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Autore Discussione: 30/01/10 Studio: Problemi polmonari nei bambini di Chernobyl  (Letto 1017 volte)
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« inserito:: 30 Gen 10, 10:54:12 »

Problemi polmonari si osservano nei bambini di Chernobyl
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.eht-forum.org/
Il restringimento delle vie aeree nei bambini è legato all’esposizione ai materiali radioattivi.

Secondo una ricerca pubblicata questa settimana da Environmental Health Perspectives, i bambini esposti al Cesio 137 rilasciato dal fallout radioattivo di Chernobyl mostrano segni di difficoltà respiratorie.
I ricercatori aggiungono anche modificazione della funzione polmonare alla lista delle conseguenze per la salute correlate all’esposizione a lungo termine alla radiazione.
“Migliaia di bambini oggi sono contadini che vivono e consumano alimenti coltivati localmente nelle zone dove il terreno è ancora profondamente contaminato dal Cesio. Centinaia di questi crescono con polmoni danneggiati dalle esposizione cronica ai suoi radionuclidi. La prognosi a lungo termine di questi soggetti è negativa. Alcuni, probabilmente, svilupperanno significativi problemi respiratori con l’avanzare dell’età”, scrive nello studio il ricercatore Erik Svendsen.

Chernobyl è stato il più grave incidente nucleare della storia. Uno dei reattori esplose il 24 aprile 1986, causando il rilascio di materiale radioattivo in molti paesi europei. I più colpiti furono Russia, Bielorussia ed Ucraina.
La salute delle persone che vivono in questi paesi è stata compromessa dalla radioattività che è nota causare patologie come il cancro alla tiroide, leucemie, cataratte e malattie cardiovascolari.

Più di vent’anni dopo l’evento, le persone che popolano quell’area continuano ad essere esposte ai radioisotopi che permangono nell’ambiente attraverso l’approvvigionamento dell’acqua contaminata e la produzione locale di cibo. Uno di questi posti è il distretto agricolo ucraino di Narodickesky, che si trova ad 80 chilometri ad ovest della centrale atomica. Secondo i ricercatori, la regione ha un’esperienza “considerevole” del fallout radioattivo del disastro che ha lasciato il suolo fortemente contaminato dal Cesio 137.

In una precedente ricerca, gli scienziati hanno mappato le concentrazioni di Cesio137 nei terreni di Narodickesky, trovandole variabili da poco meno di 30 kilobecquerel per metro cubo (kBq/m3), in alcuni villaggi a più di 870 in altri.
Il kilobecquerel è l’unità di misura di quanto una sostanza radioattiva decade in un secondo.
In confronto i livelli di radioattività di fondo dei terreni, da radion, un elemento radioattivo presente in natura, negli USA, si aggirano a circa 20 KBq/m3.

A causa dei rischi per la salute conosciuti per esposizione alle radiazioni, i bambini che vivono nella zona sono tenuti per legge a sottoporsi a cicli di controlli medici annuali, in modo tale che si possa verificare in loco le eventuali problematiche sanitarie.

La ricerca ha dimostrato che l’esposizione a dosi elevate di radiazioni su brevi periodi può causare danni ai polmoni. Ma pochi studi hanno esaminato i cambiamenti della funzione polmonare susseguente al contatto con i radioisotopi del Cesio137 per lunghi periodi.
Svendsen e colleghi hanno analizzato i risultati dei test della funzionalità respiratoria effettuati durante lo screening di routine su 415 bambini esaminati a Narodickesky. In totale, essi sono stati testati 1.888 volte tra il 1993 ed il 1998.
La loro funzionalità polmonare è risultata essere inferiore del 10-20% in media a quanto ci si aspetterebbe per bambini della stessa età ed altezza.
Come i livelli di radioisotopi di Cesio137 aumentano nel suolo, aumenta anche il grado di restringimento delle vie respiratorie e diminuisce la quantità d’aria che espirano i polmoni dei bambini che vivono nelle regioni contaminate.

Per avere un’idea migliore di come la radioattività colpisce le funzioni polmonari, i ricercatori hanno suddiviso i bambini in cinque gruppi classificati secondo le concentrazioni di Cesio137 registrate nel suolo delle loro città natale. I bimbi esposti al secondo più alto livello di radioisotopi registravano il grado peggiore di restringimento delle vie aeree, che i ricercatori affermano essere “clinicamente rilevante”.
Il confronto con i bimbi che vivono nei villaggi con le più basse concentrazioni di Cesio nel terreno, e che consente livelli di funzione polmonare prevista per la loro età, mostra un aumento di sei volte il rischio di espirare l’aria, il 20% in meno dai loro polmoni e cinque volte per quello che riguarda il restringimento delle vie respiratorie.

“I risultati di questo studio evidenziano la necessità di un’ulteriore sorveglianza della salute pubblica che deve comprendere il risanamento ambientale, l’intervento dietetico ed una migliore informazione del rischio fra le popolazioni colpite”, concludono gli autori.

Il Cesio radioattivo è uno degli isotopi catalogato come “possibile arma da terrorismo” delle autorità sanitarie degli Stati Uniti.
Piccole quantità sono presenti nell’ambiente a causa del fallout da test di armi nucleari negli anni 1950 e 1960. Oggi, l’isotopo viene usato nei laboratori di ricerca e strutture mediche.
Un rapporto del 2008 pubblicato dall’US National Research Council ha avvertito che lo smaltimento abusivo di Cesio137 rappresenta una seria minaccia per la salute umana.

>>>137Cesium Exposure and Spirometry Measures in Ukrainian Children Affected by the Chernobyl Nuclear Incident. SCARICA IL PDF COMPLETO DELLA RICERCA


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