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CHERNOBYL E DINTORNI: LA FORESTA ROSSA

Traduzione di Progetto Humus da CHORNOBYL.IN.UA per concessione esclusiva di Sergey Paskhevic.
Uso consentito previa autorizzazione

In questa sezione troverete informazioni su uno dei posti più singolari del pianeta. La zona di foresta intorno alla centrale nucleare di Chernobyl, in cui le piante, che hanno ricevuto ingenti dosi di radiazioni sono state morfologicamente modificate.

A seguito della catastrofe di Chernobyl, decine di migliaia di ettari di foreste hanno subito una massiccia contaminazione radioattiva. Quella più in prossimità alla centrale era localizzata nelle sue immediate vicinanze e si estendeva fino a due kilometri ad ovest di questa.
La foresta era costituita soprattutto da Pini Silvestri (Pinus silvestris). I segni di mutazioni dovuti alla radioattività erano maggiormente evidenti nelle conifere in quanto assorbivano dosi di radiazione 100 volte superiori agli altri tipi di piante.
La maggior incidenza del fallout di Chernobyl si è verificata durante la fase di rivitalizzazione del processo di ricrescita delle piante. In tale periodo la radiosensibilità dei vegetali aumenta di 1.5 – 3 volte rispetto ad altri periodi.
La corona abbastanza fitta dei pini ha agito come filtro ed ha contribuito a ritardare gli effetti della polvere radioattiva e aerosol su questi alberi. Gli aghi di pino infatti hanno una durata di vita pari a 2-3 anni e provocano una pulizia naturale delle corone, più lenta rispetto agli alberi di latifoglie. Questo fattore ha reso maggiori gli effetti delle radiazioni sulle conifere.
 
FOTO AEREE DELLA FORESTA ROSSA NELL’ESTATE DEL 1986 fonte:Chornobyl.in.ua

L’incidenza del fallout di Chernobyl sulle foreste è direttamente proporzionale alla quantità di dosi di radioattività ricevuta dalle piante.

Considerando la natura degli effetti da radiazioni, gli scienziati hanno classificato la foresta in quattro zone:

LA PRIMA ZONA:
Area che ha subito la perdita completa delle conifere con danni parziali anche agli alberi a legno duro, è la cosiddetta “foresta rossa”. Gli studiosi stimano che il livello di assorbimento delle dosi di esposizione alle radiazioni gamma esterne nel 1986-1987 ha raggiunto quota 8000 – 10000, con la capacità massima di una dosa esterna maggiore di 500 mR/h (milliroentgen/ora).
La superficie della zona è di circa 400 ettari. Qui, i tronchi degli abeti sono completamente morti e gli aghi di pino sono diventati di color mattone. L’intera foresta era letteralmente “bruciata”, per il notevole accumulo di fallout radioattivo.
L’alta contaminazione radioattiva degli alberi morti, portò i liquidatori a seppellire i loro resti sotto terra. Nella “foresta rossa” vennero effettuate opere di rimboscamento su 500 ettari di territorio.

LA SECONDA ZONA:
È la zona dove gli effetti letali delle radiazioni nella foresta hanno causato la morte del 25%-40% degli alberi e ucciso la maggior parte del sottobosco (1-2,5 metri di altezza). Nel 90-95% degli alberi sono stati gravemente danneggiati i giovani germogli e le gemme. Dose assorbita 1000-8000 per una capacità di esposizione di 200-250 mR/h.
Quest’area comprendeva un territorio di 12.500 ettari, tra cui 3.800 ettari di foreste di pini.

LA TERZA ZONA:
Area in cui le radiazioni hanno causato danni di media entità alla pineta. Questa zona è stata colpita in gran parte nelle mutazioni dei giovani germogli e aghi di pino che assumevano una colorazione gialla accesa nelle diverse parti dei rami.
Sono state rilevate anche piccole variazioni morfologiche nella crescita di queste piante, anche se queste hanno mantenuto la loro vitalità. La dose di radioattività assorbita è stata di 400-500 per capacità di esposizione pari da 50 a 200 mR/h. L’area territoriale di questa parte di foreste comprendeva 43.300 ettari di cui 11.900 coperti da pini.

LA QUARTA ZONA:
È la zona in cui gli effetti delle radiazioni hanno influenzato in maniera parziale i processi di crescita della vegetazione. Non sono stati rivelati danni visibili nella crescita dei pini che è stata normale, mentre gli aghi hanno mantenuto il loro colore. La dose assorbita è stata di 50-120 per una capacità espositiva pari 20 mR/h.
La configurazione delle zone di foresta distrutte dalle emissioni radioattive è visualizzabile nelle mappe successive. La delimitazione delle zone di foresta colpite è stata completata nel 1987. L’area ha subito una variazione nel tempo, attraverso il processo di recupero della vegetazione naturale (1991).
 
