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Bielorussia: IL PARCO NAZIONALE BELOVEZHSKAYA PUSHCHA
 
Belovezhskaya Pushcha è il più antico parco nazionale d'Europa situato nella parte occidentale della Repubblica di Belarus all'interno delle regioni di Brest e di Grodno (70 chilometri di distanza dalla città di Brest e 30 chilometri dalla città di Kamenets), continua poi lungo il confine con la Polonia e parzialmente anche sul territorio polacco. Il nome del parco viene dal nome del castello di Belovezha ("belo" significa "bianco" e "vezha" che significa "torretta" nelle lingue polacca e bielorussa) situato in Polonia.
Ad oggi, il parco nazionale occupa una superficie di 85.000 ettari che si estendono da Nord a Sud per 65 Km. e da Ovest ad per Est dai 10 ai 30 Km.
Storicamente la zona era riservata esclusivamente all'attività di caccia per i re polacchi (1410-1794) e per gli zar russi (1794-1914).
La grande biodiversità dell'area e la presenza del bisonte europeo fanno di questo parco una delle più grandi riserve biologiche europee.
Nel 1992 L'UNESCO definì il parco come patrimonio per l'umanità e nel 1997 venne premiato dal Consiglio. d'Europa


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Le fotografie sono state scattate a Dicembre 2005 nel parco Belovezhaskaya Pushcha da M.Bonfatti per Progetto Humus. Un click sulle immagini per poterle ingrandire.

Le bellezze naturali

L'area del parco è un immenso e massiccio bosco di pianura, uno degli ultimi rimasti delle foreste che anticamente ricoprivano buona parte dell'Europa centrale. Il bosco presenta una grande varietà botanica caratterizzata da 958 specie di alte piante vascolari, 37 di felci, 254 di muschi, 200 di licheni e ben oltre 1000 funghi. Vi si trovano quercie di oltre 600 anni, pini di 200, abeti rossi di 250 e altre specie tipiche della taiga eurosiberiana. La foresta è formata soprattutto da tigli e bagolari, le zone mal drenate sono occupate da salici, betulle e dal pino silvestre.

I bisonti e...
 

In questo habitat naturale gli scienziati sono riusciti a far tornare il bisonte europeo che in epoche passate era diffuso in gran parte del continente. Aristotele lo descrisse a Peonia, nell'attuale Bulgaria. Alla fine della prima guerra mondiale (1919) i bisonti caucasici si erano estinti. Alla fine della seconda guerra mondiale solo 49 esemplari curati dagli zoologi in Svezia testimoniavano la presenza dell'animale più vecchio del continente. Oggi sono stati riportati nel loro habitat, curati e liberi all'interno di questo grande parco. Nel 1976 se ne contavano 1600. Una storia simile è toccata al cavallo di Przewalski, nome dato dal suo scopritore russo nel 1881. Nel 1952 studiosi tedeschi scoprirono che questa razza di cavalli discende dal ceppo tarpan.

Oltre a queste due razze, nel parco vi sono 227 specie di uccelli e 59 di mammiferi tra lontre, linci, castori, 7 di rettili, 11 di anfibi, 24 di pesci e più di 11.000 specie di invertebrati. La grande biodiversità dell'area e la presenza del bisonte europeo fanno di questo parco una delle più grandi riserve biologiche europee.

Alcuni scorci del parco
 
La troupe di Blu Film

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