Autore Topic: Mondo in cammino presenta il libro ULITSA SADOVAJA  (Letto 14200 volte)

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Mondo in cammino presenta il libro ULITSA SADOVAJA
« il: 29 Nov 09, 20:02:00 pm »
Mondo in cammino presenta il libro ULITSA SADOVAJA
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Il 29/11/09 va in stampa "Ulitsa Sadovaja", il libro scritto da Elisa Geremia e Veronica Franzon ed edito da Carlo Spera per Mondo in cammino. Uno sguardo diverso sulla percezione della contaminazione radioattiva dei residenti a Novozybkov da parte di due antropologhe e volontarie dell'associazione. Il libro sarà in distribuzione, tramite i canali associativi, a partire dal 12 dicembre 2009

LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DALL'ASSEMBLEA DI MONDO in CAMMINO del 12/12/09


Qui di seguito l' introduzione del presidente di Mondo in cammino

“Buonasera signor Bonfatti,
sono Elisa Geremia, studentessa in antropologia alla Ca' Foscari di Venezia e laureanda specialistica in antropologia del rischio. Navigando in internet ho scoperto un sito veramente bello e ricco di informazioni: quello del Progetto Humus! Dal momento che la mia tesi, come proseguimento di quella triennale, vuole essere uno studio culturale sulla situazione attuale del post disastro, non avrei potuto desiderare di meglio! Tutto è già ben descritto e trasmesso al lettore, molto interessante anche la riflessione sul volontariato che manda avanti i lavori e il contesto del nucleare nel mondo. Ma mi piacerebbe molto avere un incontro con lei per parlare di queste cose: della necessità di operare in questa zona, del bisogno di non dimenticare certi eventi e dell'utilità di questo progetto. E poi sapere la sua storia personale, come mai si è avvicinato a questa tematica, cosa la attrae. Sento che sono domande molto importanti, e che esigono risposte innovative o alternative per costruire una nuova visione del mondo in questa situazione di "colonialismo radioattivo", come l'ho pensato io. Che ne pensa? E' disponibile per un incontro-colloquio-intervista? In fremente attesa di una sua risposta, la saluto cordialmente,
Elisa Geremia”.
La prima volta che siamo entrati in contatto, è stato con questa mail di Elisa (che allora mi dava del “lei” e non il “tu” attuale: anche questo segno dei tempi e della confidenza sviluppata) del 13 ottobre 2006 e che poi mi ha fatto conoscere Veronica, amica e compagna di studi.
E a tre anni di distanza eccoci qua!
Vi voglio ringraziare non solo per essere riuscite a portare a termine il vostro lavoro…e si sa come il vostro (nostro) lavoro di volontari sia scandito da tempi che ci sfuggono, ripresi per la collottola al termine di giornate lavorative o di studio.
Ma vi voglio ringraziare, innanzitutto, per aver dato contenuto e spessore al lavoro di “Mondo in cammino”.
I nostri percorsi si sono incrociati, sostenuti ed hanno sviluppato la coerenza della condivisione.
Mondo in cammino ha come parola d’ordine: “Il volontariato fatto con i piedi”. Significa che bisogna essere fisicamente presenti nelle realtà di cui ci si vuole occupare. E voi avete sposato pienamente questo principio: in un giorno di primavera del 2008 siete volate alla volta di Novozybkov e vi siete sistemate in ULITSA SADOVAJA per un mese.
Volevamo (voi, io e l’associazione) conoscere il punto di vista dei residenti in zona contaminata, unendo lo sguardo antropologico a quello di un volontariato che, secondo Mondo in cammino, deve “avere conoscenza” della realtà in cui opera e mettersi senza pregiudizio nei panni altrui.
E ciò si realizza, soprattutto, con l’arte dell’ascolto e dell’osservazione che ci consegnate in questa forma scritta, non tanto per creare analisi e punti di riferimento interpretativi (che, peraltro, si possono intuire), ma soprattutto per scoprire i nessi e i legami che, in maniera evidente o sottesa, uniscono in un destino comune i residenti di Novozybkov e della sua provincia.
