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 inserito:: 09 Set 10, 18:28:15  
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09.09.10Fonte: www.lastampa.it
Nella Cecenia delle faide meglio uccidere gli amici.
Il presidente Kadyrov ha fatto massacrare gli ex alleati del clan Yamadayev Poi ha fatto la pace con l'ultimo sopravvissuto che aveva cercato di eliminare.

Questa storia e' tipica della Cecenia, la piccola regione del Caucaso russo devastata da due atroci guerre tra i militanti islamici e l'esercito di Mosca. Da un lato c'e' Ramzan Kadyrov, il brutale presidente della regione. Dall'altra i fratelli Yamadayev, uno dei clan piu' potenti della Cecenia. Per anni i Kadyrov e la famiglia Yamadayev sono stati stretti alleati. Prima hanno combattuto i russi. Poi, con un sorprendente colpo di scena, quando Vladimir Putin ha lanciato la seconda guerra Cecena entrambi si sono schierati con la Russia contro i loro ex compagni ribelli. Kadyrov e' stato scelto personalmente da Vladimir Putin come leader della Cecenia e da allora ha costruito un formidabile esercito di brutali forze di sicurezza. I fratelli Yamadayev sono stati messi a capo di un letale battaglione d'elite sostenuto dai servizi segreti militari russi per dare la caccia ai ribelli islamici. Le due famiglie non hanno mai perso l'occasione per lodarsi a vicenda in pubblico. Poi, con la crescita del potere di Kadyrov, tutto e' andato storto. Il presidente ha voluto mettere sotto il suo controllo le milizie armate di Yamadayev, incontrando la loro resistenza. I nodi sono venuti al pettine in un modo spettacolare due anni fa, quando un convoglio di 50 veicoli di scorta a Kadyrov, che tiene un leone e una tigre come animali da compagnia, ha incontrato una colonna di soldati e guardie del corpo guidati da uno dei fratelli Yamadayev. Con i veicoli dei gruppi rivali che bloccavano la strada, entrambe le parti si rifiutavano di cedere il passo. Decine di muscolosi soldati in tuta mimetica armati di fucili semi-automatici AK-47 e bombe si scambiavano minacce. Si arrivo' allo scontro, il cielo era solcato dai traccianti delle mitragliatrici. Alla fine Kadyrov, ansioso di evitare un immediato bagno di sangue, si avvicino' a Yamadayev e, dopo una breve chiacchierata, i due si abbracciarono. Ma in Cecenia e' un gesto ingannevole. Due ore dopo l'incidente, conclusosi con i due convogli ripartiti a tutta velocita' in direzioni opposte, Kadyrov invio' centinaia di soldati alla base degli Yamadayev, tenendola sotto assedio per tre giorni. Da  allora le fortune degli Yamadayev sono entrate in una spirale discendente. Prima e' stato ucciso il fratello maggiore, Ruslan, un potente ex comandante e membro del Parlamento russo, preso a fucilate da un killer nel centro di Mosca. Poi e' stata la volta di Sulim, tosto comandante delle milizie che avevo incontrato diverse volte in Cecenia. Dopo aver accusato Kadyrov per la morte del fratello si era rifugiato a Dubai. Ma non e' bastato a salvarlo e anche lui e' stato ucciso. In relazione all'omicidio la polizia di Dubai ha arrestato due uomini legati a Kadyrov. Hanno anche detto che un cugino del leader ceceno ha organizzato l'assassinio ma il Cremlino non ha concesso l' estradizione. Putin aveva nominato entrambi i fratelli Yamadayev eroi della Russia per il sostegno dato alla Russia nella seconda guerra, ma il governo russo non ha speso una parola quando sono stati assassinati. Da allora Isa Yamadayev, l'altro fratello, e' comprensibilmente molto nervoso. Quando andai a trovarlo l'anno scorso non lasciava mai il suo appartamento a Mosca ed era costantemente seguito da guardie del corpo armate. <<Sono il prossimo della lista>> mi disse. <<C'e' Kadyrov dietro la morte dei miei fratelli>>. In effetti, il suo turno e' arrivato quando una delle sue guardie ha tentato di sparargli ma e' stato arrestato. Al processo il mancato assassino ha fatto una dichiarazione
sensazionale: che Kadyrov in persona gli aveva ordinato di uccidere Isa in cambio di un milione di dollari. Se avesse rifiutato il leader ceceno avrebbe fatto uccidere lui e la sua famiglia, cosi' ha detto la guardia del corpo. Si potrebbe pensare che dopo una tale sanguinosa faida Isa Yamadayev e Kadyrov siano nemici giurati a vita.

Ripensateci.

Questa e' la Cecenia.

