 1 dell'articolo 105 (omicidio) del codice penale della Federazione Russa.
Ricordiamo che un giorno nella seconda metà di novembre 2011, Kheda, studentessa, si era recata a lezione all’università di Groznyj, senza poi fare ritorno a casa. I suoi genitori, preoccupati, si erano recati al dipartimento di polizia dove lavorava un loro parente. Il giorno seguente, Kheda aveva fatto ritorno a casa. Era stata in un villaggio di una repubblica confinante, presso i parenti del fidanzato. Il suo fidanzato l'aveva portata a casa dalla sua famiglia con il suo consenso.
Il giorno seguente i genitori del fidanzato di Kheda l’avevano rimandata a casa in taxi. Avevano anche chiesto di non nominarli, promettendo che dopo che la "situazione si fosse risolta", avrebbero chiesto la sua mano ufficialmente.
Dopo il ritorno a casa, sotto la pressione dalla sua famiglia, Kheda aveva raccontato quello che era successo. È stato allora che alcuni lontani parenti - il capo della amministrazione del distretto, e suo fratello, capo di un dipartimento di polizia in un altro distretto, sono stati coinvolti nella situazione. Hanno preso Kheda dalla sua casa in diverse occasioni, durante le quali l’hanno picchiata, insultata perché, secondo loro, aveva dichiarato di volersi unire ai militanti separatisti. Il 2 dicembre, l'hanno costretta a salire su una macchina e l’hanno portata via in una direzione sconosciuta. Dieci minuti dopo hanno gettato il corpo di Kheda fuori dalla macchina davanti alla porta della sua casa. L'hanno strangolata con la sciarpa che aveva ancora al collo.

traduzione: Massimo Ceresa
« Ultima modifica: 29 Mag 12, 13:56:13 da Administrator » Registrato
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