CHERNOBYL:
L'INCIDENTE E POI...
LA DISTRUZIONE DEL REATTORE
Traduzione di Progetto Humus da
CHORNOBYL.IN.UA
per concessione esclusiva di
Sergey
Paskhevic.
Uso consentito previa autorizzazione
L’esplosione, avvenuta nella notte del 26 Aprile 1986 al reattore n.4 della
Centrale Nucleare di Chernobyl, causò la distruzione, oltre del reattore,
stesso anche delle unità di refrigerazione passiva, della sala macchine e di
altri edifici. I danni alle strutture sono stati identificati attraverso
controlli esterni e di penetrazione attraverso aree accessibili (determinate
dal livello di radiazioni e dal grado di distruzione).
Il reattore è stato completamente distrutto ed i suoi frammenti vennero
sparsi sul territorio circostante dalla forza esplosiva. Questi sono finiti
non solo nelle parti crollate del relitto, ma anche sui tetti degli edifici
vicini, sulle diverse piattaforme adiacenti alle strutture e dispersi in
altre aree in prossimità di tutto il complesso.
Successivamente si è stabilito che una parte del combustibile nucleare aveva
raggiunto la zona sottostante al reattore. In condizioni di temperature
estremamente alte, il combustibile si è fuso con altri elementi che
componevano il reattore sottoforma di una sorta di lava che ha raggiunto i
livelli più bassi delle strutture.
Il 4% del combustibile nucleare del reattore n.4 distrutto è stato
rilasciato all’esterno nel seguente modo: circa lo 0.3% nella centrale
nucleare di Chernobyl, l’1.5% nella zona di esclusione intorno alla
centrale, l’1.5% nei territori di Ucraina, Belarus e Russia e circa l’1% al
di fuori dell’ex Urss.
Le pareti ed i soffitti della “sala macchine” della centrale sono stati
distrutti. L’esplosione svincolò la piastra biologica di protezione
superiore spostandola lungo la staffa del reattore. Le strutture dei
tamburi-separatori sono state distrutte. Il sistema di carico-scarico venne
danneggiato fìnendo nel reattore distrutto. I locali della zona nord, dove
si distribuivano le pompe principali, vennero completamente distrutti,
mentre le sedi delle pompe dei locali a sud sono state parzialmente
danneggiate.
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| La sala macchine distrutta |
La distruzione del reattore |
Il reattore di Chernobyl
dopo l'incidente |
I due piani superiori del camino di ventilazione vennero distrutti e le
colonne della struttura precipitarono sulla sala macchine nella quale si
stava sviluppando l’incendio. Il suo soffitto venne distrutto, l’esplosione
deformò e lesionò travi e supporti strutturali.
Il sistema di raffreddamento del reattore andò anch’esso completamente
distrutto, rimanendo sepolto sotto altri rottami.
In aggiunta ai principali danni, sopra indicati, vi fu la distruzione delle
singole strutture e degli impianti che hanno avuto grande influenza sulla
stabilità degli edifici.
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| Il reattore n.4 della
centrale di Chernobyl |
La centrale nucleare dopo
l'incidente |
La catastrofe |
Dopo l’esplosione, l’intera area situata in prossimità del reattore
distrutto è stata contaminata dagli elementi contenuti nel nocciolo del
reattore: pezzi di barre di combustibile, grafite costituente il reattore,
parti di edifici e di costruzioni. I livelli di esposizione alle radiazioni
raggiunsero dosi pari a 200-300 Roentgens/ora. Le piattaforme delle
fondamenta dell’edificio della Centrale Nucleare di Chernobyl vennero
contaminate e non poterono essere utilizzate ai fini della costruzione del
sarcofago protettivo.
Secondo varie stime, l’attività delle sostanze radioattive che sono state
immesse nell’ambiente dal reattore distrutto della centrale, vanno da 50 a
90 MCI.
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Traduzione di Progetto Humus da
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per concessione
esclusiva di
Sergey Paskhevic. Uso consentito previa autorizzazione
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