MAPPA1: Localizzazione della foresta morta (Foresta rossa), dopo la diffusione delle ricadute radioattive di Chernobyl (come a primavera 1987)
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MAPPA2: Localizzazione della foresta morta (Foresta rossa), dopo la diffusione delle ricadute radioattive di Chernobyl (come a primavera 1991)
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Il danno provocato agli alberi è stato analizzato prendendo in considerazione le variazioni nel ritmo dei processi di crescita e nella loro morfologia. Quote di 300-400 dosi di radioattività hanno causato la crescita del diametro del tronco della betulla e la riduzione fino alla metà di quello di abeti e pini.
Le piante colpite hanno poi attivato processi di carattere rigenerativo. Ad esempio, nella formazione di aghi giganteschi negli abeti rossi, fino a 4-4.5 cm e nei pini fino a 12-14 cm. Nel periodo 1989-1992, la quantità di aghi nei nuovi germogli è aumentata di 3-3.5 volte rispetto al 1986. E’ aumentata anche la germinazione dei semi e le funzioni riproduttive tra le diverse specie nelle zone a più alta concentrazione radioattiva
Nelle zone dove gli effetti delle radiazioni sono stati medi e sub letali, il recupero fisico della foresta si verificherà in maniera diversa. Al posto di foreste di pini, si svilupperanno principalmente foreste decidue o di caducifoglie, con una predominanza di betulle ed arbusti. Potrà verificarsi anche un graduale ripristino del manto erboso del terreno.

Gli alberi morti costituiscono un rischio significativo, ad esempio nel corso di un incendio, come fonte secondaria di contaminazione radioattiva. Le radiazioni provenienti dagli alberi morti presenti in prossimità della strada, unica via di comunicazione alla centrale nucleare di Chernobyl, hanno notevolmente deteriorato la situazione di quest’area della zona di esclusione.

Sono stati suggeriti diversi metodi per la decontaminazione del territorio della “Foresta Rossa”. Le discussioni sull’argomento si sono concluse nel 1987 con lo scavo di vere e proprie trincee di 2.5 metri di altezza e lunghe in totale circa 3,5 Km., dove sono stati seppelliti gli alberi morti.
La sepoltura di queste piante, insieme alla vegetazione del sottobosco ed agli strati superficiali del terreno, venne realizzata attraverso l’abbattimento degli alberi con dei bulldozer. Il tutto venne poi buttato all’interno delle trincee e coperto da uno strato, alto circa un metro, di terra. In totale sono stati sepolti più di 4000 metri cubi di materiali radioattivi. I lavori di decontaminazione terminarono nella seconda metà del 1987 e contribuirono a ridurre la capacità di esposizione alle radiazioni gamma.

VEDUTA AREA DELLE TRINCEE per la sepoltura degli alberi morti nella “Foresta Rossa” (Trincee indicate dalle frecce) fonte:Chornobyl.in.ua

Il sotterramento degli alberi radioattivi avvenne in trincee profonde da 0.5 a 2 metri. Ciò ha portato alla contaminazione delle acque sotterranee, causata dal rilascio accidentale di sostanze radioattive. Secondo gli scienziati, già 2-3 anni dopo le attività di sepoltura venne rilevata l’esistenza di radionuclidi nelle acque sotterranee in prossimità delle trincee in cui gli alberi morti erano racchiusi.

FOTO: La Foresta Rossa con la ricrescita di betulle, 1999 fonte:Chornobyl.in.ua

Attualmente quest’area è una fonte pressoché continua di sostanze radioattive per le acque sotterranee ed essa comporta la loro contaminazione a lungo termine.
A causa del negativo impatto di un tale evento, così come per la complessità della sua bonifica, si può concludere che la sepoltura degli alberi morti non è stato un buon piano, ma ha solo accentuato le problematiche ambientali.

