18.02.10 Fonte:
http://www.annaviva.com/Cecenia. I risultati dell'operazione antiterrorismo del 11 febbraio 2010. Guardate nei loro occhi.Posted Gio, 02/18/2010 - 11:08 by Roberto Felace
Per l'alta qualità delle immagini, alcune persone sembrano vive, il freddo invernale li ha conservati perfettamente. Negli occhi aperti c'e' ancora la paura.

Un abbigliamento colorato e' inadatto per la guerra sulle montagne innevate. Tutti hanno sacchi pieni di rami di aglio orsino (pianta che non cresce in alta montagna, ma nei boschi fitti e umidi delle pianure).
Queste quattro persone sono state ammazzate l'11 febbraio nella foresta al confine tra Cecenia e Inguscezia.
L'uomo a poco a poco si abitua a tutto, e comincia anche a percepire gli eventi frequenti come la normalità delle cose.
Nel Caucaso c'è una guerra?"In Russia in dieci anni é cambiato tutto e in duecento anni qui non é cambiato niente ..." (anche 200 anni fa nel Caucaso c'era la guerra)
La gente viene uccisa?Beh, questa guerra sin dall'inizio è stata chiamata con un altro nome: come "il disarmo delle bande armate", oppure "operazione contro il terrorismo". Così le vittime dovrebbero dispiacersi.
Così perdere la vita diventa gradualmente una statistica, nella quale non si vedono più le persone ma solo numeri.
In questo differiva Anna Politkovskaja, che riposi in pace: non scriveva di guerra, ma di persone.
Rileggete i suoi articoli. In nessun articolo ci sono contenuti politici, neanche trattano di statistiche, ma delle persone, degli individui, con i quali ci si può identificare inconsapevolmente e pietrifica dall'errore. Dall'orrore della vita e della morte di qualcun altro nel quale ci si può immedesimare ...
Cos'e' stato comunicato ufficialmente?A mezzogiorno di Giovedi 11 febbraio 2010 in una zona boscosa al confine amministrativo tra Cecenia e Inguscezia nei pressi del villaggio Inguscio Arshty e Dattikh, è stata dichiarata un'operazione contro il terrorismo. "Le forze militari" hanno riferito sui risultati della distruzione di un distaccamento di 'terroristi'. In un primo momento non è stata detta una parola sulla popolazione civile.
Nel frattempo, la sera di Venerdì 12 febbraio iniziano ad arrivare segnalazioni che durante l'operazione sono stati uccisi molti civili.
Sabato, i miei colleghi del Centro dei Diritti Umani "Memorial" hanno visitato Arshty.
Domenica i colleghi di Memorial e di Human Rights Watch hanno intervistato decine di testimoni nel distretto di Achkhoi-Martan della Cecenia.
Oggi possiamo tranquillamente affermare che in un bosco nella zona dove si é svolta "l'operazione antiterrorismo" si trovavano molti civili. Almeno quattro di loro sono stati uccisi. E sappiamo già qualcosa sulle circostanze della loro morte.
L'11 febbraio, la decisione di condurre l'operazione nel distretto di Sunzha di Inguscezia è stata adottata dal personale operativo della Repubblica: é stato detto che tra Arshty e Dattykh e' stato rilevato un gruppo di militanti.
Durante il giorno in questa zona ci sono state sparatorie e attacchi missilistici aerei. Di sera le attivà si sono fermate e all'alba del 12 febbraio sono riprese. le informazioni sui militanti feriti sono anche contraddittorie. Dopo il primo giorno si parlava di 10 o 11 morti, per la fine del secondo giorno si é arrivati a 20 persone.
[..]
L'FSB in Inguscezia che ha svolto questa operazione, ha risposto che i militanti morti usavano i civili come "scudi umani".
Chi sono e come sono morte queste persone?[..]
Memorial e Human Rights Watch sono arrivati nel distretto di Achkhoi-Martan della Cecenia e hanno intervistato diverse decine di persone, tra cui i parenti dei morti e un testimone della tragedia miracolosamente sopravvissuto.
Come risultato di quest'indagine noi sappiamo come queste persone sono morte, e siamo in grado di rispondere alla domanda perché si trovavano nella zona di "operazione antiterrorismo".Il 10 e l'11 febbraio gli abitanti di Achkhoi-Martan e dei villaggi vicini, erano quasi duecento, con autobus e camion sono andati nel bosco ai confini con l'Inguscezia a raccogliere aglio orsino. L'aglio orsino si raccoglie nei boschi da febbraio a metà marzo. La raccolta di aglio orsino e' una tradizionale fonte di reddito stagionale, in particolare per le famiglie più povere.
Ma la foresta non è sicura per le persone, e da metà dicembre l'ingresso e' vietato a causa dell'inizio dell'operazione speciale anti-terrorismo diffusa in tutte le zone della montagne.
La gente in anticipo ha ricevuto l'autorizzazione scritta dal capo dell'amministrazione distrettuale di Achkhoi-Martan per fare la raccolta dell'aglio selvatico e il libero passaggio degli stessi e dei 'veicoli' nel bosco. I parenti delle vittime hanno presentato ai difensori dei diritti umani elenchi di nomi su carta intestata con un timbro ufficiale rilasciato dalla amministrazione del distretto.
L'11 febbraio Shamil Kataev dal villaggio di Orekhovo, nato nel 1991, è andato raccoglere l'aglio selvatico insieme con il suo amico Movsar Tataevym, nato nel 1988, con i fratelli Mutaev - Arbi nati nel 1990, e Adlan nato nel 1993 e residenti di Achkhoi-Martan.