La scorsa settimana Isa ha sorpreso molti facendo pubblicamente la pace con Kadyrov l'uomo che ha accusato di aver fatto uccidere due dei suoi fratelli e che ha cercato di farlo fuori. Per Isa la motivazione sembra ovvia. Vuole vivere. Ma per Kadyrov? La risposta e' cio' che rende degno di essere raccontato questo conflitto bizantino e oscuro. Fin dal suo arrivo al potere Kadyrov ha fatto di tutto per fare affari con alcuni dei suoi piu' accaniti nemici e avversari. In alcuni casi i suoi emissari hanno usato le minacce, la violenza e anche rapito i parenti dei suoi critici per convincerli a schierarsi con lui. Anche denaro e promesse di potere sono state distribuite a volonta' per far tornare le pecorelle smarrite. Perche'? Perche' questo legittima il potere di Kadyrov. Il risultato e' che la minuscola Cecenia negli ultimi anni e' diventata teatro di una ondata di rimpatri tra le piu' strane nel mondo. Nemici giurati che fino a poco fa si uccidevano a vicenda ora si abbracciano offrendo il piu' curioso degli spettacoli. Persone additate un giorno come terroristi e criminali quello successivo vengono accolte a braccia aperte. La maggior parte degli uomini che ora e' con Kadyrov sono ex ribelli incalliti che combattevano contro i russi e uccidevano i ceceni che, come il presidente, si schieravano con Mosca. Ho incontrato molti di questi personaggi e sembrano non vedere alcuna contraddizione nel fatto che dopo aver combattuto contro i soldati russi mandati da Putin ora sono con Kadyrov. L'ironia e' che, nonostante tutta la brutalita', o forse proprio grazie a questa, il Cremlino e' riuscito a raggiungere in Cecenia un livello di stabilita' e un'apparente riconciliazione che gli americani possono solo sognare in Iraq e in Afghanistan; certo, guerre diverse, ma tuttavia, immaginate il presidente Karzai e il Mullah Omar che si stringono la mano. Quel che resta da vedere, ovviamente, e' fino a quando puo' reggere. Sia a Mosca sia in Cecenia e' pieno di scettici che credono che la guerra potrebbe scoppiare nuovamente se accadesse qualcosa a Putin o a Kadyrov. Per il Cremlino, dicono gli allarmisti, potrebbe arrivare il giorno in cui pentirsi di aver armato ex ribelli che ora sostengono di essere fedeli alla Russia. Solo il tempo potra' dirlo.

Ma l'infida storia delle mutevoli alleanze della Cecenia e' cosi' complessa da diventare spesso sconcertante. Meno di un anno fa ho incontrato Buhari Barayev. Nel 2002 suo figlio guido' il gruppo di terroristi ceceni che prese in ostaggio oltre 800 persone nell'assedio al teatro di Mosca. In totale ha perso 25 parenti, tra cui il figlio terrorista e due fratelli, nella guerra contro la Russia. Per cinque anni ha vissuto in esilio in Austria, da dove riversava disprezzo e odio su Kadyrov. Fino a quando il presidente ceceno ha parlato con lui al suo ritorno in patria. Kadyrov ha incontrato personalmente Barayev in aeroporto. Lo ha abbracciato, gli ha offerto un sontuoso banchetto, gli ha regalato un appartamento e un'auto nuova. Quando ho parlato con Barayev nella capitale cecena, a Grozny, mi ha detto di aver avuto torto su Kadyrov in tutti questi anni - il presidente aveva fatto piu' di chiunque altro per la nazione. Sul display del cellulare teneva una foto di lui e di Kadyrov abbracciati, il presidente vestito con una tuta da ginnastica con <<Russia>> stampato sul petto. <<Mio figlio si sarebbe arrabbiato>>, mi disse. <<Avrebbe disapprovato la mia decisione e non sarei mai riuscito a convincerlo che ho ragione. Ma penso che dopo tutta questa sofferenza si debba saper accettare la sconfitta con dignita'>>.

 

[31-08-2010, LA STAMPA, NAZIONALE]

 


Autore: FRANCHETTI MARK

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 inserito:: 09 Set 10, 17:10:03  
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09.09.10 Fonte: http://notizie.virgilio.it/
Caucaso/ Sangue sul Ramadan, a Vladikavkaz 16 morti
Attentato kamikaze al mercato, rivenuta inesplosa seconda bomba


Roma, 9 set. (Apcom-Nuova Europa) - Il Ramadan viene chiuso nel sangue nel Caucaso russo. Proprio nel giorno dell'Uraza Bairam (Eid al Fitr), cioè nel giorno che chiude il mese sacro del digiuno islamico, un kamikaze a bordo di un'autobomba s'è scagliato contro la folla vicino a un mercato di Vladikavkaz, in Ossezia del Nord, uccidendo almeno 16 persone e ferendone 114, alcune delle quali in condizioni gravi. Tra le vittime un bimbo di 18 mesi.

La strage era stata pianificata in modo da fare il maggior danno possibile. Vicino all'ingresso del mercato è stato rinvenuto un altro ordigno esplosivo, per fortuna inesploso. Poi, una telefonata anonima che annunciava la presenza di una bomba in una scuola ha costretto le autorità a sgomberare gli edifici scolastici e mandare i bambini a casa. Altri allarmi si sono succeduti in zone diverse della regione. A Makhachakala, in Daghestan, altre due bombe sono state disinnescate.

"Il terrorista che ha fatto esplodere una bomba nel mercato centrale di Vladikavkaz è arrivato in una Volga con la targa dell'Inguscezia", ha spiegato il ministero degli Interni osseto secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Interfax. L'Inguscezia, l'Ossezia del Nord, il Daghestan sono tutte repubbliche caucasiche russe che vivono anni di profonda instabilità, il cui epicentro sembra essere la vicina Cecenia.

Oltre al kamikaze, a bordo della Volga c'erano, a quanto hanno dichiarato gli inquirenti nelle loro prime valutazioni, qualcosa come 40 kg di tritolo. A un controllo, la patente del kamikaze era stata controllava e risultava emessa al qualcuno di nome Archeyev. A questo punto, le indagini si indirizzeranno a individuare complici e ispiratori.