La liquidazione della Foresta Rossa

Le fotografie pubblicate in questa sezione sono state realizzate dai diretti partecipanti alla liquidazione delle conseguenze dell’incidente nucleare di Chernobyl. Mostrano la vita quotidiana delle attività effettuate nel 1986 nell’epicentro radioattivo.
Il dato visivo e veritiero della fotografia mostra il lavoro difficoltoso di semplici persone che operano in condizioni di alta pericolosità dovuta alla grande quantità di radiazioni presenti nella zona di esclusione.
In particolare, questa pagina pubblica le foto ricevute dagli autori del sito CHORNOBYL.IN.UA, da parte del liquidatore Alexander Petrovich Yakubchik. Quest’uomo apparteneva all’unità militare 43187 che fu coinvolta nei lavori di sepoltura degli alberi e vegetazione colpiti dalle radiazioni.
Le altre unità territoriali che intervennero sul posto erano composte da riservisti provenienti dai settori di Rovno, Ivano-Frankovsk e Ternopol
Le foto mostrano la realizzazione di opere uniche nella rimozione e nel sotterramento di legna e sottoprodotti di legno di pino che avevano accumulato dosi letali di radiazioni.
Gli aghi di pino morti assumevano una colorazione mattone, da qui il nome di “Foresta Rossa”. Secondo testimoni oculari gli aghi di pino colpiti da dosi mortali di radioattività raggiungevano anche un colore cremisi tendente al porpora.
 
Foto 1: Macchinari ingegneristici utilizzati durante la preparazione del territorio per la sepoltura in trincee del legno morto. IMR-2 e Bulldozer Foto 2: Attività di deforestazione nella radioattività della Foresta Rossa. Liquidatore al lavoro con sega a motore a benzina.
Foto 3: Rimozione degli alberi morti per mezzo di speciali attrezzature militari (IMR-2) Foto 4: L’IMR nelle attività di taglio e sepoltura degli alberi
Foto 5: I lavori di rimozione e sepoltura del legno nella Foresta Rossa sono stati accompagnati da opere di fissaggio ed eliminazione delle polveri radioattive. Nella foto il processo di dispersione e soppressione della polvere. Foto 6: Un’immagine del terreno, dopo il lavoro di liquidazione (sepoltura) degli alberi contaminati.

Foto 7: I liquidatori

Foto 8: Apparecchiatura di controllo posta sul terreno per il controllo delle attività di aerosol in aria.

Lo stato attuale della Foresta Rossa

FOTO: MUTAZIONI GENETICHE DEI PINI NELLA FORESTA ROSSA
Nel corso degli anni, la Foresta Rossa è rimasta un luogo dove si può visivamente osservare l’effetto delle radiazioni sugli organismi viventi, a poca distanza dal reattore nucleare di Chernobyl.
Nonostante oggi si sia ridotto significativamente, rispetto all’incidente del 1986, il potere delle dosi di esposizione, tra 1 e 3 mR/h, da parte delle nuove piante di pino nate nel territorio, queste continuano a presentare mutazioni di carattere genetico. La principale fonte di esposizione nella foresta è costituita dai radionuclidi contenuti nel substrato del terreno e le biomasse provenienti dalle trincee create nel 1986 per seppellire materiale radioattivo.
Le sostanze radioattive insieme a quelle nutritive entrano nelle piante attraverso le radici, creando significativi livelli di radioattività al loro interno.
Le foto successive mostrano l’esistenza di anomalie morfologiche nei pini cresciuti dopo l’incidente nucleare. Si può notare una significativa ramificazione, la soppressione del punto apicale di crescita ha formato altri punti dove sono cresciuti ulteriori rami.
Si notano anche le piante la cui crescita si è arrestata; anche quelle di 15-20 anni d’età sono cresciute in altezza solo un metro e mezzo – due metri.
In alcune immagini si possono vedere anche rami senza aghi, alcuni dei quali sono molto lunghi o viceversa; anche queste mutazioni genetiche causate dalle radiazioni.

FOTO: IL TERRITORIO DEL LEGNO MORTO (ALBERI NON SEPPELLITI)
Qui di seguito le foto dello stato del territorio in cui il legno morto non è stato seppellito nelle trincee.
Gran parte dei resti degli alberi morti si trovano sul terreno della Foresta Rossa. La zona è ricoperta a macchia da giovani betulle, pini e vegetazione varia.

FOTO: LA CENTRALE DI CHERNOBYL DALLA FORESTA ROSSA
La centrale nucleare di Chernobyl è circondata da foreste con giovani alberi di betulle e pini. Le trincee con all’interno il materiale radioattivo sono ricoperte da vegetazione erbosa.

FOTO: LE TRINCEE NELLA FORESTA ROSSA
Qui le fotografie che mostrano lo stato degli avvallamenti sotto i quali, nel 1986, vennero sepolti gli alberi morti e parti di terreno radioattivo.
Si può vedere, in alcune immagini, trincee parzialmente distrutte dalle quali spuntano parti di alberi sepolti ed altre utilizzate per seppellire altro materiale radioattivo. Gran parte della zona è ricoperta da betulle.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI VISITA CHORNOBYL.IN.UA
Traduzione di Progetto Humus da CHORNOBYL.IN.UA per concessione esclusiva di Sergey Paskhevic. Uso consentito previa autorizzazione del detentore del copyright.

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