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Chernobyl, il tributo del ProgettoHumus

Alan Gardini
Reportage fotografico: "OMBRE, Visioni dalla città fantasma"

Tutto fermo. Immobile. Nulla è cambiato a Pripyat da quel terribile aprile del 1986.
La nube tossica uscita dall’esplosione del reattore n.4 della centrale nucleare di Chernobyl ha costretto tutti a lasciare le proprie case, amici, parenti, ricordi, oggetti.
Camminando per la piazza o il parco giochi sembra ancora di sentire le voci delle persone,
i bimbi che giocano, gente che si incontra, chi rientra a casa, da scuola. Una città come tante altre. Ma non è così. La vita a Pripyat si è fermata nell’aprile 1986.
Tutto fermo.
Adesso Pripyat è abitata da ombre e fantasmi. E’ spettrale addentrarsi nei palazzi, li senti respirare, sbattono le porte, calpestano i vetri infranti. Sembra che ti vogliano dire cosa è successo in quei luoghi, vorrebbero gridare a tutti il dramma e la sofferenza di chi ha vissuto o di chi vive ancora questa tragedia che non avrà mai fine. Camminando per la città le ombre e i fantasmi di Pripyat mi sussurrano di non dimenticare
ciò che è successo, ciò che ho visto, che loro sono lì.
Che non vogliono dimenticare.

Alan Gardini è un fotogiornalista bolognese che ha realizzato a Settembre 2006 la rassegna fotografica qui proposta con la collaborazione del ProgettoHumus.

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