Il presidente russo Dmitri Medvedev ha assicurato che verranno catturati. "Noi, senza meno, faremo di tutto per prendere questi mostri, queste canaglie che hanno compiuto un atto terroristico nei confronti di gente comune, per giunta un atto barbaro. Faremo tutti per trovarli e punirli", ha affermato il capo dello stato russo.

Anche il primo ministro Vladimir Putin, ancora alla fine degli anni Novanta protagonista della guerra in Cecenia, ha inquadrano nella cornice caucasica l'attentato e ha lanciato un appello ai russo-musulmani. "I crimini come quello che è stato commesso oggi nel Caucaso settentrionale hanno lo scopo di fomentare l'odio tra i nostri cittadini. Non possiamo permetterlo", ha detto parlando con il capo dell'Unione dei muftì della Russia. "Noi ci attendiamo realmente - ha continuato il primo ministro - che la popolazione musulmana della Russia dia un contributo positivo in questa battaglia. Io so come i musulmani trattano questi estremisti. Noi sentiamo il loro sostegno, specialmente nella regione del Caucaso del Nord e ne siamo grati. Ci attendiamo che supereremo tutte queste difficoltà assieme".



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 inserito:: 06 Set 10, 19:00:36  
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06.09.10 Fonte: http://www.greenreport.it/
Incendio e fuga radioattiva in un cantiere nucleare russo
Ma i vicini norvegesi avvertiti solo dopo una settimana


LIVORNO. Secondo il Barents Observer, ci sarebbe un aumento del livello di radiazioni dopo l'incendio che si è sviluppato in un cantiere navale russo nella penisola di Kola  implicato nella demolizione di materiale militare nucleare e rifiuti radioattivi. I norvegesi lamentano il fatto di non essere stati avvisati dai russi dell'incidente che è scoppiato il 27 agosto nel cantiere 10 in Aleksandrovsk, precedentemente conosciuto come Polyarny, e che ci sono volute circa due ore per domare l'incendio, almeno a leggere quel che scrive il giornale Novaya Gazeta. Non ci sarebbero feriti, ma nessuno sa quali danni siano stati fatti dal fuoco che ha distrutto terminal di arrivo dei fusti radioattivi destinati allo smaltimento.

Il cantiere navale numero 10, in realtà una vera e propria discarica nucleare, appartiene al ministero della difesa russo e l'impianto è l'unico nel nord della Russia dove si svolge il discusso international program for sorting and scrapping of nuclear waste.

Il livello di radiazione nell'area ha raggiunto i 40 micro Roentgen/ora, tre volte oltre il normale livello di fondo nella zona. Il livello di radiazioni ad Aleksandrovsk, il centro abitato più vicino all'area di smaltimento delle scorie nucleari, sarebbe rimasto immutato. Ma questo non tranquillizza certo Nils Bøhmer, un fisico nucleare della Bellona Foundation di Oslo, che si occupa da più di 20 anni delle problematiche della sicurezza nucleare nel nord-ovest della Russia: «Ci sono pericoli quando si verificano simili incendi e fughe radioattive».

I russi mantengono il più stretto riserbo ma hanno inviato sul luogo un team composto da uomini del ministero della difesa, della Flotta del Nord e del monopolista nucleare Rosatom. Ma l'area, che fa parte dell'immenso cimitero nucleare dell'Artico russo, è strettamente vietata a giornalisti e ad attivisti delle associazioni ambientaliste o antinucleari.

L'area del cantiere navale 10 di Aleksandrovsk è tristemente famosa per i suoi livelli negativi record di sicurezza. Nel maggio scorso una nave per il  trasporto di combustibile nucleare in via di demolizione è affondata direttamente in porto e l'informazione è arrivata all'opinione pubblica solo dopo una settimana, quando un blogger di Murmansk ha postato una foto della nave affondata.

Nel 2002, un decrepito sottomarino a propulsione nucleare della classe Echo II  è affondato  all'interno di bacino di carenaggio galleggiante nelle vicinanze del cantiere. I russi assicurano che non c'è stata nessuna fuga radioattiva.

I russi hanno dovuto probabilmente alla fine rendere noto che effettivamente l'incendio con una fuga radioattiva c'è stato perché proprio in questi giorni la commissione norvegese-russa in materia di sicurezza nucleare tiene il suo incontro annuale a Murmansk, la capitale dello smaltimento delle scorie e dei ferrivecchi della guerra nucleare, e la situazione si andava facendo sempre più imbarazzante.

I norvegesi sono più che irritati: hanno sempre chiesto ai russi di informarli subito in caso di incidente, così come prevede un accordo tra i due Paesi che condividono una piccola frontiera terrestre ma da un immenso territorio marino nell'Artico. In pratica però i russi avvertono i norvegesi solo quando c'è una fuga radioattiva che interessa il territorio di frontiera terrestre.

Il cantiere in Aleksandrovsk si trova circa 120 km dal confine con la Norvegia , il primo settembre il Barents Observer si è rivolto alla  Nrpa, l'autorità norvegese che controlla le radiazioni per chiedere cosa fosse successo nel porto russo e quelli sono caduti dalle nuvole: era la prima volta che sentivano parlare dell'incendio nel pericoloso cantiere russo e di fuoriuscite radioattive.

