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Chernobyl e Dintorni
PRIPYAT, LA CITTA' & L'EVACUAZIONE DELLA ZONA

La città di Pripyat è l'emblema del disastro di Chernobyl. Prima di essere avvolta dalla nube radioattiva, ospitava circa 50.000 persone. Era stata appositamente costruita per i lavoratori della centrale, situata a 5 Km. di distanza. L'evacuazione degli abitanti di Pripyat iniziò solo 36 ore dopo l'incidente. Fino al primo pomeriggio di sabato 27 aprile, la gente continuò ad attendere alle proprie attività. Tutto era normale, non fosse stato per la presenza di tanti poliziotti che lavavano le strade della città con uno strano liquido bianco. Poi, improvvisamente, in tre ore 1.110 bus giunti da Kiev evacuarono la popolazione, dicendo che sarebbe stato solo per tre giorni.
Da allora a tuttora, Pripyat è una città fantasma, circondata da filo spinato, all'ombra della centrale.

La maggior parte dei suoi abitanti vive a Slavutich, a un'ora di viaggio. Nemmeno fra 150 anni vi potranno tornare...

Traduzione di Progetto Humus da CHORNOBYL.IN.UA per concessione esclusiva di Sergey Paskhevic.
Uso consentito previa autorizzazione


Evacuazione della popolazione dalla zona di esclusione
Descrizione del processo di evacuazione della popolazione dal territorio contaminato della zona chiusa di Chernobyl

EVACUAZIONE DELLA POPOLAZIONE DI PRIPJAT

LA CITTA' PRIMA DELL'INCIDENTE


L'entrata della città

Palazzo della cultura "Energetik"

Amministrazione della città

Caffè "Pripyat" al porto

Panorama del centro cittadino di Pripyat con la centrale atomica di Chernobyl in costruzione sullo sfondo (1983)

Gli organismi repubblicani e provinciali, la Difesa Civile della Repubblica Sovietica bielorussa e ucraina, ricevettero la relazione sull’esplosione e l’incendio alla centrale nucleare di Chernobyl nelle prime ore del mattino del 26 aprile 1986. Parecchie ore dopo il personale ucraino della protezione civile venne posizionato nella città di Pripyat, la polizia chiuse la zona vietandone l’ingresso a tutti i mezzi di trasporto, ad eccezione degli autocarri di servizio.
A mezzogiorno iniziò il monitoraggio constante della radioattività nella città e nei dintorni. I livelli di contaminazione radioattiva erano già elevati, ma, a causa della mancanza di vento, non estremamente diffusi. La Protezione Civile era pronta all’evacuazione della città, ma l’ordine, da parte del governo centrale di Mosca, tardava a venire.
Nella serata del 26 aprile, il livello di radioattività a Pripyat aveva superato la radiazione di fondo naturale già di 1000 volte (0,1 mSv / h). Nonostante la situazione radioattiva non avesse causato ancora allarme ufficiale, i fisici della commissione governativa raccomandarono di evacuare gli abitanti, in quanto non potevano giudicare la reale situazione nella zona “attiva” del reattore e gli ulteriori sviluppi dell’incidente.
Intorno alle 22:00 la Commissione giunse alla conclusione di iniziare l’evacuazione il giorno seguente – 27 aprile. Le aziende di trasporto di Kiev organizzarono più di mille autobus che arrivarono sul posto a tarda notte.
Le autorità degli insediamenti circostanti la città, Polesskoe e Ivankov, vennero messi in allerta e pronti ad accettare il piano di sfollamento.
Tenendo conto della contaminazione radioattiva del territorio, vennero scelti gli itinerari per l’evacuazione e preparate istruzioni chiare per militari, autisti, poliziotti e sfollati.


Livelli di radioattività a Pripyat nel 1986, dopo l'incidente

E’ doveroso notare che sabato 26 aprile, non venne diffuso alcun avviso ufficiale alla popolazione sulla necessità di rimanere chiusi nelle proprie case.
Molta gente si recò nella casa della cultura della città che era stata aperta di recente, alcuni giorni prima dell’incidente; non venne organizzata una distribuzione di compresse di ioduro di potassio e non furono preparati sufficienti respiratori da destinare ai bambini.