Novozybkov è una realtà che sta a cuore a Mondo in cammino ed in cui, grazie al “Comitato Cernobyl di Solaro Onlus”, si stanno sperimentando nuove forme progettuali tendenti a gestire in loco, soprattutto da un punto di vista culturale e a livello scolastico, la realtà della contaminazione mediante raccomandazioni condivise di radioprotezione.
A Novozybkov è in corso un vero e proprio genocidio: un genocidio nucleare, un genocidio strisciante. All’ospedale di Novozybkov, le patologie e le malattie sono molteplici. Oltre ai cancri della tiroide, si registrano tassi elevati di tumori al cervello, di cancri ossei…Ma altre malattie, di solito non frequenti, si stanno manifestando, come l’osteoporosi e la cataratta. Dato inquietante si ha dalle malformazioni congenite (organi sessuali, sistema nervoso…): statisticamente 238 neonati su 1.000 presentano anomalie. Per di più le giovani coppie hanno meno bambini: nella provincia le nascite sono inferiori del 25% rispetto ai decessi.
Nella città di Novozybkov, dove hanno vissuto Elisa e Veronica, rare sono le zone non contaminate. La media, con picchi a 140 curie laddove scaricano le grondaie, dà circa 15 curie per km2 . Nella provincia si registrano contaminazioni in cesio dell’ordine da 25 a 30 curie per km2, ossia due volte il valore che ha definito nel 1986 la “zona interdetta di Chernobyl”, a circa 200 km. di distanza.
In queste condizioni di radiocontaminazione gli abitanti consumano le verdure dell’orto, danno il latte delle vacche ai bambini, raccolgono le bacche ed i funghi nel bosco. 
A tantissimi anni di distanza dall’incidente di Chernobyl, le autorità di Mosca tendono ormai a considerare normalizzata la situazione. Questo atteggiamento colpevole conduce alla scomparsa delle misure e dei comportamenti di radioprotezione e generano, di fatto, situazioni sanitarie drammatiche per la popolazione di Novozybkov. Mentre la radioattività dei terreni si abbassa lentamente in maniera naturale, il carico corporale dell’organismo degli abitanti, in componenti radioattivi, aumenta. Essenzialmente la contaminazione deriva dagli alimenti. Che provenga dall’orto, dal mercato o da una natura generosa, il cibo (verdura, latte, funghi, bacche, selvaggina e pesci) è contaminato dal cesio 137 radioattivo che si è depositato in superficie negli orti, nei boschi e sui pascoli.
Per queste ragioni il libro di Elisa e Veronica é di una pressante attualità e lo sarà anche in futuro: ci induce a pensare, a non abbassare la guardia, a spingere affinché ci sia una mobilitazione reale, sincera ed efficace della comunità internazionale per proteggere ed aiutare le vittime di Chernobyl (oltre che avvisare noi tutti, ovvero essere un monito nei confronti dell’opzione nucleare).
In definitiva ci spinge, con lo sguardo obliquo dell’antropologia, a prestare attenzione, a non chiudere i nostri sensi.
Forse se avessimo vissuto anche noi in  ULITSA SADOVAJA capiremmo che tutto questo non è una scelta, ma una necessità!

MASSIMO BONFATTI
Presidente di MONDO IN CAMMINO
www.mondoincammino.org
www.progettohumus.it
www.progettokavkas.it

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Il libro può essere richiesto direttamente a MONDO IN CAMMINO con le seguenti modalità:

- eseguire versamento bancario o postale di 13 euro (10 euro offerta per libro più 3 euro di spese di spedizione) per ogni copia desiderata ai rispettivi conti di riferimento:
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- IBAN: IT 17 R  08833 30261 000110111496 - BCC di Casalgrasso e Sant'Albano Stura, Agenzia 11, via Dante 9, 10022  Carmagnola (TO)
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« Ultima modifica: 15 Ott 15, 19:11:16 pm da massimo »