Eppure nel 2004, al cantiere navale di Aleksandrovsk è stato commissionata la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi finanziato con i dollari della Arctic military environmental cooperation (Amec) e con le corone del governo della Norvegia. Allora si disse che nel cantiere 10 c'erano già 600 metri cubi di rifiuti radioattivi solidi.

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 inserito:: 05 Set 10, 16:34:33  
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05.09.10 Fonte: http://www.blitzquotidiano.it
Cecenia: assaltato villaggio, 250000 euro a chi fornisce informazioni sugli autori

Il capo della Repubblica cecena Ramzan Kadyrov ha offerto una ricompensa di dieci milioni di rubli (250 mila euro) a chiunque fornisca informazioni utili a individuare gli autori del recente assalto al suo villaggio di Tsentoroi, il primo in sei anni: una vera e propria sfida al cuore del suo feudo e ad un potere finora incontrastato. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti.

Il blitz è costato la vita a 12 guerriglieri e a cinque ufficiali di polizia, mentre 17 agenti e 7 civili sono rimasti feriti. Due finora i leader dei ribelli sospettati di aver organizzato l’assalto: Aslambek Vadalov e Zaubek Avdorkhanov.

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 inserito:: 03 Set 10, 07:21:22  
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LA RASSEGNA STAMPA DI "DAR VOCE ALLE VOCI"

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IL MESSAGGERO
Martedì 07 Settembre 2010
Si parlerà dell’incidente nucleare di Chernobyl e delle sue tragiche conseguenze nell’incontro-dibattito che sabato pomeriggio a Pontinia, in piazza Indipendenza alle 17, vedrà la partecipazione dello scienziato bielorusso Yuri Bandazhevsky, che da due decenni lavora all’analisi del disastro che nel 1986 scaturì dall’esplosione del reattore numero 4 della centrale atomica ucraina. L’accademico, riconosciuto da Amnesty International come “prigioniero di coscienza” dopo che le autorità bielorusse lo hanno perseguitato per la sua attività divulgativa, terrà a Pontinia uno dei dodici interventi in programma nella sua visita in Italia. Bandazhevsky, autore di 240 lavori di ricerca, dopo il disastro di Chernobyl intuì le esatte dimensioni della tragedia. L’evento, dal titolo «Chernobyl: i veri effetti del disastro nucleare» è organizzato dall’associazione Pontinia Ecologia e territorio e promosso dall’onlus Mondo in cammino.
Alla serata, oltre al professor Bandazhevsky, interverranno la moglie Galina, il presidente di Mondo in Cammino Massimo Bonfatti, il sindaco di Pontinia Eligio Tombolillo e l’organizzatore Giorgio Libralato.


06/09/10 IL MESSAGGERO
A Monte Porzio studioso bielorusso che cerca la verità su Chernobyl [vedi file in pdf]


02/09/10 CORRIERE ADRIATICO
Da Chernobyl alla difesa dei diritti umani
Monte Porzio: Fuoritempo, settembre nel segno della riflessione [vedi file in pdf]


IL CAFFE'
Il Prof Bandazhevsky a Pontinia l'11 settembre
CHERNOBYL E GLI ALTRI SEGRETI NUCLEARI [vedi file in pdf]


31/08/10 IL RESTO DEL CARLINO
A Monte Porzio SU CHERNOBYL LE ALTRE VERITA' [vedi file in pdf]


STUDIO 93
A Pontinia un dibattito sul nucleare e sull'incidente di Chernobyl


PARVAPOLIS
Chernobyl. Ne vogliamo parlare?
Il Professor Yuri Bandazhevsky a Pontinia per un incontro tutto dedicato al nucleare


LA PROVINCIA
Tutto fermo. Nonostante le polemiche sollevate, durante l'estate, dall'opposizione circa i compensi e le retribuzioni relative agli incarichi - assessori e sindaco - non si è parlato dei classici problemi: dalla turbogas alla biomasse, dal centro commerciale a Mesa ai problemi degli allevatori. Un momento di pausa per amministratori e cittadini da quella che, da più parti, viene definita la personalissima apocalisse pontiniana. A Settembre, l'11 per la precisione, sarà in Italia il professor Bandazhevsky, a parlare insieme con Galina Bandazhevskaya e Massimo Bonfatti, degli incidenti avvenuti a Chernobyl e dell'indipendenza dell'Osservatorio mondiale sulla sanità. Dodici sono gli incontri previsti in Italia. «Pontinia sarà di nuovo un luogo importante di confronto sul tema energetico, dopo le centrali a turbogas, l'inceneritore, le biomasse, gli impianti fotovoltaici, attualmente scomparsi dalle cronache locali» dice Giorgio Libralato che, con l'associazione Ecologia e Territorio, sta organizzando l'incontro. Tutto fermo, per il resto. Anche se il tavolo tecnico continua a lavorare per poter far fronte, da Settembre in poi, agli altri passaggi burocratici e alle cause che vedranno da un lato il Comune e dall'altro colossi dell'energia come l'Acea Electrabel Produzione S.p.a. e la Pontinia Rinnovabili S.r.l. dall'altro. Senza contare che è imminente la partenza dei lavori d'allestimento dei grandi impianti fotovoltaici, che riduranno il terreno coltivabile a Pontinia e che, prima o poi, anche il progetto del megastore di Mesa è destinato a prendere corpo. Fino ad ora silenzio, da parte di maggioranza e opposizione. Con l'arrivo dell'autunno e il procedere dei diversi iter, ci dovrebbero essere delle nuove puntate. Chissà che l'incontro dell'11 Settembre non serva a dare la spinta alla coscienza civica dei pontiniani.
Graziano Lanzidei

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 inserito:: 02 Set 10, 15:19:52  
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QUEL PRIMO GIORNO DI SCUOLA...
Sei anni fa la tragedia di Beslan. E' Beslan che ha portato Mondo in cammino nel Caucaso del Nord. "Le bambine e i bambini di Zarema" arrivati in Italia da Grozny, in concomitanza con questa triste ricorrenza, sono la risposta positiva al sacrificio di tanti innocenti e di Zarema Sadulayeva.