Alle 07:00 di domenica 27 aprile, il presidente della commissione governativa confermò la decisione di evacuare la popolazione di Pripyat. Alle 10 incontrò le autorità della città per fornire istruzioni sul piano che doveva iniziare alle ore 14.00.
Intorno a mezzogiorno, il messaggio radio che venne trasmesso per informare la popolazione, diceva che sarebbero stati necessari tre giorni per evacuare tutta la popolazione.
Quasi 1.200 pullman si raccolsero vicino a Chernobyl ed iniziarono a trasportare gli abitanti di Pripyat fuori dalla città: erano passate più di trentasei ore dall’incidente.
Si prevedeva di spostare circa 44.600 persone, ma il numero reale non era ben definito in quanto alcuni avevano già abbandonato la città o si erano spostati per il fine settimana.
Secondo le fonti informative ufficiali il trasporto venne eseguito in maniera agevole. In meno di tre ore erano rimasti in città solo coloro che dovevano svolgere il loro dovere d’ufficio. Gli sfollati vennero collocati provvisoriamente in città e villaggi delle province vicine.

AMPLIAMENTO DELLA ZONA DI EVACUAZIONE

Il 28 aprile la protezione civile ucraina e sovietica creò intorno alla centrale nucleare di Chernobyl un cordone sanitario di 10 Km, che avrebbe dovuto essere inaccessibile ai non addetti ai lavori.
Il 2 maggio arrivarono da Mosca gli ufficiali di governo. Il Presidente del Consiglio dei ministri dell’URSS, Ryzhkov, chiese aiuto a tutto il potenziale industriale sovietico ed organizzò un gruppo di lavoro nel Politburo del comitato centrale del PCUS per la gestione delle opere a livello nazionale. Ora era possibile iniziare a prendere le decisioni principali da parte delle organizzazioni e degli enti statali per la realizzazione delle opere necessarie alla mitigazione delle conseguenze dell’incidente.
In quel giorno venne deciso di evacuare tutta la popolazione che risiedeva nel raggio di 30 Km intorno alla centrale, area che poi diventò la “zona di esclusione di Chernobyl”. L’evacuazione dalla zona, che terminò il 6 maggio, fu un difficile compito e richiese il trasporto di migliaia di persone ed animali.
La “zona di esclusione” venne recintata e d’allora l’accesso è strettamente limitato al personale addetto alle operazioni di liquidazione della centrale di Chernobyl, ai ricercatori scientifici ed alle attività di decontaminazione del territorio.

In generale, prima della fine del 1986, vennero abbandonati 188 centri abitati, per un totale di 116.000 persone evacuate. Nello stesso tempo, circa 60.000 capi di bestiame ed altri animali da allevamento vennero spostati dalla zona di esclusione.
L’evacuazione della popolazione del territorio di tutta la zona chiusa durò dal 27 aprile fino al 16 agosto 1986.

Alcuni abitanti evacuati, in seguito, fecero segretamente ritorno nelle loro case abbandonate, altri ottennero l’autorizzazione per il rimpatrio in una parte meno contaminata della zona.

LA CITTA' OGGI


Sezione Nord-Ovest con la serra

La famosa ruota panoramica

Centro città. Hotel Polissia

Panorama

Panorama

La centrale sullo sfondo

Erosione naturale degli edifici

Mezzi meccanici abbandonati

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Traduzione di Progetto Humus da CHORNOBYL.IN.UA per concessione esclusiva di Sergey Paskhevic. Uso consentito previa autorizzazione del detentore del copyright.

FOTO DELLA CITTA' DI PRIPYAT OGGI ED AL MOMENTO DELL'EVACUAZIONE
Un click sulle immagini per poterle ingrandire:

LA CITTA' E LA CENTRALE SULLO SFONDO

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I QUARTIERI E IL FILO SPINATO

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  L'evacuazione  

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