L’ Analisi in Progress a partire dall’1/1/2000

4. Problematiche e Commenti

Una delle più grandi difficoltà finora emerse nella realizzazione del progetto è stato il rispetto non puntuale delle tappe programmate. Oltre ad errori di valutazione e di gestione, bisogna considerare che, a differenza di progetti che possono contare (come alcune associazioni di promozione sociale o come nelle ONG) su una struttura organizzativa con personale specificatamente addetto e retribuito, che la completa gestione del Progetto Humus è affidata a volontari puri. Non è una considerazione di merito, ma di fatto e neppure viene considerata come valenza positiva di paragone. In questa accezione di puro volontariato l’organizzazione dell’associazione diventa, pertanto, più problematica perché i vari meccanismi interni (soprattutto quelli della delega, dell’informazione e della condivisione puntuali ed aggiornate) non sono, giocoforza, mutuati da una costanza di lavoro e dalla possibilità di una continua interazione fra i membri del gruppo. Anche il tempo dedicato alla ricerca di finanziamenti risente dei ridotti ed oggettivi spazi temporali a disposizione. Forse, quando i tempi saranno maturi o si creeranno oggettivi presupposti, potrà essere presa in considerazione una diversa riorganizzazione associativa. Al momento, fra gli strumenti che il progetto si è dotato per una migliore gestione, vi è la fondazione dell’organizzazione “Mondo in cammino” (www.mondoincammino.org). La scelta della forma associativa definita “organizzazione” è per ribadire la scelta di rivolgere a terzi l’oggetto del proprio intervento e per provare a percorrere, con le proprie forze e con le proprie gambe, quel sentiero tendente, in prospettiva, ad assicurare (al di là delle persone) l’autonomia e la continuità associativa, non potendo contare unicamente sulla buona disponibilità e condivisione degli obiettivi. L’ organizzazione “Mondo in cammino”, inglobando il Progetto Humus, rende disponibile le proprie competenze acquisite ed affinate negli anni e le pone al servizio di azioni a favore dei beneficiari, cercando di evitare di diventare un’ agenzia di servizi indifferenziati e afinalistici e proposti unicamente a sostegno della autoreferenzialità e della sopravvivenza dell’associazione stessa, quando non unicamente a sostegno della sua imprenditorialità, della moltiplicazione delle entrate o del mero perseguimento quantitativo di azioni da collocare in obiettivi assegnati ad hoc alle medesime.

Questa necessaria disamina è per inquadrare il percorso che sta cercando di compiere il Progetto Humus.
Allo stato attuale, però, si ritiene che al Progetto Humus, come a molti altri progetti e pur valutandolo con rigoroso spirito critico e di confronto, debba essere accordata un’adeguata, ma indulgente giustificazione, in quanto insita nell’ordine delle cose, cioè nella legge dell’inevitabilità delle contraddizioni del volontariato puro.

Di questa situazione e contesto generale, il Progetto Humus ha sofferto evidenziando battute d’arresto, legate anche a situazioni contingenti, quali alcune gravi malattie che hanno colpito i responsabili del progetto ed il triste evento della morte di uno dei maggiori e più convinti referenti locali, il prof. Alexandr Miljutin rettore dell’Università Sakharov di Minsk. Le battute d’arresto, unitamente ai percorsi della burocrazia, hanno imposto di riprendere dall’inizio percorsi già incominciati. Altro fattore negativo, tipico della gestione dell’apparato burocratico e della nomenclatura bielorussa, è il continuo ricambio dei funzionari e delle rappresentanze istituzionali ai vari livelli.

Questo fattore sta incidendo molto nella realizzazione dell’ultimo tassello del processo agronomico: la realizzazione della serra a Dubovy Log. Il cambio di dirigenza nella provincia di Dobrush e del presidente del kholkos del selsoviet di Demjanki stanno rendendo problematica la costruzione della serra. L’intento di questi dirigenti è di costruire la serra in altro territorio e di affidarla alla gestione di un privato, stravolgendo gli intenti del progetto. Vale la pena far presente che è nel campo degli investimenti economici o nelle attività che possono influire nelle macro o microeconomie locali che, nell’attuale fase, si gioca il futuro e si colloca la sfida di tutti i progetti che insistono nei paesi dell’ex Unione Sovietica, compresi i progetti di cooperazione o in ambito umanitario. In altre parole, la maggiore difficoltà gestionale si prospetta nelle azioni che agiscono, intendono agire o ne offrano solamente l’implicita possibilità, sul livello economico, inteso come possibilità di guadagno economico.Le varie azioni dei progetti di cooperazione, in ambito sanitario, sociale, scolastico, presentano maggiori potenzialità di realizzazione perché, pur nelle loro complessità e difficoltà gestionali, presentano anch’essi connotati negativi, legati, però, maggiormente alla sfera del prestigio personale, istituzionale, politico. Le azioni che invece, in qualsiasi settore ed a qualsiasi livello, prospettano ipotesi di guadagni economici a livello personale, istituzionale, politico, rendono problematica e pesante la costruzione di percorsi gestionali che riescano a conciliare tutte le varie esigenze connesse o aspirazioni ed interessi suscitati. Il Progetto Humus, nonostante ciò, cercherà di completare questo ultimo tassello e si batterà per ciò, ma solo se saranno assicurate sufficienti garanzie. In caso contrario sarà costretto a rinunciarci, con la consapevolezza (malgrado quest’ultimo tassello non realizzato) di avere, in ogni caso, creato le condizioni e dato gli strumenti a Dubovy Log per una gestione più consapevole ed efficace del rischio radioattivo da parte dei residenti.

In conclusione si può affermare che il Progetto Humus ha creato le condizioni per andare oltre gli obiettivi ed i limiti temporali legati alle tappe realizzate e previste di attuazione, per confermarsi come realtà di riferimento alle tematiche di Chernobyl e del nucleare e su queste confrontarsi alla stregua di un costante e partecipativo work in progress.

PAG. 1 & Indice PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4