L’Ossezia del Nord ricorda l’attacco terroristico a Beslan nel settembre 2004.
Traduzione di ProgettoKavkas da Caucasian Knot

1° settembre 2010
La gente ha iniziato ad arrivare alla scuola n.1 di Beslan già alle prime luci dell’alba, e prima delle 9.15 c’erano già più di 2500 persone riunite nel cortile.
Alla commemorazione delle vittime anche il presidente sud osseto Taimuraz Mamsurov, Larissa Khabitsova, presidente del parlamento, Nikolai Khlyntsov, presidente del governo ed altri funzionari della repubblica.

Quest’anno ci sono molte più persone rispetto allo scorso anno ed il loro flusso nella scuola è rapido. I visitatori non nascondo lacrime.

Ci sono anche ospiti provenienti da Croazia ed Abkhazia e membri del parlamento europeo che esprimono solidarietà ed incontrano le vittime dell’atto terroristico.

Ella Kesaeva, presidente dell’organizzazione pubblica “Voce di Beslan” dice che i rappresentanti dell’UE saranno anche informati su come l’indagine della tragedia di Beslan sta avanzando e di ciò che è necessario per aiutare le sue vittime.
La Kesaeva ha detto che la sua organizzazione ha presentato un ricorso contro A. Khalin, direttore del gruppo investigativo incaricato delle indagini, per la sua inadeguatezza. Sarebbero state imposte delle restrizioni sull’accesso da parte delle vittime e loro parenti ad alcuni documenti di carattere medico relativi alla tragedia.

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 inserito:: 02 Set 10, 14:05:48  
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Russia: Prende fuoco un impianto di trasformazione militare di rifiuti radioattivi
Traduzione di ProgettoHumus da www.bellona.org

Nella mattina del 27 agosto scorso, un incendio durato diverse ore, si è sviluppato nell’impianto di smistamento di rifiuti radioattivi nel cantiere navale Polyarny nelle penisola di Kola. Alcuni rapporti indicano la diffusione di radioattività nei locali del complesso, ma i funzionari russi  stanno tenendo sotto stretto controllo le informazioni a riguardo.

Non è ancora chiaro in quale punto del cantiere vi sia stato l'incendio. Le relazioni disponibili indicano che il fuoco è iniziato nel terminale di collegamento dei laboratori per la cernita dei rifiuti solidi radioattivi ed i locali utilizzati per lo stoccaggio delle scorie nei bidoni.

Secondo l’articolo di Novaja Gazeta, la radioattività sviluppata nell’aria dal fuoco si aggirava intorno ai 40 micro Roenteng/ora, mentre i livelli nelle altre parti del cantiere erano circa 17 micro Roenteng/ora. Ci sono volute due ore per spegnere il fuoco.

I rappresentanti del Ministero per le Emergenze di Murmansk, dicono che si trattava di un camion carico che ha preso fuoco, ma i funzionari presso l’impianto non aggiungono altre informazioni e tengono la bocca chiusa sulla vicenda.

Il cantiere di Polyarny, noto anche com Shkval o cantiere n.10 recupera e rifornisce i sottomarini atomici russi. L’impianto si occupa anche della dismissione e del disarmo di sommergibili e navi di servizio.

Polyarny è una zona ad accesso limitato, chiamata in russo con l’acronimo “ZATO”, che sta per “Enti Amministrativi Territoriali chiusi” o città chiuse che si occupano di procedure scientifiche o coperte da segreto militare.

Nel cantiere di Polyarny sono successi diversi incidenti nel corso degli anni. Proprio il 24 maggio scorso, una nave utilizzata per il trasporto di combustibile nucleare esaurito è affondata nelle operazioni di ormeggio.

L’impianto di trasformazione dei rifiuti ha iniziato l’attività nel 2004, nell’ambito del programma Militare Artico di cooperazione ambientale (AMEC). Nel complesso vengono effettuate attività di processamento dei rifiuti radioattivi solidi, di compressione e riduzione dei loro volumi e delle stoccaggio in fusti sul territorio del cantiere.


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 inserito:: 31 Ago 10, 12:10:29  
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Gli effetti di Chernobyl potrebbero durare per secoli
Traduzione di ProgettoHumus da http://english.pravda.ru

Quasi 25 anni dopo il peggior incidente nucleare della storia, nuove scoperte scientifiche suggeriscono che gli effetti dell’esplosione di Chernobyl sono stati sottovalutati. Lo scorso mese, alcuni esperti hanno pubblicato una serie di studi che, contrariamente ai risultati precedenti, dicono che le popolazioni di animali, che vivono nella zona di esclusione intorno alla centrale, sono diminuite e che gli effetti della contaminazione radioattiva sono stati “schiaccianti”. [vedi]

Sul posto si registrano sempre più suini con elevati livelli di cesio. Questo è stato divulgato mesi dopo che i dottori hanno rilevato un aumento dell’incidenza di cancro in Ucraina e Bielorussia, mutazioni e malattie del sangue, che reputano legate a Chernobyl.

