I colleghi ceceni della Estemirova dubitano che il suo vero assassino verrà messo in carcere.Traduzione di
ProgettoKavkas da
Caucasian Knot
In Cecenia sono molti gli scettici per la notizia che l’assassino della ben nota attivista per i diritti umani Natalia Estemirova, rapita ed assassinata il 15 luglio 2009, sia stato individuato.
I suoi colleghi ritengono che gli ispettori sanno già da tempo chi sono gli esecutori e gli organizzatori di questo crimine, tuttavia, dubitano che i nomi saranno mai resi noti.
Un rappresentante del Centro dei diritti umani “Memorial”, in Cecenia, ha dichiarato che la sua organizzazione non dispone di informazioni circa la veridicità della notizia. “Per quanto ne so, i nostri dirigenti hanno contatto ieri gli investigatori, e questa informazione non è stata confermata. Già da diversi mesi era stato annunciato che gli organi di indagine che lavorano sull’omicidio di Natalia erano vicini alla soluzione del delitto, ma per qualche motivo sconosciuto i risultati di tutto ciò non sono ancora stati presentati”, ha detto l’attivista.
Oleg Orlov, direttore di “Memorial” ha espresso il timore che “motivi di carattere politico avrebbero impedito agli investigatori di lavorare in maniera approfondita su questo omicidio”.
Alcuni suoi colleghi sono ancora più categorici nelle loro sentenze: “Tutti in Cecenia sanno da molto tempo il motivo per cui Natalia è stata rapita ed uccisa. Lo scorso autunno, alcuni ispettori hanno ritrovato la macchina con cui l’hanno portata via. Questa vettura è stata utilizzata, con una targa diversa, dai dipendenti di una delle agenzie del potere locale. E’ quindi abbastanza facile trovare i mandanti e gli esecutori del crimine. Orlov fa bene a dire che l’indagine di questo omicidio è ostacolata da ragioni politiche. Non è escluso che anche qualcuno degli agenti di polizia possa essere dichiarato killer di Natalia. Questa è la possibilità più probabile che permetterebbe alle autorità di prendere due piccioni con una fava… caso risolto e esecutori impuniti”, dice il presidente di una delle ONG locali che conosceva la Estemirova.