Dalle parole di un 16enne, Adlan Mutaev intervistato dai difensori dei diritti umani in ospedale Achkhoi-Martan, attorno le ore 15 nel pomeriggio dell'11 febbraio tutti e quattro uscirono dal bosco, con sacchi pieni di aglio orsino.
Improvvisamente contro di loro hanno aperto il fuoco dai nascondigli dietro la collina. Shamil Kataev e Movsar Tata sono rimasti feriti da subito. I fratelli Mutaev cercavano di scappare. Adlan è stato ferito a una gamba, ma è riuscito a nascondersi in una buca, e quando i militari si sono avvicinati non l'hanno notato.
Per due giorni Adlan si é nascosto in un fosso profondo dove scorreva una sorgente d'acqua e inizia il fiume. Successivamente, essendo ferito e congelato, cominciò ad arrampicarsi per uscire dal bosco. E stato trovato non lontano dall'inizio del bosco.
Anche Arbi Mutaev ha cercato di nascondeesi, ma è stato catturato. Da chi? Gli ha memorizzato:sono gli omini armati dal'aspetto slavo in uniforme mimetica, hanno parlato in russo senza accento particolare. I militari armati hanno ordinato ad Arbi di trascinare i compagni ancora in vita.
Shamil Kataev ha chiesto ai militari di non ucciderli. Quando Arbi non poteva più trascinare i suoi amici i militari gli hanno abbassato il berretto sugli occhi. Poi si sono sentiti degli spari... I militari hanno lasciato i cadaveri sulla neve. Arbi Mutaev é stato portato via dai militari per la foresta seminudo, e l'hanno torturato... dopo 2 giorni l'hanno lasciato stare.
Per due giorni a nessuno era permesso l'accesso nel bosco, non è stato possibile raccogliere i cadaveri e i feriti. Infine il 13 febbraio i parenti di coloro che non hanno fatto ritorno a Achkhoi-Martan con l'aglio orsino raccolto, hanno ricevuto il permesso dai funzionari "di sicurezza" e sono andati nella "zona dell'operazione". Hanno cercato nel bosco e hanno trovato i corpi dei loro familiari uccisi - Shamil Kataev, Movsar Tataev, quarantenne Ramzan Susaev e il diciassettenne Movsar Dahaev.
Sul corpo di Katayev sono state trovate ferite multiple d'arma da fuoco. Nel fronte c'e' segno di colpi d'arma da fuoco, guardate la foto. Dalla tasca della giacca e' scomparso il passaporto, il telefono cellulare e il permesso per raccogliere aglio orsino. Shamil ha voluto portare la corrente elettrica nella sua baracca, dove in estrema povertà viveva con la sua famiglia - il padre e quattro fratelli e sorelle, il più giovane dei quali ha 10 mesi.
Il corpo dell'amico, Movsar Tataev ha tre colpi di pistola e delle coltellate, tra cui le ferite sulla schiena e nella zona inguinale.
Ramzan Sousa è stato colpito al petto, hanno detto i parenti. E "ci sono dei segni di colpi d'arma da fuoco su tutto il lato sinistro, la schiena era tutta tagliata e il braccio sinistro era rotto, a destra c'e' anche una ferita d'arma da fuoco."
Il 13 febbraio il fratello di Susaev con quindici altri abitanti del villaggio sono andati alla sua ricerca. Hanno trovato il suo corpo nel bosco e l'hanno portato a casa assieme con il sacchetto sdraiato accanto pieno di aglio orsino e uno straccio per la raccolta legato alla borsa. Al funerale un funzionario del pubblico ministero ha ispezionato e fotografato il corpo.
Movsar Dachaev è stato ucciso con tre pallottole nella schiena.
I parenti hanno detto che "Movsar per la prima volta è andato per raccogliere l'aglio selvatico con i ragazzi. Lo trovava interessante. Ha pregato la madre per dargli il permesso. Al mattino, all'arrivo nella foresta aveva fatto una fotografia con la fotocamera del telefono."
"I militari hanno spiegato che i ragazzi si sono trovati li dove si trovavano i militanti, quindi sono stati feriti per caso, nessuno di noi sapeva che si stesse effettuando un'operazione anti-terrorismo, nessuno é stato avvertito ..."
Gli attivisti per i diritti umani hanno intervistato decine di residenti di Achkhoi-Martan, parenti delle vittime e di alcuni sopravvissuti dopo la raccolta dell'aglio orsino. Hanno fatto tutti la stessa dichiarazione: nessuno era stato avvertito dell'operazione anti-terrorismo, loro sono andati verso il bosco attraversando tutti i punti di controllo.
Non hanno udito neanche il fragore della battaglia. I miliatari hanno cominciato subito a sparare ... hanno aperto il fuoco su di loro all'improvviso, da una breve distanza, direttamente.
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Tuttavia, l'elenco delle vittime è incompleto. Noi non crediamo di aver raccolto tutte le informazioni disponibili, necessarie a spiegare l'agguato.
Però possiamo tranquillamente affermare che la gente che é andata nel bosco non è morta a causa di errori di artiglieria o degli elicotteri.
Non ci sono nenche le prove del fatto che i militanti hanno utilizzato loro come scudi umani.
Le informazioni raccolte, le testimonianze dei testimoni superstiti, la natura delle ferite d'arma da fuoco e le coltellate, suggeriscono che le persone sono state colpite a distanza ravvicinata, e uccisi gli eventuali sovravissuti.
Tutti loro guardano nei nostri occhi. Nei loro occhi c'e' l'orrore, la sorpresa, la domanda ...
Cosa dobbiamo fare?Indagare.
Indagare sugli loro omicidi e scoprire perché centinaia di persone si trovavano l'11 febbraio in una zona così pericolosa.
Aleksandr Cherkasov
Ramzan Susaev

Movsar Tataev

Shamil Kataev

Rami di aglio orsino