Nel frattempo un’inchiesta pubblicata nel mese di aprile, negli USA, rileva un aumento di malformazioni alla nascita, apparentemente causata dall’esposizione prolungata a bassi livelli di radiazioni.

Per gli attivisti anti-nucleare queste ricerche dimostrano che gli abitanti della zona maggiormente contaminata subiranno conseguenze devastanti per decenni, forse secoli.
“Questo è un problema che non andrà via in pochi anni. Sarà lì per secoli. I nuovi studi confermano che il problema è più elevato di quanto dichiarato dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità nel 2006 e dall’Agenzia Internazionale per l’energia atomica. Lo dicono i nuovi studi: le conseguenze non si dissolveranno prossimamente ”, dice Rianne Teuel di Greenpeace.

Il disastro, dell’aprile 1986 al reattore n.4 di Chernobyl, ha rilasciato radioattività duecento volte superiore a quella delle due bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. L’esplosione e l’enorme nuba radioattiva che si diffuse in Europa, costrinsero l’evacuazione di 350.000 persone nelle zone vicine all’impianto.

Anni dopo, l’ONU, l’OMS e l’AIEA ed i governi di Russia, Belarus e Ucraina crearono il cosidetto “Chernobyl Forum”, incaricato di condurre un importante studio sugli effetti del disastro, i cui risultati sono stati pubblicati nel 2006. L’inchiesta ha concluso che solo 56 erano i decessi diretti dell’incidente e circa 4.000 i morti stimati per le sue conseguenze. [VEDI “CHERNOBYL FORUM: DATI RACCOLTI E CONTRODEDUZIONI].
Tuttavia il rapporto viene criticato aspramente da altri gruppi di ricercatori, che sostengono l’enorme sottovalutazione del numero di morti e vittime potenziali dell’incidente.
Alcuni mettono in dubbio la posizione dell’AIEA, che per decenni ha sostenuto l’uso dell’energia nucleare per scopi civili. Studi alternativi ed indipendenti contraddicono i risultati del Chernobyl Forum e avvertono che gli effetti sulla salute sarebbero molto più devastanti.
Il rapporto TORCH, pubblicato nel 2006 dagli scienziati inglesi Ian Fairlie e David Sumner, mette in evidenza gli effetti dell’esposizione a basse dosi di radiazioni o alle radiazioni interne che penetrano nell’organismo per ingestione degli alimenti contaminati. Il documento indica anche una sottostima del Chernobyl Forum, di almeno il 30% delle quantità di particelle radioattive rilasciata nell’ambiente dopo l’esplosione.

Altri dati ufficiali, provenienti dai paesi maggiormente contaminati, contraddicono le conclusioni del Chernobyl Forum.

L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, affiliata alle Nazioni Unite, ha concluso che il numero più probabile di decessi causati dalla catastrofe è stato di 16.000, mentre l'Accademia delle Scienze russa stima che, ad oggi, ci sono stati 140.000 morti in Ucraina e Bielorussia, e 60.000 in Russia. La Commissione Nazionale ucraina per le radiazioni pone questa cifra a 500.000.

I medici di Belarus ed Ucraina riportano che all’inizio di quest’anno vi è stato un aumento di casi di cancro, della mortalità infantile e di altri problemi sanitari e sono convinti che essi sono certamente gli effetti del disastro.

“I dati delle Nazioni Unite e dell’AIEA non corrispondono con quelli di altre agenzie  a livello mondiale in termini di decessi per cancro, che fanno valutazioni più accurate di ciò che vediamo ogni giorno”, ha detto Oksana Kostikov, dell’Ospedale oncologico pediatrico di Minsk.

In Aprile, il medico americano Wladimir Wertelecki ha pubblicato i risultati di una vasta ricerca sui difetti congeniti dei bambini in Ucraina, che ha rivelato livelli più elevati di anomalie in alcune zone del paese. Secondo l’esperto, questo fenomeno potrebbe essere provocato da un’esposizione prolungata a basse dosi di radiazioni.
Wertelecki ha affermato che e conclusioni del Forum Chernobyl dovrebbero essere riviste per conoscere gli effetti reali di questo incidente atomico. “La posizione ufficiale dice che gli effetti congeniti alla nascita e Chernobyl non sono collegati. Tale conclusione dovrebbe essere seriamente rivista”.

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 inserito:: 31 Ago 10, 09:40:40  
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Agenzia per il controllo nucleare francese: L’EDF ha problemi ad inaugurare l’EPR di Flamanville
Traduzione di ProgettoHumus da newsletter Sortir du Nucleaire

Le difficoltà riguarderebbero la qualità delle saldature del reattore nucleare EPR, in costruzione in Normandia.
Le anomalie sarebbero state riscontrate nella copertura ergonomica del reattore, trovate durante un controllo effettuato nel mese di Luglio, ma reso noto in una relazione dell’Autorità, il 27 agosto. I funzionari dell’EDF non si sono resi ancora disponibili per un commento.
“Le anomalie nelle saldature sono state rivelate anche in precedenza nel 2008 e 2009, ma l’EDF è lenta nel rilevare ed a sopperire quando si verificano casi di qualità inferiore delle sue attività”, dice il rapporto.

L’EPR di EDF, progettato dalla società atomica Areva, è un elemento fondamentale nel progetto di esportazione della tecnologia nucleare in altri paesi. All’inizio di questo mese è stato chiesto ad EDF di effettuare modifiche alla piattaforma di controllo del reattore, la cui costruzione è in ritardo ed avrà costi superiori al previsto.

L’EDF sta sviluppando un modello simile di reattore a Tai Shan, Cina, ed ha in programma di farlo anche per l’Italia, il Regno Unito e gli Stati Uniti.
L’operatore, di partecipazione statale, gestisce i 58 reattori nucleari francesi. A luglio ha detto che per il completamento di Flamville ci vogliono circa 5 miliardi di euro, il 50% in più di quello inizialmente previsto e la sua inaugurazione sarà ritardata di due anni, al 2014.

Falle nel calcestruzzo
L’agenzia ha riportato anche che un lavoratore sul sito dell’EPR ha “parzialmente danneggiato” un blocco di cemento che conteneva un cavo da 400 mila volt collegato ad uno degli altri reattori di Flamville. Subito l’unità è stata chiusa per essere rifornita in emergenza. L’agenzia cita la “mancanza di informazione” e la “mancata identificazione del cavo”, come i motivi dell’incidente.

L’EPR, il cui progetto da 20 miliardi di dollari è stato respinto dagli Emirati Arabi, lo scorso anno, è criticato anche per la sua “complessità” da un rapporto finanziario del governo francese.

EDF ha iniziato a lavorare a Flamanville, nel dicembre 2007.


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 inserito:: 26 Ago 10, 06:09:42  
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26.08.10 Fonte: http://www.naviny.by/
“Portare l'energia atomica in Bielorussia è criminale”
di Elena Spasjuk da "Svobodnye Novosti Pljus- SN Pljus" (14-21.07.2010)
Traduzione di Matteo Mazzoni per Mondo in Cammino (http://matteobloggato.blogspot.com/ - http://matteobloggatorussia.blogspot.com/)


Il capo del centro analitico di coordinazione “Ecologia e salute” (Kiev), il dottore in Medicina, professor Jurij Banda¸evskij ha detto perché i distretti occidentali della Bielorussia non si possono considerare puliti e perché, a suo parere, la costruzione di una centrale atomica nel nostro paese è inaccettabile.

La conversazione è cominciata con la richiesta di commentare la valutazione dell'influenza della futura centrale atomica bielorussa sull'ambiente circostante e sulla salute umana fatta dagli esperti del Ministero della Sanità e dell'Accademia delle Scienze Nazionale in un documento comune.
– E' indispensabile tenere in considerazione non solo l'irradiazione esterna, ma anche quella interna che ricevono le persone con l'acquisizione di radionuclidi attraverso il cibo e l'acqua. Per esempio, il cesio che entra nell'organismo è molto più pericoloso per la salute di quello che agisce attraverso l'ambiente circostante. Gli studi condotti alla Facoltà di Medicina di Homel' hanno dimostrato che i radionuclidi che finiscono nell'organismo con il cibo causano danni permanenti agli organi vitali. L'irradiazione interna è molto più pericolosa di quella di fondo, ma non è tenuta in considerazione nella valutazione dell'effetto delle radiazioni sull'organismo umano.
– Cos'altro è indispensabile tenere in considerazione parlando di radiazioni in Bielorussia?
– Prima di tutto che la popolazione del paese è in contatto con i radionuclidi da più di cinquant'anni. E ancora – non si può parlare della parte occidentale del paese, in particolare della regione di Hrodna, come di un territorio pulito.
– Allora risulta che in Bielorussia non ce ne sono in generale?
– Proprio così. Tutta la popolazione della Bielorussia è entrata in contatto con i radionuclidi e ha sofferto per questo tanto prima quanto dopo l'incidente alla centrale atomica di Černobyl'. Le radiazioni si sono diffuse per il paese attraverso i prodotti alimentari.
Perciò non mi metterei a parlare come di una tendenza positiva del fatto che nella regione di Homel' la tendenza ad ammalarsi e la mortalità della popolazione non abbiano differenze statisticamente rilevanti rispetto a tali indici nell'intero paese o a paragonare gli indici con quelli della regione di Hrodna. Tutta la Bielorussia è contaminata dai radionuclidi e gli organismi della nostra gente, che per molti anni sono stati in contatto con i radionuclidi, sono danneggiati da questi. Bisogna riferirsi ai bielorussi se non come a dei malati, come a dei sofferenti per effetto delle radiazioni.
– Si tratta di diverse generazioni, compresi i nati degli anni post-Černobyl'?
– Certo. Avviene un processo di mutazione. La comparsa di malattie si osserva dopo una generazione e perfino più tardi.
Perciò nel nostro paese bisogna pensare a come salvare le persone e non sognare lo sviluppo dell'energia atomica. In caso contrario il territorio della Bielorussia potrebbe restare senza bielorussi. Forse questa variante potrebbe interessare anche a qualcuno, ma non a me. Nel mio intendimento la costruzione di una centrale atomica è necessaria più di tutto per giochi politici ed è pericolosa per la salute delle generazioni future.
– Tuttavia le autorità bielorusse inculcano attivamente alla popolazione che la centrale sarà sicura per l'ambiente e la salute delle persone.
– Centrali atomiche del genere non ci sono. Si tratta di scarichi minimi, ma l'inquinamento del territorio vicino alla centrale, soprattutto dei bacini d'acqua, è abbastanza elevato. Naturalmente diffonderanno radionuclidi e quant'altro. In questo senso mi è chiara l'inquietudine della Lituania per la programmata vicinanza di questo paese alla centrale atomica bielorussa.
Ci sono gli studi del professore britannico Chris Busby, in cui si è notato che il cancro della ghiandola mammaria delle donne che vivono nel raggio di cinque chilometri dalle centrali della Gran Bretagna è due volte più diffuso che nel restante territorio del paese. Là cresce anche la frequenza di leucemie nei bambini.
In tal modo i radionuclidi che verranno scaricati nell'ambiente circostante nel normale regime di lavoro della centrale atomica avranno un effetto negativo sulla salute delle persone che vivono nei territori vicino alla centrale.
– Ciò significa che le dosi di radiazioni che vengono definite sicure per le persone non lo sono?
– Ciò significa che quelle dosi che sono sicure come radiazioni di fondo, finendo all'interno dell'organismo non lo sono. Si tratta del fatto che le dosi reali che possono accumularsi nella popolazione che vive nella zona della futura centrale atomica oscilleranno tra 8 e 50 μSv/anno.
Una dose di 50 becquerel, determinata come limite sicuro per l'ingresso nell'organismo, deforma organi e sistemi vitali, distrugge totalmente lo sviluppo dei bambini. Una centrale atomica, cioè, non è ciò di cui i bielorussi hanno bisogno.
– Dove si può prendere allora l'energia indispensabile alla Bielorussia?
– Sviluppando le fonti di energia alternative. E ancora – se le autorità dicessero la verità sulla situazione in Bielorussia dopo Černobyl' e non si nascondessero dietro cifre menzognere, ci aiuterebbero a fare i conti con le conseguenze dell'incidente e ci aiuterebbero a risolvere il problema dell'energia senza la costruzione di una centrale atomica.
– Uno degli argomenti delle autorità bielorusse riguardo alla costruzione della centrale atomica è che al mondo funzionano 436 reattori nucleari. Con il loro aiuto in Europa Occidentale si produce circa il 29% di tutta l'energia elettrica della regione, in America Settentrionale il 19%  e in Europa Orientale il 18%.
– L'AIEA popolarizza l'energia atomica nonostante i danni derivanti dal suo utilizzo. Allo stesso tempo l'organizzazione non rinnega l'accordo con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per non diffondere informazioni sui rischi delle radiazioni, sulle lesioni all'organismo umano in conseguenza dell'azione delle radiazioni. In questa situazione soffrono tutti i paesi dove c'è l'energia atomica.
Al contempo l'OMS diffonde attivamente i dati su altri fattori che danneggiano l'organismo umano, tuttavia il più potente e terribile – le radiazioni – lo ignora. A mio parere, se la comunità internazionale sapesse la verità, assumerebbe un'altra posizione nei confronti dell'energia atomica.
Nel desiderio di svilupparla in Bielorussia si osserva il desiderio di entrare nel club nucleare. Ciò è anche comprensibile: tra l'altro si può trattare della produzione di elementi radioattivi per la bomba atomica. Tale è l'aspetto politico della questione della costruzione della centrale.
A mio parere, nessun potere sulla nostra terra deve avere a che fare con l'energia atomica. Abbiamo avuto una tragica lezione dall'incidente alla centrale atomica di Černobyl'. Una parte dei radionuclidi caduti allora sul territorio della Bielorussia sono di lunga vita e l'effetto della loro azione sull'uomo e sulla natura non ci è noto. Perciò sottolineo: portare l'energia atomica in Bielorussia è criminale.
* * *
Dossier
Jurij Banda¸evskij. E' nato nel 1957 nella regione di Hrodna. Ha finito l'Istituto Statale di Medicina di Hrodna. A 31 anni è diventato il più giovane in URSS ad ottenere il dottorato in Medicina e a 33 a divenire professore. Nel 1990 ha fondato e preso a dirigere l'Istituto di Medicina di Homel'. E' noto per gli studi sul tema dell'influenza sulla salute umana di piccole dosi di radiazioni. E' autore di oltre 240 lavori scientifici.
Nel 1999 fu arrestato. Nel 2001 fu riconosciuto colpevole di aver preso tangenti e fu condannato a 8 anni. “Amnesty International” lo riconobbe prigioniero di coscienza, ritenendo che Banda¸evskij fosse stato imprigionato per le critiche alle autorità bielorusse dopo la catastrofe della centrale atomica di Černobyl'. Nel 2001 Banda¸evskij è divenuto il 25° detentore del Passaporto della Libertà, che da diritto a scegliere come luogo di residenza qualsiasi paese del continente europeo.
Dopo la liberazione a seguito di un'amnistia vive in Francia dal 2005. Adesso a Kiev dirige il centro “Ecologia e salute”, che si occupa dello studio degli effetti dei radionuclidi sull'organismo delle persone già colpite dagli effetti delle radiazioni. Il Centro è patrocinato dal Parlamento Europeo.

>>>YURI BANDAZEVSKY IN ITALIA A SETTEMBRE 2010

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